Goooooooooooooooood Moooooooooooorning Oldmaaaaaaaaaaaaaan!

Sorelle Fratelli,
Come sapete ormai da un paio di settimane il vostro vecchio è fermo ai box per una rimessa a punto del motore, non vi tedierò con le cause e le premesse anche perchè entrerei in particolari che sono soggettivi e i miei di sicuro non sono i vostri. Diciamo solo che la frase che più di tutte mi è stata riproposta in questi giorni è stile di vita. In pratica ad uno stile di vita corrisponde, in prospettiva, uno stile di possibile malattia …e il mio stile di vita evidentemente non era stato dei migliori negli ultimi anni…
Ma appunto lasciamo le premesse e veniamo al vivo del racconto.

…La scena è sempre quella, una lunga scalinata tra le nuvole e in alto su dei troni dorati un paio di antichi dalle barbe lunghissime in attesa dei nuovi arrivati, io arrivo su ansimante, maledicendo quel cazzo di architetto che non ha previsto l’ascensore e chiedendomi che cosa ci andavo a fare dagli Antichi, quando tutte le pratiche terrene (le mie solite richieste per gli amici) erano già state inviate. Anche gli Antichi quando mi hanno visto hanno fatto la faccia del tipo: Cazzo vuole Oldman, ancora favori? invece da dietro i due scranni si affaccia il capo ufficio stampa degli Antichi, uno dalla faccia già vista e fa ai due Vecchi
ehm veramente Oldman non sta venendo a chiedere, Oldman sta entrando in Casa…
a quel punto nel gelo che si era creato il più anziano degli Antichi fa
a Capezzò ma sei popo sicuro? Guarda che Oldman è in missione pe’ conto nostro, mica po’ venì così presto!
e Capezzone facendo vedere il blocco al più anziano dei due fa
Capo è tutto confermato c’è scritto qui!

Allora l’altro Antico gli strappa di mano il libro delle new entry e comincia a leggere… Poi sbotta a ridere e guardando Capezzone di traverso gli fa
Uè pirla di un pirla ma cusè l’è che hai lecc?
Maestro Oldman!
ribadisce Capezzone. Allora l’Antico di pura estrazione Bauscia
ma no pirlun qui è scritto Oldamn, non Oldman, Oldamn! Sei cusì stupid che te podet pissà in lecc e dì che tè südà, vadavial cul ciaparat!

A quel punto io, che ormai i sudori si erano letteralmente congelati, mi faccio coraggio e chiedo quindi non è giunta la mia ora?
L’Antico un po’ coatto mi guarda e ride
A Ordaman er capezzone t’ha fatto un bello scherzo der cazzo, ma nun te la pijà, te poteva annà peggio, se quer precisino der milanese nun se metteva a controllà bene er nome, stavi già drento a giocà coll’amichetti tua dell’Inter! daje esprimi un desiderio e stamo a paro!

Occazzo a proposito di Inter c’è Inter Roma! Che ore so fateme tornà sulla terra che me devo vedè la partita! limortaccitua Capezzone ma questo pure qui ve rompe er cazzo ma chi lo raccomanda?
Bono Ordaman lassa perde er deficente, se uno così fesso ariva a certi livelli dietro c’è uno forte forte….
Piuttosto chevvoi?

Vojo torna a palla sulla terra che me devo assolutamente guardà la partita e poi lo sapete se la guardo io c’ho il fluido vostro e vinciamo!
Allò famme vede, quattro ore a rimettete le coronarie a posto, due ore a vede ser sangue gira bene, due ore prova li polmoni, due ore rimette tutto dentro, un’ora a ricucì tutto e quattro ore de ripresa… …alle 11.00 de sera sei svejo!
maccazzoooooo alle 11 la partita è finita AAAAAAAHHHH!!!!!!!! Capezzò chediotefurmini!!! Famme corre vediamo se arrivo in tempo!!!! I miei Rispetti Antichi e me raccomando quelle richieste per i miei amici sulla terra, quella è roba seria me raccomando!
Aho a Ordman se nun te ne vai subbito vedi che te faccio rimanè qui!
No no vado che almeno il secondo tempo…

Quando riapro gli occhi l’anestesista mi sorride, mi guardo intorno e mi sembra di stare a cheipcanaveral ce stanno duecento monitor che illuminano la stanza semibuia, luci di tutti i colori, tracciati isterici, numeri che lampeggiano e diagrammi chemmanco la trimestrale di Microsoft, mancava solo un cazzo di monitor su Sansiro!
Ho un tubo in bocca largo quanto quello della pompa della benzina, mi avevano avvertito che non potevo parlare e che per alcuni minuti, finchè non mi fossi completamente svegliato, non me lo avrebbero levato. Così ho cercato di alzare una mano ma anche quelle erano legate.
Mi stavo seriamente incazzando e sul muro c’era un orologio con le lancette che davano le 11.00 l’unica chanche era che fossero quelle della mattina, ma entrando in sala operatoria alle 8 e dovendo fare 4 bypass, solo tre ore di operazione, manco se m’avessero fatto passà nel tunnel della Gelmini che collega l’Abruzzo alla Svizzera ce sarebbero riusciti.
Allora per farmi liberare ho cominciato a fare l’occhiolino a tutti quelli che passavano e tutti carini carini mi rispondevano, solo che una volta salutato, giravano lo sguardo e pensavano al loro lavoro. Solo un’infermiera catturata al volo sembrava interessata ai miei ammiccamenti infatti rispose all’occhiolino e mi mandò un bacetto, poverina era così brutta che lo sguardo alla fine l’ho dovuto girà io… che poi dopo je l’ho detto al primario “aho a bello se in terapia intensiva me metti sti cessi e mica se risvejano tutti!”
Insomma alla fine l’anestesista notò la scena e si avvicinò al letto. Al mio triplete de occhiolini cominciò a rispondere anche lui sorridendo, più triplettavo più sorrideva, alchè ho pensato ecco fatto pure l’anestesista frocio… Ma alla fine se pure era frocio doveva aver fatto il militare in marina perchè riconobbe il mio alfabeto morse di occhiolini, tre corti tre lunghi tre corti che significavano SOS.
Si avvicinò al letto mi fece “come stai?” Io strabuzzo gli occhi come a dire comecazzo vuoi che sto c’ho er record mondiale de bypass, na ferrovia de punti sul corpo, che ce stanno i notav fori dall’ospedale, na manciata de tubi de tutte le dimensioni che entrano e escono dal corpo chemmanco a wolverine quando je mettono l’adamantio, come voi che sto, Na Favola! Leveme sto autospurgo dalla golaaaaaaaaa! Allora come illuminato dai fulmini che sprizzavano fuori dai miei occhi, l’Anestesista chiamò l’infermiera e disse “ora le togliamo il tubo dalla gola, farà un po’ fatica a respirare ma le daremo la maschera con l’ossigeno, non si preoccupi non riuscirà a parlare ma piano piano farà tutto.” Allora non sto qui a spiegarvi la truce scena dell’espiazione dei tubi dalla gola di Oldman perchè in confronto Henry Pioggia di sangue era candy candy, ma un istante dopo che anche il secondo tubo più piccolo fu tirato fuori dalla mia gola uscirono a raffica tre domande a cui l’infermiera rispose altrettanto a raffica “che ore sono?”
“le 11 “
“della mattina o della sera”
“della sera” e dopo un bestemmione aramaico, la terza fu
“come è finita la partita?”
Prima che l’infermiera potesse rispondere l’anestesista si mise in mezzo interrompendola. Si avvicinò a me e mi disse ma lei che squadra tifa? Io nonostante la faccia tumefatta dal dolore, applicai il ghigno bauscia d’ordinanza e rispondo “Io tifo Inter!” già pregustando la risposta… Lui fece una piccola pausa e ghignando mi fece “allora il risultato è meglio che glielo dico domattina…” facendomi istantaneamente sentire per la prima volta il dolore vero, sulle decine di ferite sparse per tutto il corpo…
In quel momento l’infermiera liberava il braccio destro dai nastri che me lo inchiodavano al letto e all’istante lo alzai per prendere il braccio dell’Anestesista, stringendoglielo al punto di fargli capire che non avrei aspettato un solo secondo, altro che una notte.
“Dottò come è finita la partita?” ribadisco, lui mi guarda e questa volta senza ghignare mi fa “ha vinto la roma 3 a zero, tutto ok?”
“no per un cazzo! un’altra anestesia please…!”

