Trasferta INTER TORINO

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Trasferta SASSUOLO INTER

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Gli ultimi saranno i Primi!

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Cari amici e Soci  vi giro con grande orgoglio una lettera che i più giovani e puri tra i nostri tifosi ci hanno voluto dedicare alla fine di questa stagione. Lascio a loro la parola e a tutti noi l’emozione che ci hanno donato con queste bellissime parole!

“Eccoci qua l’ultima trasferta di questa stagione fieri della nostra maglia orgogliosi della nostra fede col cuore nero e il sangue blu andiamo verso casa la nostra casa.

Il luogo dove risiede l’amore per questa squadra dove vengono creati i ricordi di vittorie così eclatanti e sconfitte così stupide ma che verranno sempre la pena la pena di alzarsi la domenica mattina all’alba.

Perché è difficile dire di no a tutto questo guardatevi attorno l’uno negli occhi dell’altro guardatevi i vestiti di quei colori che tanto amiamo con la speranza negli occhi e il sorriso stampato sulle labbra quel sorriso di chi ha la consapevolezza che tra poco scenderà da questo pullman con il cuore colmo di gioia la sciarpa al collo e andrà di fare quella squadra che tanto ama.

Ma quant’è bello? Io vi guardo e non vedo gente non vedo persone vedo amici vedo fratelli è questo il nostro club una famiglia così grande una famiglia che ti supporta in ogni sconfitta una famiglia che ride sorride e canta con te a ritorno da una vittoria mozzafiato.

Perché questo è l’essere interisti stringersi forte nei momenti più bui e assaporare al meglio i momenti migliori e quindi siamo qua ringraziare questo club come tutti voi che ne fate parte che avete reso questa stagione indimenticabile.

Perché solo grazie alla costanza e alla presenza di molti che siamo riusciti ad organizzare tante di quelle trasferte ed è grazie a questo meraviglioso club che abbiamo potuto alimentare la nostra fame di Inter, la nostra presenza calorosa in quel di San Siro con gioia salutiamo questo anno calcistico.

Arrivederci alla prossima stagione interisti pazzi”

I ragazzi degli ultimi posti

Bellideroma, l’Inter Club che vince sempre il suo scudetto!

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Carissimi Soci e Carissimi Amici

anche quest’anno siamo riusciti a fare quello che ormai da sempre è diventato un impegno per noi essenziale ossia dedicare il ricavato delle nostre trasferte per aiutare chi ha più bisogno di noi.

Eh sì perché se c’è ancora qualcuno dei nostri 770 iscritti che ancora non lo ha scoperto tutti TUTTI TUTTI i nostri ricavi vanno a sostenere cause di solidarietà come quelle della nostra Onlus Amici di Marco d’Andrea a favore del Reparto di Oncoematologia del pediatrico Umberto I e quando possiamo, anche cause difficili come quelle che da due anni stiamo sostenendo nei paesi terremotati di Lazio e Marche.

E proprio nelle Marche ci si è presentata quest’anno la storia davvero unica di un dottore di “frontiera” che cura bambini malati girando per i paesi sconquassati dal maledetto terremoto del centro Italia. Paesi ridotti in ginocchio dalla terra che ancora oggi non finisce mai di tremare e provoca danni e tanta tanta paura per chi è costretto a vivere in quelle zone.

Ebbene circa un anno fa riceviamo una telefonata da questo Dottore che ci dice:
“Ciao ragazzi ho scoperto che voi siete un club fantastico e vi impegnate ad organizzare collette per sostenere cause difficili e la mia è davvero difficile! Abbiamo gli asili e le scuole devastate non c’è più un posto di ritrovo per i bambini e con tutte le nostre forze vogliamo regalargli un parco dove dimenticare il terremoto, ma partiamo da zero e senza nessun fondo da parte delle istituzioni, ci potete dare una mano?” 

è inutile dire che noi interisti le sfide e le missioni impossibili ce le abbiamo nel DNA e i Bellideroma sono il non plus ultra dell’Interismo! è stato un attimo rispondergli:“certo Dottore la sua causa sarà anche la nostra causa!”

Oggi dopo circa sette mesi da quella telefonata e in silenzio come sempre facciamo, grazie anche al nostro piccolo ma fondamentale contributo il Parco giochi di Pieve Torina in provincia di Macerata è praticamente completato e siamo orgogliosi di raccontarvi questa storia attraverso le parole del Dottore che ci chiamò. Un uomo che come sempre succede in questi casi, vive una vita da eroe moderno al di fuori dei riflettori e della notorietà ma per entusiasmo generosità e professionalità è uno di quegli uomini e di quelle donne che fanno davvero andare avanti questo stranissimo paese che è l’Italia.

Buongiorno Dottore ci racconti cosa fa a Pieve Torina?
Buongiorno a tutti gli amici dell’Inter Club BellideRoma prima di tutto mi presento, mi chiamo Salvatore Stasolla e faccio il pediatra ormai nelle Marche da 10 anni. Sono nato a Gravina di Puglia, mi sono specializzato a Bari e ho lavorato sempre in Oncoematologia Pediatrica presso il Policlinico di Bari. Nel 2007 sono arrivato qui a fare il pediatra di famiglia a Pieve Torina un paese devastato dal terremoto dell’ottobre 2016.

