Nasce oggi una nuova rubrica che chiameremo l’intervista. Con questa rubrica ci faremo raccontare dai nostri inviati speciali l’avventura i ricordi e le emozioni che ci ha fatto vivere la nostra amata Inter. Questa volta ci facciamo raccontare dal nostro inviato super speciale Don Diego il derby stravinto domenica.

Il nostro Don Diego e l'erede Francesco nella prima del piccolo al Meazza!

Allora dicci vincitore di derby come nasce il tifoso interista Don Diego?

Per oltre quarant’anni sono stato un appassionato tifoso interista “a distanza” intendendo con questo sia che sono del napoletano (in particolare di Ischia, anche se da sposato ormai risiedo a Napoli) sia che non sono mai stato particolarmente attratto dall’incontro dal vivo; infatti, tranne una partita con la Fiorentina negli anni ’80, non ero mai stato al Meazza. Da qualche anno, complice il fatto che per lavoro dovevo soggiornare per 5 giorni a settimana a Venezia ho iniziato ad andare saltuariamente al Meazza, dapprima un’amichevole con il Real Madrid, poi una partita con l’Udinese (persa) ed infine la storica partita con la Roma con gol del nostro Capitano nei minuti conclusivi (1-1).

E qual è stato il ricordo più bello?

Una sera mi metto in testa, assieme ad un amico, di andare ad assistere alla semifinale di Champions contro il Barcellona. Ovviamente biglietti introvabili e poche possibilità di prendere il prezioso tagliando se non sperando di acquistarlo online sul sito dell’Inter. Il fatidico giorno, complice anche la “proverbiale efficienza” dei sistemi informatici della BPM (ahi ahi Paolillo), per tutta la giornata (dalle 8.30 del mattino) pur essendo disponibili numerosi biglietti in vari settori dello stadio all’atto di completare l’acquisto il sistema ti risponde negativamente. Ricordo ancora l’ora esatta, le 21:08, in cui il sistema mi diede finalmente l’OK dell’acquisto con addebito sulla mia carta di credito: 12 ore al PC ma, FINALMENTE, la mia perseveranza era stata premiata!

Dopo quel 3-1 c’è stata anche Madrid ma questa è un’altra storia.

E poi?

Da allora sono andato ancora altre volte al Meazza, con alterne fortune della nostra squadra (tipo il Derby dello scorso anno perso 0-1 con gol di Ibrahimovic su rigore, sigh) fino alla partita (di questo campionato) del battesimo del fuoco nerazzurro di mio figlio di 10 anni (di cui ho già parlato sul Blog), anche questa con l’Udinese e anche questa finita 0-1 (sigh doppio, mio e di mio figlio). Ma andare al Meazza, in presenza di altri 50-60mila tifosi interisti come te è sempre UNA SENSAZIONE UNICA, a maggior ragione se hai sempre vissuto in una realtà in cui la maggioranza della tifoseria parteggia per un’altra squadra.

All’estero in coppa, In campionato in casa e in trasferta quindi hai vissuto tutte le esperienze da tifoso “ravvicinat0”?

In realtà mi mancava un’altra sensazione, quella di assistere al Derby in casa dei BBmilanisti. Detto e fatto. La scorsa settimana mi procuro i biglietti (assieme ad un mio amico, lo stesso del Barcellona e di Madrid), prenoto albergo ed aereo a/r trascorrendo la settimana con una tensione provata soltanto nell’annata del Triplete. Sabato a mia moglie viene la febbre (attacco influenzale, fortunatamente attenuato dal vaccino), vuoi vedere che non posso più partire? Lei mi rassicura MA non è felice che io la lasci sola con due bambini in quelle condizioni (e uno). Domenica mattina, dopo esser andato a Messa con i bambini (mia moglie restava precauzionalmente a casa) acquistavo le prime figurine dei calciatori Panini di quest’anno e mentre preparavo le ultime cose per partire mio figlio mi gridava “Papà, la prima figurina che mi è uscita è quella del traditore Ibrahimovic (lo sto crescendo bene, vero?), gli rispondo “Chicco che fai l’attacchi sull’album” “No papà la brucio nel forno!” GRANDE! In ogni caso quella circostanza mi era sembrato un segnale non proprio positivo in vista del Derby della sera (e due). Ma il peggio doveva ancora accadere.

E cioè?

L’aereo partiva alle 14.00 da Capodichino, abito al centro di Napoli ed in genere basta partire da casa 2 ore prima per recarsi in tempo all’aeroporto. Esco alle 12.15 e mi reco allo stazionamento dei taxi. Lì nessun tassista vuole fare la corsa perché, vengo a scoprire, sono in assemblea permanente (e tre). Ahimè come faccio ora? Mi reco con bagaglio allo stazionamento della navetta Alibus che fa la spola con l’aeroporto. Giunto lì non vedo un avviso “dal 9.1.2012 la fermata Alibus è stata trasferita al Molo Beverello”, ossia a circa 1 km dalla posizione originaria (e quattro).