La mattina dopo fu un continuo chiedere informazioni sulla partita, tanto sullo stato di salute potevo fare poco e i medici le infermiere chiaramente tutti romanisti, molto carinamente, ma più per non peggiorare le condizioni cardiache e quindi il loro lavoro, non affondavano troppo il colpo, dicendo che era stata comunque una bella partita, che l’Inter aveva giocato bene, una aveva addirittura ammesso che il rigore del due a zero era fuori area… ma tutti erano concordi sul fatto che la Roma aveva strameritato la vittoria.
Solo il giorno dopo incontrando un infermiere interista ho avuto il quadro chiaro della sconfitta derivato in parte da quello che ha scritto nel mio post sul Braccino di Mazzarri e in parte dalla rosa che, persa per vari motivi la verve delle partite iniziali di alvarez, jonathan, nagatomo e taider, non ha saputo con le riserve fare il miracolo di controbattere una Roma coraggiosa e fortunata.
Dopo che parlai con l’infermiere vuoi la pausa della nazionale ho pensato bene di dedicarmi al mio, di recupero fisico, che comunque allo stato delle cose era molto più difficile di quello della nostra Inter.
Oggi a due settimane dall’operazione posso dire che per me va molto meglio, certo non ne sono ancora del tutto fuori e si prospettano settimane di duro lavoro per recuperare il totale reset che ha avuto il mio corpo, ma sono interista e nel mio DNA c’è un’elica con scritto n-o-n–m-o-l-l-a-r-e–m-a-i.
Mi ha dato fastidio in queste due settimane di totale lontananza dal web, ma lo farò a tempo debito, non aver commentato con voi alcuni episodi come quelli relativi alle curve di cui ho una personalissima visione e naturalmente dell’addio di Moratti (ma è un vero addio?) con il conseguente arrivo di Thohir.
In questo post volevo solo raccontarvi quello che succede a sottovalutare i messaggi che il corpo ci manda, a sopravvalutare le capacità di certi medici che credono di avere la scienza infusa solo perchè posseggono una laurea magari presa trentanni prima, a sopravvalutare anche le capacità del nostro corpo a superare le violenze fisiche che gli facciamo abusando di alimenti, vizi e stili di vita che prima o poi ti fanno pagare.
Soprattutto volevo pubblicamente ringraziare i tre medici (ma di sicuro era agenti segreti degli Antichi) che grazie al loro intuito e alla loro professionalità mi hanno permesso di arrivare ancora vivo presso il policlinico Gemelli dove mi aspettava uno dei team di cardiochirurgia più efficaci della terra.
Team che in solo tre giorni mi ha rimesso a posto le coronarie, fatto uscire dalla terapia intensiva, camminando con i miei piedi (un vero record) e, tornando alla civiltà attraverso un semplice telefono collegato ad internet, scoprire (lo sto scrivendo con gli occhi allagati) di avere sparsi nel mondo dei compagni di vita semplicemente meravigliosi.
Il vostro amore, la vostra forza, il vostro incitamento, mi è arrivato ogni giorno forte come un tornado che spinge in avanti qualsiasi cosa trovi sul suo cammino e questa vostra spinta mi ha dato una forza enorme e una gioia infinita. Ogni singola fottuta virgola letta nei vostri commenti, nei vostri messaggi, nei vostri post è stata per me un’iniezione infinita di coraggio a proseguire nel mio cammino.

Non so come potervi ringraziare per quello che avete scritto nei vostri messaggi, ma c’era un filo conduttore di puro amore e di Interismo alla massima potenza che mi ha dato nei giorni difficili la forza di continuare.

Quello che posso dirvi è che un pezzettino della mia vita futura sarà per sempre dedicato a voi che mi avete reso ancora più forte di prima, nell’essere il vostro unico e devoto oldman.

A presto!

Grazie!
Grazie!
Grazie!

Braccino…

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Dopo che anche Fiorentina e Parma hanno giocato la sesta partita di questo campionato la classifica dice che siamo ancora li a giocarcela con le squadre titolate a vincerlo.
E non è solo una questione di numeri, è qualcosa di più è un mix di fattori che vanno dalla condizione atletica, alla condizione mentale, dalla gestione tecnica, alla qualità della rosa o almeno di buona parte di questa.

Sì lo so nessuno di noi solo alcune settimane fa pensava o neanche si avvicinava a pensare queste cose, io per primo. Ma vista anche la condizione attuale delle altre squadre c’è stato un evidente livellamento in campionato. Roma, gobba, Napoli, non mi sembrano nettamente più forti della nostra squadra e se noi siamo saliti insieme alla Roma, gobba e Napoli (Cavani non lo sostiuisci con Higuain) sono probabilmente scese rispetto allo scorso anno. Il milan è la solita squadra di merda con l’aggravante che quest’anno allegri sembra capirci ancor meno del solito e solo arbitri e culo, da sempre i loro più potenti alleati, potranno salvarli da un altro campionato anonimo. Fiorentina Lazio e Udinese sono partite male o perlomeno sono partite ai loro livelli, con la sfiga che si è attaccata alla giugulare dei viola. Forse se cambia questo fattore la viola potrà tornare in alto ma montella che tutti osannano, per me comunque non è un allenatore che può puntare a vincere se non con una squadra fortissima, cosa che la Fiorentina non è.

Tutta questa premessa per dire che secondo me allo stato attuale delle cose, ripeto. allo stato attuale delle cose, l’Inter deve giocare questo campionato, se non per vincerlo ma almeno per restare ai primissimi posti. Deve farlo senza paura come sta facendo la Roma, gettare il cuore oltre l’ostacolo e mantenersi il più possibile in alto. Poi se i limiti della rosa, della tenuta atletica e soprattutto della tenuta mentale verranno fuori, pace, ci abbiamo provato. Ma castrarsi ora nel tentare il tutto per tutto è un po’ avere la sindrome del braccino.

Io sinceramente non ho capito il motivo del turnover di domenica e non l’ho capito non perchè fosse sbagliato dal punto di vista atletico, è chiaro che se c’erano problematiche fisiche i giocatori infortunati dovevano fermarsi, non l’ho capito dal punto di vista strategico.

Nell’Inter del 2010 i giocatori che stavano bene hanno giocato il 98% delle partite, cambiasso e zanetti si sono fatti anche le amichevoli di calcetto il venerdì con gli amici e tutti ma proprio tutti i titolari, se non infortunati, hanno giocato sempre anche a risultato acquisito e non si può dire che quella stagione non sia stata tirata.
Con il Cagliari per me se non avevano problemi seri Palacio e Jonathan dovevano giocare, dispiace dirlo soprattutto per Belfodil che ha ampi margini di crescita, ma Palacio è tre livelli sopra e anche Jonathan, sembra assurdo lo so, è cresciuto molto e in questa Inter è diventato un fattore di successo, cosa che con tutta la simpatia del mondo Pereira stravolge in senso contrario.
Rolando invece ha dimostrato di essere all’altezza di queste partite e a parte la deviazione sfortunata è un giocatore che può far bene come Campagnaro, almeno in partite di questo livello.
Certo è facile fare questi discorsi con il senno di poi e con i se e i ma, soprattutto senza aver vissuto gli allenamenti o aver parlato con i giocatori, ma allora non accetto neanche quelli che dicono se avessero giocato, i titolari, probabilmente si sarebbero infortunati o la sfiga avrebbe inciso lo stesso.