Come si vive oggi nel centro delle zone terremotate?
Forse non lo sapete perchè ormai non se ne parla più ma qui viviamo sempre una situazione di emergenza, emergenza che ormai è diventata normalità.  Praticamente il paese è semidistrutto e molto lentamente hanno iniziato a ricostruire. I disegni della ricostruzione ci sono, si vedono le casette di legno, si vede la gente un po’ più ottimista, però c’è la grossa problematica di aver perso la normalità.

Ma che vuol dire normalità?
Ciò che era normale fino a prima del terremoto non lo è stato più, tutto è cambiato strade, uffici, scuole, il lavoro ma anche farsi un caffè con gli amici e andare al ristorante insieme, oggi queste sono tutte cose che stanno iniziando a tornare, ma quello che nelle nostre città come Bari e Roma è normalità qui ancora non esiste!

Come nasce l’idea del parco per i bambini?
Questo parco che nasce quasi per gioco in un giorno in cui, parlando con un mio paziente e con le mamme in sala d’attesa, ci si chiedeva cosa si potesse fare per migliorare la vita in questo paese e ci siamo resi conto che mancava un punto di aggregazione per la gente, un luogo dove le persone potessero portare i loro bambini. Bambini che con il terremoto avevano perso tutto, le loro camerette, le loro scuole, la loro quotidianità e le loro case che da un giorno all’altro erano diventate appartamenti d’albergo sulla costa. Così ho cominciato a chiamare un po’ di amici e a spargere la voce per mettere in piedi questo progetto. Pian pianino si sono avvicinate tante persone tra cui Alberto Ambrosino in rappresentanza dell’Inter Club Bellideroma che fa parte ormai dei fondatori di questo gruppo e poi amici di Firenze di Roma c’è un elenco lunghissimo di amici con cui si è lavorato e scherzato sulla nostra chat quotidianamente.

Una vera task force per un Parco giochi?
Il progetto ormai è più ampio e non si limita più al parco, già da qualche mese abbiamo messo in piedi altri progetti  come regalare ai bambini colpiti dal terremoto vestitini, giocattoli, abbiamo portato con il supporto di Alberto e Poste Italiane, Babbo Natale tra i bambini in un evento che è piaciuto tantissimo. Abbiamo fatto insieme a tanti altri amici la festa di babbo Natale con oltre 1000 regali distribuiti. Siamo andati nelle case di riposo a portare regali e un po’ di gioia anche ai nonni terremotati.

A che punto è la costruzione del parco giochi e quando ci sarà l’inaugurazione ufficiale?
Il parco di Pieve Torina consiste in un’ampia zona tutta piena di alberi in cui è sorto un grande asilo bellissimo. E affianco a questo asilo ci sarà una zona antitrauma dove ci sarà il parco dei bambini piccoli. Ad oggi il parco di Pieve Torina è quasi concluso e con i fondi che l’Inter Club Bellideroma ha raccolto abbiamo già acquistato i tavoli per giocare e mangiare all’aperto e con gli altri fondi completeremo il pavimento anti trauma. Come vedete ognuno si occupa di una cosa e tutti insieme si va avanti. 

quale sarà il prossimo progetto che potremmo sostenere?
Sull’onda di questo entusiasmo abbiamo tirato fuori un’altra bellissima idea quella di fare un altro parco giochi in un altro paese devastato dal terremoto Muccia e insieme ai tanti amici che si sono uniti in questi mesi stiamo raccogliendo dei fondi raccogliendo davvero molti soldi.  La cosa stupenda è vedere che questa gente in Italia esiste e persone come i Bellideroma possono dare davvero una mano, basta soltanto unire le forze, tutto si può fare insieme! Questo ci insegna tanto, a volte siamo attratti solo dalle cose brutte che sentiamo in tv, ma delle cose belle non ne parla mai nessuno perché noi facciamo le cose solo per amore perché a noi ci diverte fare queste cose e la giornata quando si fanno queste cose non è più di 24 ore diventa di 48
In realtà la soddisfazione che ti da fare queste cose non ha prezzo non vale nessuno stipendio di nessun politico, noi speriamo che l’Inter club Bellideroma continui ad aiutarci anche sugli altri progetti perché c’è da fare ancora tantissimo qui. Speriamo di finire prima dell’estate perché anche qui i bambini hanno perso tutto considerando che il nostro gruppo resterà sempre unito per fare ancora tante belle cose.

Grazie Dottore della sua Umanità, ci manda un saluto ai nostri iscritti
Sono davvero felice di salutarvi tutti e di ringraziarvi per la vostra fantastica generosità e sarei contentissimo di vedervi tutti all’inaugurazione del parco che vi farò sapere appena sarà pronto. Chiudo ricordando che tutti voi dei Bellideroma e tutti noi siamo uniti da un unico intento portare il sorriso ai bambini e chiunque fa questo utilizza il proprio tempo bene.

Dottore ma la sa una cosa, presi dal progetto mi sembrava davvero fuori luogo chiederglielo ma a questo punto non posso esimermi dal farlo, ma lei per che squadra tifa?
Ma come, non ci sarebbe neanche da chiederlo? Forza Inter forza Inter e mi raccomando sempre forza Inter! Ciao!

I danni del maledetto terremoto!
Il “nostro” Asilo con il Parco Giochi
…e infine il nostro eroe senza macchia e senza paura sul suo destriero!
Grazie Doc orgogliosi di essere tuoi amici!