Cazzo Don Diè sto a soffrì solo a sentirti…

Sì ma io mica mi sono perso d’animo! (intanto il mio amico mi chiamava dall’aeroporto e mi diceva di non arrivare dopo le 13.15, orario del boarding, le mie pulsazioni in ogni caso avevano preso a correre, e non poco) e decido di dirigermi (sempre con il bagaglio al seguito – penso di non aver mai sudato tanto in una giornata così fredda) presso una piazza dove passano numerose linee dirette verso la stazione dove troverò sicuramente qualche coincidenza per Capodichino. Prendo il primo bus che passa e l’autista, immedesimandosi nella mia situazione disperata (erano ormai le 12:45) mi dice quali altre linee io dovessi prendere per arrivare all’aeroporto. Seguendo i suoi consigli riesco ad arrivare nei pressi dell’aeroporto e dopo un altro camminamento di circa 1 km (sempre con il bagaglio) giungo verso le 13.20 all’aeroporto, semivestito (ero ormai in camicia nonostante fuori ci fossero 8-9 gradi). Veloce check-in e passaggio ai controlli e si riesce ad arrivare al gate A10  alle 13.30: CE L’AVEVO FATTA!

Olèèèè!

Sì ma non è mica finita lì… Alle 13, 40 iniziano il boarding ma dopo una decina di minuti interrompono tutto comunicando che c’erano problemi e che l’aereo sarebbe partito alle 15 circa (e cinque). Vabbè, diciamo, andiamo a mangiare qualcosa. Torniamo dopo una trentina di minuti e l’assembramento di passeggeri intorno agli operatori del gate ci allarma!. Veniamo a scoprire che il volo è stato cancellato (un semplice ahimè non esprime il mio stato d’animo di quel momento!) (e sei).

Nooooooo!

Decidiamo di uscire fuori e vedere se esistono altri voli, dove poter esser ricondizionati. Al banco ci dicono che abbiamo diritto al rimborso (ti attacchi a stocazzissimo. nota di oldman) oppure Meridiana può trasferirci sull’ultimo volo Alitalia delle 19,40… “IL DERBY E’ SALTATO” ci diciamo vicendevolmente…

Improvvisamente vediamo un gruppo di altre persone (poi scopriremo milanisti) capeggiati da un avvocato (ovviamente molto agitato) che al banco biglietteria non si ferma davanti a niente e per partire si dice disposto a far causa a Meridiana ed a prendere il primo volo disponibile Alitalia acquistando nuovamente i biglietti (unica possibilità in quel momento percorribile): 313 euro! Il mio amico, anche lui avvocato, mi dice: “Facciamolo anche noi, abbiamo buone possibilità di vederci risarcite le spese effettuate per tutto quanto accaduto”… facciamo il sacrificio economico (anticipa lui tutto, se lo può permettere, sigh!) e partiamo finalmente alle 16:45.

Che coraggio Don Diego complimenti!

Non ti nascondo che stavamo per desistere data l’entità delle cifre in gioco (già il viaggio, pernottamento e biglietto ci costava 250 euro e quell’ulteriore esborso era obiettivamente troppo), ma in quel momento il nostro INTERISMO ci ha spinto a fare la pazzia: ci siamo detti che se tutto era contro di noi qualcosa di GRANDIOSO sarebbe dovuto accadere al Meazza come già ci accadde per Inter-Barcellona, con le difficoltà incontrate per trovare i biglietti per la partita. Arriviamo a Milano alle 18:00 raggiungiamo l’albergo alle 18:45, lasciamo i bagagli, ci bardiamo di nerazzurro, usciamo e raggiungiamo lo stadio alle 19,30. Ci rechiamo ai tornelli dedicati ai tifosi nerazzurri che ci indicano gli steward e poggiamo la TdT sul lettore magnetico: la spia diventa rossa ed il tornello non si apre! (e sette).

Si ho capito ma questa non è una trasferta, è una maledizione!

Ma qui interviene San Peppino Prisco (sempre si lodato. nota di oldman)… gli steward ci dicono (DA NON CREDERE): “passate assieme ad altri due il cui biglietto fa aprire il tornello”, detto e fatto: siamo entrati allo stadio grazie al biglietto/abbonamento di due milanisti! Anche al tornello interno (corrispondente al settore del II anello verde dove si trovavano i due posti acquistati in BPM) la spia resta rossa quando avviciniamo la tessera al lettore e gli steward anche in questo caso ci dicono di passare lo stesso (da non credere bis, al prossimo Derby a questo punto non compriamo neanche i biglietti, visto che basta soltanto recarsi allo stadio con una TdT “siamonoi” qualunque), saliamo le scale ed entriamo nello stadio dove, ovviamente, tutti i posti erano ormai occupati. Ci posizioniamo sulle scalinate tra un settore e l’altro, inizia l’incontro e godiamo calcisticamente come soltanto altre poche volte ci è mai capitato (non vi dico, ma lo potete immaginare, come ci siamo abbracciati noi tutti l’un l’altro/a al gol del Principe, visto che eravamo già stipati all’inverosimile in curva Nord!).

Che dire un emozione pazzesca!

Vincere un Derby in casa dei BBmilanisti ti fa provare sensazioni uniche ed in quel momento il mio amico ed io abbiamo compreso che tutte quelle avversità a noi occorse durante la giornata erano una prova cui ci avevano sottoposto gli Eroi Nerazzurri del passato e che, con il fondamentale aiuto dei nostri Santi protettori Peppino e Giacinto, eravamo riusciti a superare felicemente.

Grazie Don Diego alla prossima!

Posso dire solo un’ultima cosa?

Ma certo!

“Volevano vincere, volevano vincere e l’hanno presa nel cuuuulo e l’hanno presa nel cuuuulo, volevano vincere! Volevano vincere…”