Io credo senza voler offendere nessuno che Mazzarri abbia avuto un po’ di braccino, non so se è una sua caratteristica o se è stato un caso ma l’approccio strategico alla partita non mi ha convinto e questo per due motivi. Il primo è perchè sono convinto che se partivamo con tutti i titolari e perchè no anche Milito il Cagliari si sarebbe chiuso ancora di più e l’avremmo vinta ancora più facile, fra l’altro potendo fare turnover a partita acquisita come successo con Catania e Sassuolo. Il secondo perchè ragionare in questo modo in una stagione dove di turni infrasettimanali rispetto ai nostri concorrenti ne avremo meno di un decimo mi sembra quantomeno ultraprudente. L’unica squadra che finora ha sempre messo tutti i i titolari, a parte con la samp in una partita dove infatti ha giocato male vincendo per manifesta inferiorità dell’avversario e non ha le coppe è la Roma, sarà un caso che ne ha vinte sei su sei?

Ora che Mazzarri non sia un Cuordileone a fare le formazioni lo abbiamo capito, fra l’altro il suo, attualmente, è un gioco di rimessa (sto semplificando ma avete capito cosa intendo) e va bene, anzi benissimo così, ma per vincere certe partite la mia esperienza dice che gli avversari vanno impauriti già dalla lettura delle formazioni. Noi li davanti abbiamo gente che fa cacare in mano qualsiasi squadra al mondo e anche aver messo Milito a un minuto dalla fine, dopo oltre sei minuti dal pareggio, che senso ha? Che ha dovuto fare Milito in quei sei minuti scaldarsi? Non credo proprio se non era già tra quelli che si scaldavano nel secondo tempo non sarebbe mai entrato.

Forse quei sei minuti sono il braccino di Mazzarri, ossia la paura di gettare subito il cuore oltre l’ostacolo e vincere ad ogni costo. Non so se questo sia il limite di questo allenatore che nella sua carriera ha comunque sempre fatto bene, non so se giustamente deve ancora entrare bene nei meccanismi di questa squadra e di questa società ma di tempo non ne ha tanto e le altre non aspettano certo noi.

Sia chiara una cosa però l’Inter e Mazzarri sono partiti davvero bene io ho voluto esplorare questo fattore che definirei caratteriale perchè mi è sembrato l’unico neo in questo inizio di stagione davvero notevole. Non mi scordo davvero in che condizione ha preso in mano la squadra il Mister e che lavoro straordinario sta facendo su giocatori che eravamo tutti pronti a rottamare senza pietà.

In tutti i casi sabato abbiamo la Roma e possiamo davvero capire di che pasta siamo fatti e questa partita ci vede dentro tutti, dai tifosi allo stadio fino all’ultima delle riserve, non solo l’allenatore.

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

Dante è Nerazzurro!!!

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Auguri Chuchu per il tuo piccolo Dante, non potevi scegliere nome migliore per il tuo bambino, proprio due giorni prima di andare a giocare contro la Fiorentina, squadra della città il cui più alto rappresentante è anche lui un famosissimo tifoso interista, ante litteram.

No non mi sono ubricato per l’ennesima volta, Dante dimostra di essere interista con le stelle.

Ogni cantica alla fine parla di stelle, di amore e del viaggio del cuore nei suoi inferni nei suoi purgatori e alla fine del suo paradiso, chiaramente l’Inter!

e il suo viaggio tra le stelle parte con l’inferno si chiude con questo verso

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

Dopo aver visto tutti i gironi dalla lega Pro alla serie B e le relative fedi calcistiche, dall’inferno del tifo esce volgendo lo sguardo alle stelle. Aver considerato tutto il male che si nasconde nel tifare squadre sbagliate, squadre retrocesse all’inferno della serie B, addirittura rischia di gettarci nella disperazione, ma allo stesso tempo ci apre al desiderio (stelle metafora dell’Inter) di vedere quel male sparire, cambiare, trasformarsi. Così il cuore concepisce lo slancio dalla serie B alla salita, verso il monte del Purgatorio, la serie A che si chiude con questo verso

Puro e disposto a salire le stelle

Dante ha visto il male, tutto il male, dal doping al calcio scommesse, dal fallimento all’antisportività, dagli arbitri chiusi negli spogliatoi a quelli pagati con comparsate in tv e se ne è purificato, ne è stato lavato, ha compreso che il bene, per chi lo cerca, trionfa sempre e così nel suo cuore ora è nata un nuovo desiderio: la disposizione a salir le stelle, l’onestà. Ma il desiderio va oltre, è rilanciato. Si trasforma in sete di vedere la fonte dell’amore che ha eliminato tutto il male che c’era nel suo cuore, il Triplete!. Così il Paradiso termina con questo verso

l’Amor che move il sole e l’altre stelle.

Dante vede il Triplete, vi caccia lo sguardo dentro e trova sè stesso, il suo viso che piange con una macchinetta fotografica in mano nello stadio di Madrid, scopre che ciò che governa l’universo fisico e spirituale è amore, è l’Inter. E quell’Inter che ha voluto lui, lo ha attratto sino a sè, prendendolo così com’era, nel suo presente.

Dante con la Divina commedia non ci ha raccontato una favoletta da prostituta intellettuale, di demoni e gobbi, ma la storia di un tifoso che realizza tutti i suoi desideri (l’Inter è causa di tutto), e raggiunge le stelle ossia il triplete. Dall’inferno al paradiso non si è mosso di un millimetro, ha solo attraversato le regioni del suo cuore e lo ha scoperto immerso nell’Inter, voluto dall’eterno.
E questo è paradiso.

E di questa frase ne vogliamo parlare? Fatti non foste a viver come bruti, (chiaro riferimento ai gobbi e ai gonzi) ma per seguir virtute e canoscenza.

E’ per questo che il nostro fondatore Muggiani nel momento in cui nasceva l’Inter riprendeva il grande Dante generando la frase più bella mai scritta nel creare qualcosa di immortale, la nostra Inter!

Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo.

Date retta al vecchio! Dante è Nerazzurro e giovedì si va tutti al Pub a tifare con lui, la nostra stella la nostra Inter!!!!

CI VEDIAMO_AL PUB dante

 

Mapeitelanderc…lo

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È facile ironizzare sulle parole di uno sbruffone. È facile farlo soprattutto dopo una batosta di queste dimensioni. Nel calcio si sa, si vince e si perde senza una scientifica soluzione di continuità e divertirsi a punzecchiare l’avversario nel mondo dei tifosi è il succo stesso del calcio. Ma quando succede che lo sbruffone è un presidente di una squadra di calcio e il suo essere sbruffone va a colpire un suo collega, la cosa si fa un po’ più seria. Certo parliamo di calcio, parliamo di sport, parliamo di qualcosa che, come queste parole, nel momento in cui vengono lette si perdono nel nulla delle cose effimere, anche se poi ormai nel calcio di effimero non c’è più nulla.

Ora tralascio la provocazione di questa estate sui punti da strappare comodamente all’Inter in questa stagione, tralascio anche il fatto che un tifoso di una squadra possa fare il presidente di un’altra squadra (cosa succederà il giorno che si incontreranno milan e Sassuolo? Darà il premio a perdere?). Quello che proprio non mi è andato giù è la becera, davvero becera battuta su chi sarebbe venuto oggi allo stadio del Sassuolo tra Moratti e Thohir.

Io mi rendo conto che lo stile non si compra e né te lo può tramandare un padre insieme alla fabbrichetta di famiglia, senza la quale probabilmente il signore in questione sarebbe un cafone qualsiasi. Ma almeno utilizzare un minimo di intelligenza che sicuramente ha nel parlare solo ed esclusivamente dei cazzi suoi, non credo sia un azione limitata ai soli premi nobel della fisica.