 

Buffon e la parata che lo rese immortale!

The Goalkeeper in the High Castle

Questa storia parte dal 93mo minuto di una partita di calcio importantissima. Sarà di sicuro la più importante della stagione almeno in Italia, in attesa di vedere due finali che forse, una in particolare se la Roma riuscirà nell’impresa, la sorpasseranno per notorietà.

Sul campo si sfidano le due squadre più amate nei loro paesi e allo stesso tempo le più odiate in tutto il mondo. Le più odiate della storia del calcio! Perché chi vince solo due sentimenti può suscitare, Amore e Odio!

Tutti conoscono il Real Madrid, la squadra del Re di Spagna che ha stradomina da sempre in Spagna e nel mondo e la Juventus la squadra della famiglia Agnelli che ha stradomina in Italia ma in Europa e nel mondo è riuscita solo due volte nell’impresa di vincere il trofeo più importante. La prima con tanti, tanti morti sugli spalti, la seconda con un’ombra grandissima di doping.

Ebbene questa partita era l’ultima salita da affrontare per entrambe prima di scollinare verso una impresa che sarebbe stata se non certa, di sicuro molto facile considerando le avversarie rimaste. Il Real per conquistare l’ennesimo Trofeo in una stagione non davvero esaltante e la Juventus finalmente per poter dire di essere una squadra a dimensione Europea, nella ricerca di un successo ormai troppe volte sfuggito.

È il minuto 92, la tensione dopo la vittoria strepitosa dell’andata del Real è altissima, visto che il risultato è di nuovo in parità con una partita altrettanto strepitosa della Juventus. Il Real è disperato continua a lanciare palloni in area in cerca del guizzo che possa chiudere una partita che sta diventando pericolosissima. Ai supplementari mancano solamente 40 secondi, ma l’ennesimo pallone lanciato in area questa volta trova Cristiano Ronaldo già al secondo piano del suo ascensore fisico. Lo stacco è come sempre da supereroe e il passaggio al compagno è come sempre da gentilissimo poeta del calcio. Al centro c’è un certo Vazquez che, sfido chiunque, nessuno aveva idea neanche di come fosse fatto fisicamente prima della partita. Ma forse non lo sapeva neanche Benatia visto che nell’azione si fa passare avanti come un pollo e quando si accorge che la palla gli sta arrivando come un cioccolatino è già troppo tardi.

92 minuti 23 secondi.

Rigore!

Come sempre le proteste sono veementi tutta la Juventus circonda l’arbitro ma questi è irremovibile, la situazione sta sfuggendo di mano ma Buffon il portiere della Juventus fa da scudo! Uno ad uno allontana tutti i suoi compagni, prima Matuidi e Douglas Costa letteralmente impazziti, poi il gigante Mandzukic. Buffon calma gli animi cerca di far capire ai suoi compagni che non è finita, che non finirà così quella fantastica impresa. Quando tutto sembra calmarsi e finalmente anche Chiellini allontana gli ultimi compagni dall’area, anticipando Khedira che colto da un improvviso raptus rabbioso cerca di rovinare il dischetto del rigore. 

Gigi Buffon si piazza in mezzo ai pali guardando orgogliosamente il suo avversario che, come lui, ormai si è isolato completamente dal mondo. I compagni di Real e Juventus guardano i due riponendo su di loro tutte, tutte, tutte le loro speranze, i loro sogni, ma anche i loro incubi peggiori, è in quell’istante che gli si blocca il respiro! 

L’arbitro Oliver riconosce e ringrazia con un cenno, il gesto di meravigliosa sportività del portierone della Juventus e lascia qualche secondo in più ai due sfidanti per raccogliere le energie fisiche e dare il meglio di se in quella che sarà storia del calcio.

Lentamente porta il fischietto alla bocca e decide che è il momento.

Cristiano Ronaldo nella sua classica posizione a gambe larghe, si lascia andare con il corpo in avanti, punta la gamba sinistra e inizia la corsa verso la luce, verso la vittoria, verso Dio! Uno, due tre passi poi il quarto quinto velocissimi per non dare al portiere il tempo di capire dove andrà la palla e destro che si carica come una molla per colpire con tutta la violenza possibile il pallone. 

È in quel momento che Gigi Buffon insieme a milioni di tifosi della Juventus piega le gambe, avvia la tensione portando tutta l’energia della terra verso i suoi quadricipiti che scattano come la corda di una balestra liberata dal gancio che li teneva bloccati. C’è tutta una vita in quel gesto fisico migliaia di allenamenti, migliaia di tuffi, migliaia di parate e di gol subiti, gioie immense e dolori infiniti, tutti concentrati in quel gesto atletico.

Cristiano Ronaldo colpisce il pallone, lo colpisce come un martello colpirebbe un vetro di cristallo, un colpo di frusta che non fa proseguire la corsa della gamba con il piede che si ferma al contato per dare più velocità al pallone ma allo stesso tempo più precisione. È all’angolino più lontano alla sinistra di Buffon che si dirige a tutta velocità il pallone.