Ma questo stile, se non appartiene a un mezzo prete tifoso dell’Inter figurati se può non appartenere ad un milanista, di buono c’è che domattina le facce che incontrerà saranno più allegre del solito e di sicuro lo saranno anche sotto le facce tristi dei leccaculo di cui certi personaggi amano circondarsi.

Non vorrei si pensasse con queste parole che me la sono presa troppo per una battuta infelice, ci sta, anche a me molte volte ne sono uscite involontariamente, ma è proprio il fattore della volontarietà che vedo nelle battute fatte in questi giorni, una certa acredine che tra colleghi appunto non ci dovrebbe essere mai, a prescindere dalla competizione.

Però poi mi guardo intorno e vedo altri colleghi del mio Presidente juve, milan, Napoli, Lazio, Cagliari Genoa, Palermo, quello della Roma non so neanche chi sia, Fiorentina, Udinese e potrei proseguire più o meno elencandoli tutti e mi domando: Ma che gente governa il calcio italiota?

Ogni volta che mi faccio questa domanda a stento trattengo il vomito e l’unica cosa che mi trattiene dal farlo è visualizzare il faccione del mio Presidente e pensare, per fortuna lui non è così.

A dire il vero questo succedeva fino a pochi giorni fa, oggi questa certezza come tutti sappiamo non è più tale e dovremo vivere i prossimi mesi? anni? con qualche dubbio in più. Certo il fatto che Thohir non sia italiano è già una grossa ipoteca di sportività e pulizia, ma chi può dire di conoscerlo davvero a fondo? Chi può dire come si comporterà una volta preso in mano il timone della società?

Per me che intendo il calcio ancora come una gioia senza l’incubo della vittoria ad ogni costo, che non me ne frega davvero una mazza di attaccarmi patch sulla maglietta, che non me ne frega nulla se il mio ex allenatore è un simpatico incapace, per me che tifo e tiferò sempre i miei giocatori anche se sono lenti come Alvarez o scarsoni come Jonathan, per me che vedere una rissa selvaggia nel mio stadio probabilmente mi terrà lontano da Sansiro ancora più di quello che non avrei mai desiderato…

…insomma per me che il calcio è ancora un sentimento è un momento di grosse incertezze, dubbi che si aggrovigliano allo schifo che vedo intorno all’Inter da tanti anni a questa parte. Dubbi che fino a ieri avevano una sola piccolissima certezza, noi non siamo quella roba li.

Ma oggi non è ancora giunto il momento di onorare il nostro Presidente, oggi è il momento di godere di una piccola impresa contro una piccolissima squadra guidata da un piccolissimo presidente. Oggi è il giorno di godere del nostro Principe tornato in campo e subito al gol. Oggi è il giorno di godere della convinzione che in questo campionato possiamo toglierci delle belle soddisfazioni. Vedere entrare due campioni come Milito e Kovacic in sostituzione dei due migliori in campo è un segnale incredibile di quanto sia migliorata la squadra.

Bravo Mister queste sono le risposte che ci aspettavamo da te ora ci toccherà aspettare le risposte di chi sostituirà il nostro Presidente, ma per ora va bene così un 7 a 0 a un milanista sbruffone è puro sentimento…

Raddrizzamento Inter!

 

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Abbiamo passato le ultime tre stagioni chiedendoci, ma soprattutto sentendocelo dire dai nostri nemici, se fosse davvero finito il ciclo della seconda Grande Inter della storia.
In realtà noi interisti, a differenza dei nostri nemici, ce lo chiedevamo sperando in una risposta dei fatti negativa. Troppo innamorati dei nostri idoli, troppo calde ed eclatanti le nostre vittorie per ammettere una volta per tutte che bisognava cambiare pagina e ricominciare da zero. Il primo di tutti poi, non poteva che essere il nostro Presidente e a lui quel cambiare pagina e ripartire da zero, proprio non gli riusciva.

Oggi dopo tre anni possiamo dire con certezza che quell’Inter non esiste più, sì alcuni eroi resistono ancora, ma la pagina volente o nolente è stata girata. Ma come ci siamo arrivati a questo cambiamento di pagina?

Le ultime tre stagioni nonostante le due vittorie “d’inerzia” e qualche piccola soddisfazione, sono state comunque negative, con tutta una serie di errori che ci hanno portato velocemente a livelli che raramente nella nostra storia abbiamo raggiunto.

Il primo anno dopo il triplete è stato il meno doloroso, anche perché il nostro letto era ancora caldo della notte d’amore vissuta, ma paradossalmente proprio le scelte fatte dal nostro management in quel primo anno hanno portato allo sfacelo della stagione scorsa. Ascotare il nuovo allenatore o gli eroi del triplete? Investire per continuare ad essere al top o mantenere lo status quo con un baby sitter gradito?
Le scelte del Presidente sono state a metà tra l’umorale e l’istintivo, umuralistintivo; alla fine ha fatto contenti i giocatori cambiando l’allenatore, ma spendendo un sacco di soldi per rafforzare la squadra con i consigli di Branca & Co.
Ora, premesso che io un uomo della serietà professionale e delle capacità tecniche di Benitez, lo avrei assecondato anche a costo di cambiare completamente la squadra e non era questo che chiedeva Ciccio Benitez, ma che senso aveva metterlo in difficoltà fino a farlo andar via per poi potenziare la squadra, oltretutto mettendola in mano ad un belloccio preso a caso per via della Spiga?

Ah già Ciccio Benitez si era azzardato a dire che bisognava voltare pagina, bisognava dimenticare le vittorie appena raggiunte e udite udite, bisognava migliorare il gioco espresso fino a ieri.

Boom! apriti cielo, ma come cazzo si permette questo diversamente magro di insultare gli eroi della nostra storia? E come se non bastasse, via le gigantografie di Mourinho e delle vittorie appena realizzate! Ma cosa cazzo si è bevuto questo della sangria scaduta? La squadra del triplete non ha bisogno di un allenatore, gli eroi possono vincere anche senza nessuno in panca!

Fanculo Benitez, primo bivio svolta per via della continuità, un bel discesone dritto dritto! D’altronde la svolta per via del cambiamento era troppo in salita, peccato solo che quel discesone andava verso la direzione opposta alla vittoria.

Da quel giorno in poi ai bivi che si sono presentati al nostro management, è stata scelta la strada sbagliata. Un allenatore ottimo come baby sitter ma con scarse capacità tattiche, un allenatore con un solo modulo nel suo portafoglio e senza la squadra per giocarlo, un allenatore ottimo per scaldare minestre ma non giocatori in parabola discendente, fino alla scelta, anche questa volta umoralistintiva, di prendere un allenatore ragazzino strappato alla primavera e buttato nel tritacarne calcistico italiota. E ad ogni bivio la strada per vincere si allontanava sempre di più.

Ma perché si sbagliava ogni volta strada?

La risposta è semplice a dirsi col senno di poi, anche se con un pizzico più di senno e un po’ meno di umoralistintivo si poteva fare meglio (il nostro socio Antonio da Roma lo scrive dal 23 maggio 2010). Bisognava cambiare pagina. Bisognava cancellare, in società e nella squadra il ricordo del triplete e ripartire completamente da zero. Da sempre è la fame, che nella storia dell’umanità, fa raggiungere gli obiettivi, la fame più di qualunque altra cosa. E che fame potevano avere giocatori che avevano appena partecipato al più grande banchetto della loro vita? Che poi se ci pensate, questo messaggio ce lo aveva dato proprio colui che alla gloria ci aveva portato, andandosene pochi minuti dopo aver alzato la coppa dei campioni. Lui per primo non aveva più fame, con l’Inter aveva vinto tutto e voleva cambiare pagina.

Sia chiaro, nessuno pretendeva che il 23 maggio si ufficializzassero le cessioni di tutti i nostri magnifici ragazzi, quello che però era giusto fare, era dare la possibilità all’allenatore scelto per il dopo triplete, lui si che era uno affamato… di lavorare secondo il suo progetto, supportando le sue scelte per continuare a vincere, ma soprattutto a competere.

E invece no quella maledetta pagina ci abbiamo messo tre anni a girarla e non è poi neanche stato così voluto il tutto. In questi tre anni se un po’ di giocatori ci hanno lasciato per cercare strade meglio pagate, alcuni li abbiamo amorevolmente aspettati fino alla fine delle loro carriere e gli ultimi rimasti sono così malconci che Moratti stesso farebbe fatica a farli scendere in campo…

L’unico che ha iniziato la stagione è il Chuchu, d’altronde a fare il vigile in campo non ci si usura troppo…

Ma a parte scherzi, la pagina non è stata cambiata rinnovando solamente la rosa, la pagina è stata cambiata con un nuovo progetto, che come tutti i grandi progetti legati al calcio, parte dalla scelta dell’allenatore.

Sì l’uomo è discutibile e discusso tantissimo per i suoi limiti caratteriali, ma è altrettanto vero che il nostro mister è indiscutibile per i suoi valori tecnici e sportivi e soprattutto indiscutibile per la fame di vittoria che ha sempre dimostrato di avere. Oddio anche su questo le discussioni ci sono ed anche belle forti, da sempre si può vincere esaltando la folla o vincere facendogli storcere la bocca, sembrerebbe un controsenso visto che nel calcio conta solo vincere, ma noi interisti siamo capaci anche di questo.

Ma questo non è importante oggi, oggi è importante vedere che il lavoro di raddrizzamento della nostra squadra è stato compiuto, come la Concordia sull’isola del Giglio, alla fine della scorsa stagione ci eravamo spiaggiati senza alcuna speranza di ripartire, il tutto grazie a tre anni di continue scelte sbagliate, scelte che certe volte sembravano fatte al limite dell’autolesionismo.

E non fatevi trarre in inganno da questo inizio di stagione, abbiamo fatto tre discrete partite ma la nostra nave, proprio come la Concordia, non è completamente a galla, i motori non sono ancora accesi per tornare a vincere, c’è ancora molto da fare. Di buono c’è la strada presa, stavolta è quella giusta ma abbiamo ancora molti bivi davanti a noi e tornare indietro è un attimo.

I punti di partenza sono l’allenatore con in primis la sua mentalità e la sua voglia di vincere e buona parte della rosa, che vede in maniera eterogenea giovani di grande prospettiva e meno giovani dall’esperienza consolidata e dalla qualità garantita.

Con questi due punti di partenza ci siamo staccati dalla roccia in cui eravamo incagliati, ora bisogna lavorare per migliorare la mentalità dei giocatori e la qualità di alcuni reparti che ancora vedono ampi margini di crescita e ripartire.

Non voglio entrare nel dettaglio dei singoli giocatori anche perché si aprirebbero variabili infinite, ma voglio farvi due esempi di quello che sto dicendo. Alvarez, la mia case history preferita, è il perfetto esempio di quanto la giusta mentalità possa incidere su un calciatore. Mazzarri ha letteralmente resuscitato un giocatore che aveva finito la scorsa stagione con una considerazione della maggior parte dei tifosi pari a zero (a parte Stefano Flamment che deve avere un bonus economico nel contratto del giocatore…) Ebbene è bastato dare un minimo, davvero minimo, senso tattico al giocatore e un gigantesco carico mentale all’uomo e il miracolo si è compiuto. Un po’ quello che abbiamo visto, al contrario però, con i vari Sneijder Pandev e Maicon dove, una volta andato via Mourinho, senza un gioco e senza spinte motivazionali da tre fenomeni sono diventati degli zombie in campo.

Il secondo esempio è sulla rosa, va bene che quest’anno giochiamo solo il campionato ma cosa succede se si fa male uno dei forti? come siamo messi con le riserve? Io credo che certe aree del campo le fasce e la difesa siano assolutamente da rinforzare e anche a centrocampo un paio di innesti forti siano fondamentali. Come sapete bene parliamo di almeno quattro cinque giocatori che tra titolari e riserve dovranno essere messi a disposizione del mister se non già da gennaio almeno per il prossimo anno, anche perché alcuni della rosa attuale non andranno bene al mister e sarà normale che li vorrà cambiare con giocatori più confacenti alla sua mentalità e al suo gioco.

Vediamo quello che succederà anche perché tutto questo ragionamento l’ho fatto cancellando dalla mia mente le vicende societarie, che da un momento all’altro potrebbero sparigliare tutto e farci diventare di nuovo la società più ricca del campionato italiano…

Ma i sogni lasciamoli ai gonzi che a furia di sentirsi dire stronzate sono convinti di aver ripreso un fenomeno, quando invece l’unica cosa che hanno ripreso è di comportarsi come la più antisportiva delle società di calcio al mondo.

Quello che resta è che dopo tre anni di strade sbagliate penso di poter dire con certezza che finalmente siamo sulla strada giusta, forse non la più rapida ma di sicuro quella giusta, De Cubertain diceva che l’importante è partecipare i gobbi dicono che l’importante è vincere ad ogni costo, i gonzi dicono… beh qualsiasi cosa dicono i gonzi sono stronzate, noi diciamo che l’importante è competere, dopodiché vinca il migliore.

… Tanto i migliori saremo sempre noi!

AVANTI INTER
AVANTI MAZZARRI
AVANTI PRESIDENTE

 

p.s. al più presto il risultato del concorso OldmanHill

Quote Inter vs gobba!

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Amiche! Amici! Sorelle! Fratelli! Parenti in genere! Amanti! Badant!i e Froci vari!

Vi presentiamo la nuovissima iniziativa del vostro InterClub preferito!!!

OldmanHill

Grazie ad un lontano parente scozzese del vostro vecchio abbiamo una nuovissima convenzione con una agenzia di scommesse antisportive.
La partecipazione per questa primissima edizione è gratuita ed è aperta a tutti gli iscritti al Club ma anche agli iscritti al solo club su Facebook e a chiunque vorrà farlo sul nostro blog.
Puntate 10 cucuzze e calcolate l’importo della vostra giocata chi avrà totalizzato la vincita più alta sarà il campione!!
Facciamo un esempio io mi gioco il gol di Nagatomo di testa la mancata ammonizione di barzagli, la papera di buffon e l’aspulsione di conte, il risultato è 10 x 1.01 x 1.13 x 1.03 x 9.25 il risultato finale è 108.73 cucuzze.
Per chi ama il rischio può giocarsi anche il rigore dubbio (il rigore inesistente non è quotato) all’Inter o addirittura il quasi impossibile gol su azione viziata da fallo, ma dovete essere davvero dei giocatori d’azzardo….

Riepilogando la quota da giocare è per tutti uguale e sono 10 cucuzze (sono soldi fittizzi!!! finti! non ce li dovete dare! servono solo per fare il calcolo finale! chiaro!!)

Ma il premio però per chi avrà totalizzato la vincita più alta è VEROOOOOO!!!!!!

La bottiglia omaggio della serata... Rosicate? la prossima volta non mancate!

Il premio da mettere in vetrina, che oscurerà il vostro Barolo del 64

Trattasi della magnifica bottiglia limited edition dell’Interclub Bellideroma che vi verrà spedita direttamente a casa ovunque voi siate nel mondo!
Non esitate banda di sciamannati che non siete altro, fate pervenire le vostre giocate sul blog su facebook per email per postaprioritaria, con un piccione, insomma in qualsiasi modo!

Attenzione a non cadere nel tranello di Oldman Hill! Lo zio Scozzese del vostro vecchio è un diavolo e vi trarrà in inganno con le sue quote difficilissime da capire.