Le gambe di Buffon esplodono tutta la loro potenza, i quaranta anni sono diventati la metà, la forza della volontà è infinita e il resto del corpo si allunga per cercare di prendere, di toccare, di sfiorare quella sorta di Sacro Graal di cuoio che arriva verso di lui. Ma tutto il gesto di Buffon è fulmineo e quando il cervello dice alle braccia di allungarsi la mano destra si lancia come se fosse letteralmente sparata dal braccio. Si allunga, si allunga ogni fibra del corpo si allunga e quando l’incrocio delle linee della palla e della mano si stanno per incontrare… gli occhi di Buffon si chiudono alla ricerca di un ultimo allungo fatto con i reni con le spalle, con le mascelle. Volare con gli occhi chiusi in attesa di sentire se tutto lo sforzo di quaranta anni di vita su quel prato maledetto o benedetto porta al… Sì! Ecco! c’è il contatto! La punta del medio e dell’indice sentono il Sacro Graal ed in quel milionesimo di secondo che dalla punta dei piedi fino alla punta delle dita arriva dal corpo tutta la forza della terra per irrigidirle e deviare il pallone di quei pochi millimetri… centimetri!

Cristiano Ronaldo guarda la scena come impietrito, il suo modo di calciare gli fa rallentare la corsa per poi riprenderla nella sua più classica esultanza, ma il pallone toccato da Buffon devia la traiettoria sempre di più, sempre di più…

Palo!

Fuori!

Ronaldo cade in ginocchio guardando la palla finire fuori ma soprattutto guardando Buffon diventare gigantesco, diventare lui immortale semplicemente toccando quello sferico meraviglioso unico Sacro Graal

Finita!

L’arbitro non da neanche il tempo di raccogliere il pallone al raccattapalle, fischia la fine di quella partita altrettanto immortale, nulla sarà mai più come prima nel calcio mondiale.

Quella che fece il Liverpool nei confronti del milan ormai è solo uno sbiadito ricordo dell’impresa che la Juventus e Buffon ha completato parando due rigori decisivi nella stessa partita, quello che ho appena raccontato e quello che parò nell’ultimo tiro della lotteria dei rigori avvenuta appena trenta minuti dopo che i supplementari finirono senza gol.

Il dopo partita fu una festa infinita ma Buffon non parlò perché per lui parlavano i suoi occhi, la sua gioia, la sua felicità. non parlò neanche Andrea Agnelli da capo dell’ECA l’Associazione dei Club Europei l’organismo che rappresenta le società calcistiche a livello europeo non era giusto esprimesse il suo godimento infinito per la sua squadra, doveva comunque rispettare gli avversari sconfitti. 

Parlarono tutti gli altri protagonisti sia della Juventus che del Real e l’ultimo a uscire fu Cristiano Ronaldo che non disse molto se non: “che il suo rigore lo aveva parato il portiere più forte della storia”  Gigi Buffon il portiere che fece la parata più importante della storia del calcio!

 

Gigi Buffon, nella tua mente pensi di sapere cosa hai fatto, ma ora sai anche cosa ti sei perso!

Pagelle Inter Bologna

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Handanovic: 6 – Sul gol invece di essere reattivo sviene dal dispiacere di vedere i suoi difensori incartarsi e regalarsi agli avversari, ma fargliene una colpa sarebbe davvero da vecchietti incontentabili del Muppet’s Show. Due le parate degne di nota entrambe su Palacio, la prima sul colpo di testa per i fotografi, la seconda di piede per i tre punti.

Cancelo: 6,5 – Ormai è chiaro a tutti che, uno, è un ottimo giocatore, due, è il terzino destro il suo ruolo. Ha piedi, corsa, coraggio e sa inserirsi bene in sovrapposizione. Ieri non era una partita da pericolo altissimo in fase difensiva per cui lo dobbiamo rivedere in questo contesto però l’impressione è che possa fare bene. Da rivedere l’intesa con Karamoh ma chiedere da subito anche questo è un po’ troppo, anche se vedere perdere quei palloni a centrocampo come due fessi non è il massimo.

Miranda: 5 – Skriniar gliela da di merda e fa bene a rilanciarla via, ma quando vede che la palla resta in zona ci mette dieci secondi a rimettersi in coordinazione. Detto da un vecchietto come il sottoscritto non è bello ma forse l’età sta cominciando a far danni sul fisico. Peccato perché la classe è ancora tanta.

Skriniar: 5,5 – sta involvendo e seppur resti la grandissima fisicità e la voglia anche di lanciarsi in avanti, è nella fase difensiva che deve restare impeccabile e questo ultimamente non accade. Il passaggio a Miranda da cui nasce il gol è criminale e anche lui si addormenta nel chiudere Palacio che non poteva che fare quello che ha fatto. Sveglia ragazzo il campionato è ancora lungo e le minchiate si pagano in una squadra che ad oggi più di due gol a partita non fa!

Lisandro Lopez: 6 – Buona la prima, da riserva ovviamente. Fa delle cose pregevoli e delle cose da rivedere, quelle pregevoli dimostrano che il giocatore può avere delle ottime potenzialità, quelle da rivedere sono figlie della scarsa attitudine alla squadra e al nuovo inserimento, però nel complesso fa il suo e può essere sicuramente utile, anche perché abbiamo scoperto che ha le ossa di gomma e nei contrasti non si può rompere…

D’Ambrosio: 6 – Ebbene sì questa volta se la merita anche lui la sufficienza, la pacca sul culo a Brozovic per cercare di risvegliarlo dal coma profondo in cui versava è un gesto da apprezzare. I limiti tecnici purtroppo restano, come anche un paio di azioni scellerate ma questa volta anche un paio di cose degne di nota, come la sfortunata traversa e il salvataggio sull’ultima parata di Handa. Sarà un ottima riserva il prossimo anno.