Ora fate i vostri calcoli e mandateci le vostre giocate, ricordate 10 cucuzze e fatevi da soli il calcolo finale di quanto stimate di vincere, che nella vita reale noi non stiamo mica a pettinare le bambole!

E come noi soli Interisti diciamo sempre: Che vinca il migliore!!!!

Ci sarà sempre, il Capitano!

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“Non si dovrebbe mai celebrare l’anniversario della morte, ma al suo posto accendere fuochi propizi nel giorno della nascita di chi se ne è andato. Non fiori ma opere di bene quotidiano. Solo quello va salvaguardato, per non restare ai piedi della croce o davanti alla tomba quando la resurrezione è già avvenuta. Poiché la fine sfuma in un inizio, solo il principio è sacro, come la prima volta in cui ho visto lo sguardo limpido di mio padre negli occhi di Lupo: da quell’attimo in poi mi è impossibile negare che da qualche parte segreta si siano incontrati <<là dove gli angeli esitano a metter piede>>.
Anche il 22 maggio pareva si parlassero; mio figlio era sul terrazzo a pochi metri dalla partita e dalla sua sdraietta guardava il cielo. Da qualche giorno aveva iniziato a lallare con una certa intensità e quella sera in particolare sembrava avesse intavolato un lungo dialogo. La sfida era ancora ferma sullo zero a zero quando il cronista di Sky, Massimo Marianella, si distolse un attimo dal campo e inaspettatamente disse:<< Stasera poi c’è una speranza… Un tifoso d’eccezione, Giacinto facchetti che sicuramente dall’alto starà tifando per…>> In quel momento Alice mi chiamò per farmi uscire ad ascoltare la voce di Lupo improvvisamente impegnato a gesticolare verso l’alto nel suo dire insistente e concitatissimo… Appena mi alzai dal divano… Gol dell’Inter! Segnò un giocatore di nome Milito. La palla rotolata nella rete avversaria si trascinò dietro tanti piccoli prodigi…”

Da “Se no che gente saremmo” di Gianfelice Facchetti

Perdonami Gianfelice se ho estrapolato dal tuo meraviglioso libro questo stralcio di pura poesia ma volevo farti capire perchè oggi troverai il tuo papà sui nostri avatar, sui nostri commenti, sui nostri blog…

Oggi noi non celebriamo una fine, oggi noi celebriamo l’inizio del Mito, l’inizio di una nuova storia che vede tuo papà Giacinto correre finalmente anche con noi mentre giochiamo a pallone, vede tuo papà Giacinto soffrire anche con noi ad ogni partita dell’Inter, vede tuo papà Giacinto arrabbiarsi insieme a noi contro chiunque osi insultare la nostra squadra del cuore e infine vede tuo papà Giacinto abbracciare TUTTI noi ogni volta che l’Inter fa gol.

Perchè Giacinto ci sarà sempre, il nostro Capitano ci sarà sempre, il Mito ci sarà sempre…

…con noi!

Giacinto "Cipe" Facchetti 18.07.1942 - 04.09.2006

Giacinto “Cipe” Facchetti
“04.09.2006 – per sempre”

E Paggelle de Romolete!

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A fijidenagrandissima M!
Ve sete fatti e vacanze mentre io stavo qui sur pezzo a produce pil pe’ sto paese de peracottari! Mo’ che sete tutti tornati a rompe li cojoni e m’entasate a capitale volete pure e paggelle?
Vabbè va oggi so’ bono come er pane fatto daa Sora Carlotta che c’ha ‘rculo a forma de pagnotta e ve regalo ste chicche de paggelle!

Batmhand: ipnotico –A staggione scorsa, er nostro Samì detto o sventratore de babbione giocatrici de burraco, l’ha finita imbattuto e manco l’arrivo in corso di campionato della tremenda Magdalena Kunz Von Aughentaler Ribbentrop detta anche la Morte Nera è riuscita a battelo. Quest’anno però quei du grandissimifijidenamignottona i fratelli Van der Bildel Comastri della Gherardesca Visconti hanno fatto un aggiornamento di due settimane direttamente ar casinò de cavadeitirreni dal super maestro intergalattico Gennaro Delafuentes Borbone di Espadrillas, famoso barone napoletano, no ner senzo che è nobbile, ner senzo che bara startro fijodenamignotta, che j’ha dato na decina de dritte su come fasse i segnali pe’ calà i semi giusti…. ‘nfatti doppo na decina de minuti sti du gran bastardi aveveno già chiuso du burrachi puliti e uno semizozzo. Ah dimenticavo… pe’ compagno Samì anche quest’anno s’è ritrovato er Mudy che de carte nun ce capisce ‘ncazzo, l’unica qualità è che ogni tanto arzandose ‘npiedi mette paura all’avversari co’ minacce fisiche de percussioni… enfatti Mudy, che anche si nun ce capisce ‘ncazzo de carte nun è certo cojone, s’è accorto che i Van der Bildel se staveno a ffà l’occhiolini allora s’encazzato e j’ha tirato na mazzata in testa a tutt’eddue abbattendoli sur colpo. A quer punto l’arbitro Jo Pinella ha sospeso a partita, pe’ fortuna popo quanno er catanico stavà a tirà ‘nporta, annullando l’unica vera cazzata fatta daa difesa. Er tiro era pure forte e la merda c’aveva provato a fajela passà ‘nmezzo ae gambe, ma se sa er protierone nostro c’ha du cojoni enormi e popo co’ quelli l’ha parata. Co’ questa e quella cor genoa sur kuccia so’ già du parate decisive a sarvà a porta, ve sembrerà na cazzata ma e partite nun se vincono solo coi gol der giappogol, ma se vincono coe parate decisive der Batmhand. Grande!

Er Campagna: Sexxy! – va a finì che er mejo acquisto lo avemo fatto co ‘nvecchietto preso ai sardi de fine staggione. Nun sarà becchembauer ma in un paese de ciechi uno co’ n’occhio solo è uno che ce vede bene… Fra l’artro me sembra che sia a Rana che Gesù a staje vicino fanno meno cazzate der solito, ma se sa a vive cor campagna a salute ce guadagna… e co quaa faccia da duro vaffinì che me diventi pure ‘nsexximbol! Comunque sei arivato all’Inter nun te lo scordà, che pe’ te da oggi ‘npoi tre giornate de squalifica so’ er pane quotidiano.

A Rana: Tranqui – diciamo che du partite così te le sognavi da anni, du mezze pippe da marcà, ‘mber firtro a centrocampo e poco da difenne. Ogni tanto te poi pure divertì a salì sui carci d’angolo o uscì dall’area palla ar piede, na vera pacchia. Purtroppo però nun sarà sempre così quinni vedi de sta concentrato come li pomodori ner tubetto, chell’anno scorso de stronzate n’hai fatte e manco poche…

Gesù:  ‘ncazzato – Aho eggià t’aavevo scritto l’anno scorso! Emmeno male che li tua t’hanno chiamato Gesù sittechiamaveno Filippo Argenti cheffacevi li strozzavi tutti l’avversari? Ieri er Mister ancerto punto s’è calato nei panni de Virgilio e te l’ha popo detto “A Gesù co’ tutto il rispetto pei tua, però siccontinui affà o stronzo te levo!” emmesà che pure nell’intervallo n’artro sciampo t’è arivato che a perde tempo co’ li stronzi prima o poi a cazzata a fai. Comunque anche tu morto mejo rispetto l’anno scorso, a prossima c’avemo a prova der nove, vedi de studià bene e tabelline che le merde barano da na vita e giocano coa carcolatrice…

Er Culone: Lazzaro – Ora si nun è ‘nmiracolo questo poco ce manca, quanno hai fatto quaa finta pure a regazzina dell’esorcista s’è spaventata! e poi l’hai messa dentro chemmanco rocco siffredi co sasha grey ar debutto… e comunque Romolete sapeva già tutto e ve l’aveva pure scritto alla presentazzione dee maje nove daa naik “…Gli spacchi ai fianchi chettelodicoaffà l’hanno dovuti fa perché a Jonathan e Cassano co quer culone corcazzo je entrava, senza spacchi a maja je rimaneva a metà panza…” vaddasè che mo senza l’incubo daa panza de fori er gabbiano vola cheè na meravija! Ancerto punto me sembravi er terzino tedesco bionno dei record! Da oggi nun sei più er culone, da oggi te chiamamo Andy Moreira Brehme Cicero detto Jonathan!

Er Guaro: Meno uno – A Roma se dice te manca uno pe’ fa trentuno! Cheppoi nun ce lo so mica mica checcazzo ce devi fa co trentuno, quello che so è che si nun fai trentuno nun sei bono… A Guaro mo nun è che devi fa vince da solo e certe vorte sembra che giochi pe dovè fa sempre er miracolo. Ricordate che er minchione nun se’ conosce quanno nasce ma quanno cresce, tu fa trenta cose semplici e vedrai che prima o poi te riesce pure er miracolo de fa trentuno. Sveja!

Er Duca: Classe – In abbruzzo a saggetà popolare dice: “A ugn bon caval lu trappet l’aspet”  Anche un buon cavallo è destinato a finire al frantoio a girare la macina. Tu potevi decide de pascolà libero de fatte li cazzi tua, oppure de fa girà sto frantoio, io a differenza de chi te critica senza pietà, preferisco ditte ancora grazzie pe’ ste 401 partite ‘ncui hai dato er sangue paa squadra mia. Daje Duca che quest’anno siccedice bene quarche soddisfazzione saa levamo ancora e tu pure da Capitano!

Kovapcic: Indeciso  – So indeciso se mannatte affanculo o datte n’artra scians. Errare, se sa, è umano, perseverare, se sa, è democristiano, ma si continui affà dribbiling davanti a difesa e perdi palle sei popo de coccio! Me sa tanto che er mar de schiena è stato pe fatte evità er mar de culo che te faceva venì er Mister siccontinuavi così a partita. Amico mio datte na svejata questo nun è Strama che je piacevano l’arzigogoli, questo è fabbro e je piacciono e sbare de fero. Sippoi ce metti pure cher pischello che t’ha sostituito ha già capito tutto daa vita, vedi ‘npo’ cheppoi fa.

Er Giappogol: Bomber – Se vede che so’ arivate e prugne dar giappone, piottavi come n’artro crucco dell’Inter dei record. Tu nun te lo poi ricordà ma Lothar, a partita c’hai fatto ieri, n’ha fatte pe ‘na stagione intera! poi peccato s’è ammalato e nun ha corso più j’è venuta a Lolita, una brutta malattia che l’ha succhiato vivo… Ora io nun te chiedo certo de fa na staggione così e men che meno de fa ‘ngol a partita che sinnò er monno se rivorta, ma l’impegno, quello ce lo devi da mette sempre così e vedrai che er Mister nun te le va più dar campo. Solo na cosa amico io, ieri sei stato er mejo e va bene così, ma si succede n’artra vorta che ancontroppiede come quello de ieri, co’ quattro giocatori in area nun la passi e svieni, te vengo a cercà sotto casa e te pijo a schiaffi così forte che te faccio piagne tutto l’arbero genealoggico!

Er Codino: Jedi – 26 gol in 42 partite e nun dico artro… Stai in una forma mentale e fisica strepitosa è popo er classico magic moment d’ercarciatore, te riesce tutto e quanno ar novantesimo vai affà pure li recuperi ce lasci senza parole. Sei tarmente arrapato che li spermatozoi da girini te so’ diventati rospi e ar primo pallone che t’ariva castighi pure na sora drento na missione umanitaria che sta a difenne naa squadra de bambini orfani e affamati. Io ce lo so perché c’hai er codino e ce lo so pure che ce sei affezzionato ma ora da apprendista Jedi sei diventato Maestro ed è tempo che te lo taji! Se er carcio è sesso tu me ricordi Tori Black!

Arvaretto: Bradiche? – Abbelli vaa ricordate a leggenda der Bradipo Fenice che rinasce dae proprie ceneri? Mo ve la racconto! Dopo aver vissuto per 500 anni, er Bradipo Alvarez sentiva sopraggiungere la stanchezza (capirai quello era già nato stanco…), e si ritirò in un luogo appartato dalle parti della pinetina, costruendo un nido sulla cima di un faggio (albero stupido). Qui er bradipo accatastò le più pregiate piante balsamiche, dalla cannabis al papavero, fino alla camomilla, con le quali intrecciò un nido a forma di pallone, grande quanto era in grado di trasportarlo (cosa che stabiliva per infinite prove ed errori). Infine vi si adagiò, lasciando che i raggi del sole l’incendiassero. L’estate scorsa er Bradipo s’è lasciato bruciare e per via della camomilla, tutti coloro che je stavano vicino s’addormentavano, da lì la stagione demmerda dell’anno scorso. Dal cumulo di cenere però emerse una piccola larva, che i raggi solari fecero crescere e dopo n’anno demmerda diventò Alvarez er Bradipo Fenice. Questa è la leggenda der Bradipo Fenice, a realtà Romolete vostro a sapeva già e anche in questo caso ve l’aveva già scritto nero su bianco sur poste dee maje nove… Tiè e diteme se Romolete nun è un mago!!! “ Invece e righe su li pantaloncini e sui carzettoni l’hanno dovute mette perché Arvarez se li metteva sempre ar contrario e mo’ amo capito perché coreva poco, davanti e mutandine senza er naso je tiraveno er pacco e li carzini je facevano floppa sur carcagno, da quest’anno co ste modifiche Arvarez andrà come ‘nrazzo… (10 luglio 20013)“

Taider: Quaresima – E come diceva n’amico mio detto er doppietta “Bona pure a seconna!”  Totò diceva a serva serve eccome se serve se è pure bbona! E da quello che c’hai fatto vedè tu servi e sei pure bono come er pane! Farfavore però levete qua cresta da gonzo nun te se po’ popo vedè, me ricordi l’inventore de sto taglio de capelli, quello scappato de casa de quaresima… oddio oddio oddio che brutti ricordi…

Berfodir: meno uno – anche pettè o stesso discorso der Guaro, nun te devi ‘nventà ‘ncazzo, nun devi spacca a porta devi fa poche cose e semplici. Come dicono i trentini Le mìgole le vègn dal tòc, e briciole vengono daa fetta, quindi so bone pure quelle. E sille unisci alla fine te sfamano alla grande! Carma e gesso vedrai che co’ la squadra che gira, anche a te alla fine te riesce tutto!

Wallace: da rivederti – solo ‘no scatto ma sembravi Usair Bort! te vojo vedè ancora anche se co sta coppia de fonomeni sue fasce sarà difficile trovare spazio…

Er Mister: Fabbro –  “Se a ‘sto monno vòi essere contento, guàrdate de dietro e no davanti.” In questi ultimi due anni amo ingoiato così tanti rospi che c’ho no stagno nello stomaco e siddevo esse sincero, stigiganteschi cazzi che er Mister sembra ‘ncafone der Quadraro. Aveccene de cafoni chettefanno vince a passeggio come amo vinto ieri. Poi potemo discute anni succome se vince e sicce piace fa er catenaccio, armeno finchè se passa ‘nvantaggio, perché dopo, colli spazzi che se aprono, nun è più catenaccio è carcioshow! Er mosaico se sta a compone e mo’ demo solo vedè a figura ch’esce fori. A prima visione ce l’avemo gà alla prossima coi nostri che deveno giocà contro e merde, che merde so merde, ma so’ pure forti e seppur l’amo già battuti l’anno socrso, rifallo n’artra vorta avrebbe ‘nsapore diverso. Solo na cosa Mister basta parlà der passato, da oggi ‘npoi parlamo solo der futuro. A squadra è tua e l’amo capito, portace a vince e te famo diventà un Bauscia e un Belloderoma coi controcazzi!