Karamoh: 8 – Lo abbiamo visto tutti c’è poco da dire se non ricordare che il ragazzotto nato in Costa D’Avorio ha 19 anni e che lo abbiamo preso in prestito biennale con obbligo d’acquisto per 6 milioni di euro. Se tanto mi da tanto parliamo finalmente di un investimento straordinario. Quello che abbiamo visto ieri è da valutare con grande attenzione perché Yann é alto 1,85 e certi numeri fatti in velocità con quel fisico sono davvero tanta roba. Di negativo solo il fiato, ma credo che questo ragazzo l’allenamento di un professionista lo sta scoprendo da agosto. Man of the match! 

Borja Valero: 6 – ieri davanti alla difesa a far ripartire il gioco nulla da evidenziare in senso negativo ma purtroppo anche in senso positivo. Con l’ingresso di Gaglia e Rafinha si sposta più avanti ma produce comunque poco. Chiaramente il fisico e l’età lo limitano rispetto a quanto il suo ruolo dovrebbe produrre ma quello che è più grave è che quando nel finale la squadra rincula troppo e si fa schiacciare, lui con la sua esperienza dovrebbe trovare le soluzioni o i falli per ritirarla su, invece si fa schiacciare anche lui

Vecino: 6 – questa volta non lo picchiamo con il voto perché il lavoro che fa a centrocampo ma ancor più sulle coperture di fascia è davvero notevole con Perisic che non torna mai e Karamoh senza fiato è un moto perpetuo. Il sogno di vederlo più spesso inserirsi in area credo che non lo vedremo mai realizzato, ma non si può avere tutto dalla vita.

Brozovic: 5 – Una partita nata in modo notevole con un assist vero e un colpo di testa fuori di un millimetro ma poi buttata nel cesso. In realtà non è stata una prestazione così negativa come i fischi dei balaustrari facevano intendere ma quel modo ebete di comportarsi dopo ogni pallone perso non è davvero accettabile. Questo è un pubblico che ha applaudito un cane del calcio come Medel solo perché non si arrendeva mai e lui non riesce a capire che è questo, solo questo che il pubblico vuole. Perché tra l’altro paradossalmente Brozo è uno di quelli che corre di più e non è uno scansafatiche, è semplicemente indolente e questo purtroppo per lui il pubblico non lo perdona.

Rafinha: 7 – Entra e detta le regole del calcio ossia corsa, intelligenza tattica e piedi dolcissimi così zuccherosi che i 50 mila di sansiro oggi stanno tutti dal dentista per curarsi le carie! Non voglio prendermi meriti ma la scorsa settimana ho scritto che questo giocatore ci avrebbe sorpreso non tanto perché lo conoscessi così bene in campo, ma perché dietro a questo campione c’è una famiglia sportiva davvero notevole e questa cosa è un valore aggiunto importantissimo. Del giocatore ormai finito fisicamente che ci avevano detto ieri non abbiamo visto nulla anzi dopo l’intervento di Mbaye l’impressione è che sia di ferro, ora a palla di cannone mettiamolo in forma perché anche lui è tantissima roba e non sappiamo se lo avremo l’anno prossimo. Il Barcellona infatti non aveva il minimo dubbio sulla validità del giocatore visto che ce lo ha prestato con un diritto di riscatto a 38 milioni di euro…

Perisic: 5 – Se possibile anche peggio di Brozovic ma il destino che certe volte ti toglie, certe volte ti dona. Ieri il destino gli ha donato un paio di infortuni dei compagni che hanno evitato la sua sostituzione e la botta al braccio che lo ha limitato nella corsa, ha completato l’impietosimento del pubblico di Sansiro. Resta assurdo l’egoismo con cui si affaccia in area tirando anche se ci sono compagni meglio piazzati, visto e considerato che sta vivendo un periodo dove non riuscirebbe a buttarla dentro neanche con le mani. Ennesima riprova che l’intelligenza è un fattore che nel calcio, incide più della tecnica e del fisico.

Eder: 6,5 – Pronti via gol, c’è da dire che il destino è davvero bizzarro millemila partite da entrato a partita in corso con risultati pietosi due partite da titolare e protagonista ssoluto. Con questa prestazione mi ha quasi convinto che nel 4-4-2 al posto di Perisic affianco ad Icardi ci potrebbe stare anche lui, anche perché la corsa, nonostante il lardello che si intravede nella maglietta e le pause nel secondo tempo, ci sta. Vabbé dai scherzavo anche lui ottima riserva per il prossimo campionato! Però una nota di merito gliela dobbiamo dare il cross sprecato da Perisic è il sogno di un gesto tecnico che abbiamo aspettato per anni, più o meno dai tempi di Recoba.

Gagliardini 5 – Entrato per chiudere la partita, a momenti riesci a riaprirla con un assist di testa perfetto per Palacio… la la sensazione di un giocatore non solo in fase calante ma proprio non all’altezza per certi obiettivi purtroppo resta.