Dopo l'allenatore dei recordo ecco altri due pezzi da 90!

Dopo l’allenatore dei record ecco altri due pezzi da 90!

Trapazzarri…

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Mazzattoni

Dire che il mondo dei tifosi dell’Inter è strano e variegato è come dire che i colori sono tanti. E proprio come ogni persona che ha la fortuna di vedere con i propri occhi l’infinita gamma di colori, ogni interista vede con i suoi la sua squadra del cuore. Ma dov’è la stranezza in tutto questo? Molto semplice, se tu prendi un pannello di colore verde e fornisci a cento persone due barattoli di vernice gialla e blu, le cento persone realizzeranno cento verdi differenti arrivando a giurare che solo il loro è esattamente come quello del pannello fornito.

Partendo dalla scala cromatica più semplice ossia dal bianco al nero, posto che il bianco è il massimo e il nero è il minimo, facciamo l’esempio di Alvarez (uno a caso eh…) Io dal primo momento che l’ho visto per me il bradipo della pampa valeva un 70% di nero. Più di uno degli amici del Club ha cercato di aggiungere del bianco a quella percentuale ma anche dopo le ultime prestazioni che l’hanno visto in campo almeno senza fare errori grossolani, per me più di quello non vale. La realtà è che né io tantomeno i miei amici potremmo mai sapere qual’è la vera percentuale di nero o di bianco di Alvarez, ogni partita ne dimostrerà una diversa e seppur difficilmente si discosterà dalle nostre prime impressioni altrettanto difficilmente ci farà avvicinare nelle nostre convinzioni.

L’allenatore naturalmente non si esime da questo raffronto, anzi se possibile lo esalta ancor di più. Vuoi per l’importanza del ruolo, vuoi per un pregresso professionale che è sempre più decisivo di quello da calciatore, vuoi per l’inevitabile storia dialettica che da avversario non ti pone automaticamente tra i più simpatici della terra, va da se che diventare l’allenatore dell’Inter non ti da la certezza di partire esente da critiche, o scevro da preconcetti emozionali anzi…

Noi poi tifosi dell’Inter in questo siamo i numeri uno, noi ci ricordiamo tutto! Se una volta hai buttato la carta da regalo con il logo dell’Inter senza baciarla come si fa col pane, da quel momento sei solo un pezzo di merda, se andando via dall’Inter magari anche cacciato a malo modo non ringrazi comunque la società i tifosi i cani e gatti della Pinetina sei uno stronzo mercenario che deve morire e pure male… se nella tua vita privata poi vai a cena con un giocatore milanista o gobbo poi non ne parliamo, in confronto Kim Philby era una suorina missionaria…

Io sono un tifoso dell’Inter e quindi non posso non comportarmi come tale nel giudicare il nostro nuovo Mister, sono consapevole dei miei limiti di tifoso e non cercherò di scrivere cose che non sento davvero, però credo davvero di poter guardare il suo lavoro senza farmi influenzare dal suo passato professionale.

La prima partita di campionato (la coppetta itaglia neanche la giudico), Mazzarri se l’è giocata bene. E’ facile criticare la formazione stracoperta messa in campo, come è altrettanto facile evidenziare la difficoltà con cui la squadra ha creato gioco. La realtà che davvero è indiscutibile è che a parte Campagnaro a livello di giocatori titolari la squadra è la stessa che lo scorso anno è stata presa a pallonate più di una volta, in casa e da squadrette di terza categoria. Forse l’unico sobbalzo nella formazione iniziale poteva essere l’inserimento di Icardi o Belfodil al posto di Alvaretto, ma perchè rischiare proprio alla prima di campionato in una partita potezialmente facile che nei novanta minuti ti dava tutto il tempo di fare gli inserimenti offensivi, con l’avversario stanco e quindi più vulnerabile?

E’ chiaro che nel ragionamento di Mazzarri la priorità uno era non prendere gol e poi consapevole che c’erano tutte le possibilità, di vincere anche la partita. Ora se storcete tutti la bocca e vi schifate di questo ragionamento non posso certo darvi torto, ma le chiacchiere stanno a zero, come i punti del milan… e noi oggi invece stiamo a 3 punti. Oggi 27 agosto va bene così.
E’ altrettanto chiaro che il gioco dell’Inter dovrà crescere insieme alla qualità dei suoi giocatori, io confido davvero che il recupero di Milito Samuel e Kovacic, più l’integrazione dei nuovi come Icardi, Belfodil, Taider, Campagnaro e vediamo anche Wallace, possa portare il Mister ha potersi permettere anche scelte leggermente più spudorate di quanto visto domenica, ma se pensate che con Mazzarri vedrete calcio champagne amici miei cambiate subito canale perchè non è cosa.

Mazzarri non è un allenatore che pensa alla spettacolo o per meglio dire a mettere tre giocatori offensivi davanti, non lo ha mai fatto, anche nell’ultimo Napoli in cui sotto certi di punti di vista poteva permetterselo non lo faceva. Il suo credo è semplice, dietro la linea della palla non ci devono essere mai meno di nove giocatori e la squadra deve sempre essere equilibrata in tal senso. Ciò significa che nelle massime potenzialità offensive di partenza potremo vedere una punta vera come Milito o Belfodil o Icardi e un’ala come Palacio o Alvarez. Non sognatevi neanche di vedere un Inter con tre di questi giocatori in partenza di partita. Addirittura domenica non sentendosi ancora sicuro, ma c’è da capirlo, è partito ancora più coperto con le due soli ali…

Sì lo so, infatti abbiamo fatto cagare fino ai cambi ma il risultato finale gli ha dato ragione e su questo dobbiamo partire.

Io che sono oldman nato nel 1908 ricordo tutto dell’Inter e ricordo molto bene le bocche storte dei tifosi dell’Inter il giorno che arrivò il Trap, vuoi per il suo passato merdoso, vuoi certo per il gioco poco spettacolare che tutti sapevamo faceva. Ricordo i primi risultati non certo esaltanti sconfitta a Empoli la prima di campionato un sacco di pareggi stentati e dopo un buon recupero nel ritorno, perdersi malamente facendo uno solo punto nelle ultime tre giornate, perdendo la possibilità di lottare per i primissimi posti. Che poi quell’Inter non era niente male e aveva già le basi di quella che poi due anni dopo (notate bene due anni dopo) vinse l’immenso scudetto dei record.

Io vedo molte analogie tra il nostro nuovo Mister e il Trap, Giuanin da Cusano Milanino arrivò all’Inter tra i mugugni dei bauscia in balaustra con un passato orribilie (in confronto il Mazzarri è un principe) e un gioco a dir poco osceno, poi piano piano costruì la sua squadra la adattò alla sua mentalità vincente e la fece crescere fino a diventare la più forte squadra che ha mai giocato in serie A e questo, ripeto, sempre con un gioco che tutto si poteva definire tranne che offensivo.

Io non vi chiedo di considerare Mazzarri il nuovo Trapattoni, né vi chiedo di trattarlo o considerarlo meglio di quello che i vostri occhi vedono, quello che vi chiedo è di dargli tutte le attenuanti e soprattutto il tempo necessario per fare quello che noi tutti speriamo possa fare nei prossimi anni. Al Trap che non era l’ultimo arrivato e aveva una grande squadra sono serviti due anni pieni, a Mazzarri per una volta, visto quello che è successo negli utlimi tre anni, concediamogli almeno qualche mese prima di massacrarlo come ho già visto fare senza motivo in questi giorni…

poi sia chiaro ogni tanto una scudisciata non si nega nessuno, manco al Presidente eh!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

 

bello schifo eh? tutti allenatori dell'Inter...

bello schifo eh? tutti ex allenatori dell’Inter… e vi state a lamentare di Mazzarri…

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