Spalletti: 6 – che il Mister faccia il lavoro più facile al mondo, per gli allenatori da divano è scontato, che nella realtà sia il lavoro più difficile della terra vista l’attenzione riposta da migliaia di persone che lo guardano e lo giudicano è un dato di fatto. Quello che sembra per noi naturale, ossia mettere in panchina Candreva è in realtà una cosa complicatissima e lui sa bene che gli equilibri della squadra si devono mantenere sempre e comunque anche a discapito di certe prestazioni e di certi risultati. Però le prestazioni di Karamoh e Rafinha gli tolgono un grandissimo peso e lo aiutano di sicuro per i prossimi match a panchinare quelli meno in forma. Ma questo solo ed esclusivamente se si vincerà, perché alla prossima sconfitta o alla prossima prestazione incolore di Karamoh, riusciranno fuori i Mister da divano che lo incolperanno di aver panchinato troppo presto Candreva che in fondo non è così male, che è il nostro recordman di assist e via dicendo…
Il tutto considerando che siede sulla panchina più bollente della serie A e dietro di lui c’è il vuoto pneumatico a livello di Società e di supporto tecnico.
Resta il mio personalissimo sogno di vedere ogni tanto un modulo diverso in campo con la doppia punta ma per mia fortuna ho sempre la Play station per sfogarmi con moduli ultra offensivi… Forza Mister la fiducia del pubblico c’è, portaci in Champions e la fiducia si trasformerà in devozione!

Numeri.

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Da vecchio analista cerco sempre di dare spazio alla razionalità dei numeri e dei fatti prima di prendermi a bottigliate sulle palle o di prendere a bottigliate chi si ritiene il colpevole di certe situazioni. Inoltre prima di gridare al moriremo tutti bisognerebbe almeno aspettare di essere sull’orlo del baratro, limite che ancora non sembra essere stato raggiunto dalla squadra visto il quarto posto.

Certo è evidente che il trend delle ultime partite non fa pensare che tutto vada benissimo, ma forse non tutto è da buttare, viste le difficoltà delle nostre concorrenti.

Gli aspetti da analizzare per individuare il trend negativo, sono sempre quelli da quando esiste il calcio, ossia in ordine di importanza la Società, l’Allenatore, i Giocatori e infine i fattori esterni, dove per esterni intendo tifosi arbitri e media. A questi aspetti dobbiamo anche analizzare in modo trasversale ulteriori fattori come la mentalità vincente, l’attaccamento alla maglia o il senso di appartenenza e infine per chi scende in campo, lo stato di forma fisica e mentale.

Tutti argomenti che offrono spunti infiniti e soprattutto sindacabili ma in questo post mi soffermerò ad analizzare soltanto i numeri prodotti ad oggi cercando di dare delle conclusioni il più asettiche possibili.

Tralasciando i numeri conosciuti delle classiche tabelle da classifica con punti e reti in casa e fuori, facciamo subito un passo avanti e dividiamo la stagione in due fasi, prima della sconfitta con l’Udinese e dopo la sconfitta. Prima della sconfitta, in 16 partite, l’Inter ha realizzato 12 vittorie e 4 pareggi segnando 33 gol (più di due gol a partita) e subendone solo 10 (poco di più di un gol subito ogni due partite). Dalla sconfitta con l’Udinese il trend è stato drammatico, 7 partite, 5 pareggi e due sconfitte, 5 gol fatti (meno di 1 a partita) e ben 8 subiti (più di 1 a partita). I numeri ci dicono che non solo siamo calati drasticamente come gol fatti da più di due a partita e meno di uno, ma soprattutto abbiamo aumentato di brutto la perforabilità della nostra porta, passando da 0,6 gol a partita a 1,1.

Se c’è quindi da analizzare un problema si dovrebbe fare a 360° guardando anche la fase difensiva e non come stanno facendo tutti nell’individuare solo nella fase d’attacco la principale causa degli insuccessi. Anche perché i numeri ci dicono che la media dei tiri fatti dall’Inter dentro e fuori dello specchio non è di molto differente dal pre e post Udinese. Prima dell’Udinese ne facevamo 15,8 a partita dall’Udinese in poi 14,7, praticamente uno solo in meno a partita. E di tiri nello specchio la differenza si assottiglia ancor di più, da 5,5 a 4,9 tiri a partita. In pratica l’attacco, seppur ci sembri molto più asfittico, produce la stessa quantità di tiri. A questo punto è evidente che per l’attacco il problema è di qualità delle conclusioni e la qualità dell’attacco riconduce sempre allo stesso valore, gli assist che dalla partita con l’Udinese sono praticamente spariti.

Per la difesa il discorso è identico prendiamo più gol ma i tiri che subiamo sono addirittura meno rispetto al pre Udinese. Siamo passati da 15,8 tiri subiti a partita a 14,7 di media delle ultime prestazioni e i tiri nello specchio sono rimasti uguali, sempre 3,3. Anche qui è evidente che la differenza la fa la qualità degli attacchi che subiamo o per meglio dire la mancanza di qualità che la nostra difesa sa opporre agli attacchi avversari. Prendiamo gli stessi tiri ma i gol aumentano, ciò non può che significare che difendiamo molto peggio e quando subiamo un tiro è talmente “facile e pulito” vedi i gol di Spal e Crotone, che il portiere non può fare nulla per evitare il gol.

fonte inter.it

In soldoni se nell’attacco sono gli assist a generare il danno, in difesa è tutta la fase difensiva che non funziona e per fase difensiva intendo principalmente la copertura del centrocampo che mancando il suo supporto costringe il reparto difensivo a fare dei movimenti di copertura sbagliati, portando i nostri centrali fuori posizione (quante volte avete visto Skriniar e Miranda andare a coprire sulle fasce?) o peggio ancora a far rinculare il baricentro della nostra squadra al limite della nostra area. Sia con la Spal che con il Crotone, per citare solo le ultime due partite siamo stati messi sotto nei secondi tempi al punto che sembravamo noi la provinciale e loro l’Inter.

Ci saranno molti motivi per questa mancanza di copertura del centrocampo, ma anche qui guardando i numeri dei centrocampisti utilizzati qualcosa si capisce. Il più evdente di tutti è l’utilizzo più continuo di Brozovic tra i titolari nelle ultime 7 partite. Pre Udinese Brozo da titolare ha giocato solo 5 partite su 16 dall’Udinese in poi 5 su 7. Ma perché Brozo? Il croato purtroppo è uno dei grandi dubbi irrisolti di questa Inter, è l’unico che ha piedi e visione al livello di un regista vero ma è anche quello che in fase difensiva non ha il “fisico” per fare le due fasi (mi sarei potuto fermare anche a non ha il fisico.) Inevitabilmente, con Candreva Perisic e Icardi oltre la linea della palla, se non recupera lui il miss match davanti la difesa con i centrocampi avversari ci vede sempre perdenti o in estrema difficoltà. Non è un caso infatti che il centrocampo dell’Inter pre Udinese ha quasi sempre visto Gagliardini completare il terzetto con Borja e Vecino mentre Brozo e Joao Mario (5 volte titolare) sono stati centellinati e soprattutto mai utilizzati insieme (a parte con il Chievo per manifesta inferiorità) per evidente incapacità di copertura.

fonte inter.it

Da questi dati è chiaro che al netto delle condizioni attuali di forma mentale e fisica dei giocatori, la principale problematica al momento è quella della mancanza di equilibrio della formazione in campo che non riesce ad esprimere né un gioco continuo e produttivo, ma ancor di più alla ricerca di questo, non garantisce quelle coperture alla difesa utili a non retrocedere il baricentro della squadra e a tutelare la difesa stessa dagli uno contro uno. La soluzione migliore che ci indicano i numeri e se il Mister vorrà mantenere in futuro il modulo 4-2-3-1 è tornare all’assetto con Borja Valero davanti la difesa Gagliardini e Vecino al centro con Candreva e Perisic ali ma sulla stessa linea dei due centrali. 

A corollario di quanto detto e guardando ancora in numeri vediamo altri dati a dir poco imbarazzanti per giocatori e squadra che devono essere protagonisti in questo campionato. L’inter tra calci d’angolo e cross dal campo ha tirato il pallone verso verso l’area avversaria circa 585 volte, record assoluto tra tutte le squadre di serie A (la Juve ne ha fatti solo 271!), ma quanti di questi crosso vanno a target? Quasi 200 muoiono sulle terga dei terzini avversari e dei restanti, pochissimi e si contano sulle dita delle mani, arrivano sulle teste dei nostri attaccanti. Questo dato ci pone al comando della classifica dei gol di testa ma se approfondiamo il dato sulla precisione torniamo punto a capo, la gobba con la metà dei cross che facciamo noi fa un solo gol in meno di testa rispetto a noi 8, in luogo dei nostri 9.

testa gol

fonte lega serie A

Se poi vogliamo approfondire il dato degli assist i numeri ci danno informazioni ancor più disarmanti, l’Inter ha fornito ai suoi attaccanti 88 assist ma solamente 21 sono vincenti e di questi 21 pochissimi possiamo definirli veramente assist. Apro e chiudo una parentesi che però per me è fondamentale. Gli assist non sono cross sulla testa tirati dalla tre quarti di campo o dalla bandierina in mezzo a dieci giocatori vedi Eder con il Crotone. Gli assist per me sono passaggi grazie ai quali e solo tramite i quali si generano gol. Per meglio dire, il cross di Perisic per Icardi a Roma Inter, dove Icardi stoppa il pallone arretrato si gira e con una mezza girata la mette all’angolino, ecco per me quello non è un assist. Quello che Perisic fa invece a Vecino pochi minuti dopo, nel quale Vecino la deve appoggiare in rete è un Assist! Il cross di Candreva per Borja Valero nel gol contro il Verona è un Assist, quello del gol di Icardi fatto da D’Ambrosio con l’Atalanta è solo un cross che poi Icardi trasforma in gol con un colpo di testa spaziale. Tutto questo per dire che gli assist sono il completamento di una azione di gioco ragionata che porta, naturalmente, gli attaccanti a segnare. L’assist è il gioco del calcio, il gol di Icardi che la gira di testa con una maestria unica nel suo genere è un capolavoro di Icardi, non è il gioco del calcio.

La controprova è che tornando ai numeri sugli assist la Lazio e la gobba con un numero di assist totali più o meno simili all’Inter (la Lazio addirittura 11 di meno) ne trasformano in vincenti ben 13 di più e questo perché come scrivevo sopra i loro assist sono figli del gioco di squadra, dell’inserimento dei centrocampisti e dei movimenti ad accentrarsi delle ali che permettono di dare palloni solamente da appoggiare in rete e non cross buttati dalla trequarti facendosi il segno della croce. Juve Lazio e anche Napoli rispettivamente grazie a questo modo di giocare hanno segnato 21, 20 e 12 gol più dell’Inter. 

Assist

fonte lega serie A

Tutti questi numeri ci riconducono quindi al fattore assist che da sempre è il grande male dell’Inter post triplete. I vari allenatori che si sono susseguiti hanno sempre cercato di lavorare su questo fattore cercando ali idonee a servire i nostri attaccanti replicando quello che facevano gli immensi Pandev ed Eto’o con Mourinho. La cosa paradossale è che sia Eto’o che anche Pandev sono tutto fuorché ali pure e forse proprio questo li rendeva funzionali al tipo di ruolo che deve avere l’esterno in un centrocampo avanzato a 3, accentrandosi molte volte e scambiando con Milito e Sneijder. Con questo voglio dire che Candreva e Perisic sono due ali pure (quasi da Rugby) che ci possiamo permettere solo ed esclusivamente se forniscono almeno il doppio degli assisti visti finora e questo per due motivi. Il primo è che non avendo un regista vero e terzini davvero scarsi (vedremo se Cancelo ci smentirà) non abbiamo altre alternative. Il secondo avendo solo Icardi al centro dell’area ed essendo Candreva e Perisic non certo due killer del gol, se non forniscono assist a lui non abbiamo altre soluzioni d’attacco che portano alla conclusione vincente. Se a questi fattori tecnici ci aggiungiamo lo scarso stato di forma (mi fermo qui perché si aprirebbe una voragine a parlare di altre cose) delle due ali il gap vero e limitante è servito.

Cosa fare?

Chiuso il mercato e vista la condizione mentale e atletica dei nostri le soluzioni non possono che essere due. La prima è cambiare modulo e trovare una soluzione che veda l’utilizzo di giocatori più in forma eliminando un’ala pura con un modulo tipo 4-4-2 con Eder o Perisic al fianco di Icardi o in alternativa facendo massa a centrocampo con un 3-5-2 . La seconda è mantenere lo stesso modulo avendo il coraggio di inserire le riserve al posto dei titolari non in condizione, Karamoh o Cancelo per Candreva, Vecino per Perisic e Rafinha al centro del gioco a fare regia, visto il promettente approccio con il Crotone.

Io sono fortissimamente convinto che non siamo sull’orlo del baratro e che basta davvero poco per riprendere quell’abbrivio che ci ha portato nelle prime sedici partite a diventare primi. L’obiettivo è sempre il quarto posto e Roma e Lazio stanno facendo di tutto per mantenerci in corsa, basta pochissimo per ritrovare gli equilibri e un po’ più di generosità nel passarsi il pallone per finalizzare quello che si crea e i numeri ci dicono, che anche ad oggi non è poco!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

Pagelle Inter Crotone

Handanovic: S.V. – neanche una parata, ma il solito giochetto della ripartenza bassa dai difensori che fa perdere fedeli al cristianesimo.

D’Ambrosio: 3 – Come scrivevo nella precedente pagella purtroppo non è all’altezza di giocare in questa squadra e in tutta la partita non ricordo una cosa degna di nota, ma neanche una cosa che lo possa ricordare come calciatore da serie A. Mi chiedo davvero se chi lo fa giocare si rende conto dell’inutilità della sua presenza in campo.

Skriniar: 5 – si nota perché a volte invece di darla a Borja porta la palla fino a metà campo e poi ….la da a Borja. Sul gol il rimpallo lo taglia fuori ma sull’azione sembra addormentarsi anche lui come tutta la difesa.

Miranda: 5 – dietro risolve più rogne di Skriniar ma potrebbe fare di più in costruzione visto che i piedi restano brasiliani. Capisce che non è serata e si muove poco dalla difesa. Sfigato anche lui sul gol ma anche lui addormentato o per meglio dire poco reattivo.

Dalbert: 4 – con Perisic davanti, che non fa fare sovrapposizioni, è più difficile arrivare sul fondo, nonostante questo ha fatto comunque movimenti ordinati. Poche cazzate poche invenzioni poco di tutto insomma. Immagino che per averti acquistato qualcosa doveva aver dimostrato, aspettiamo speranzosi…

Candreva: 2- Farlo giocare oggi è accanimento terapeutico, imbarazzante perché fisicamente è a posto e lo si è visto in quel contropiede dove andava così veloce che è andato a sbattere lui contro il difensore che rinculava. Fermatelo.

Borja Valero: 5 – vino buono ormai sfiatato, restano pochi sorsi a partita e dovrebbe essere centellinato, ma evidentemente in questa squadra l’unico che possiede una soglia accettabile di neuroni e almeno per 60 minuti utile alla causa.

Vecino: 3 – anche questa volta gira gira gira come una trottola ma non quaglia nulla. Anche lui è un interprete principale del grande inganno che fa sembrare questi giocatori mediocri dei giocatori da Inter.

Brozovic: 3 – nella famosa statistica delle partite di Brozo dove una la gioca in modo eccezionale, una così così è cinque che fa cagare, ieri ha aggiornato la statistica di quelle che fa cagare e alza la media stagionale a 6, togliendola a quella delle partite eccezionali. Inguardabile.

Perisic: 2 – inutile e dannoso. Guardandolo farebbe venire la depressione anche a chi ha appena vinto al Superenalotto.

Eder: 5 – quelli di Sky che non ci capiscono una mazza dicono sia stato il migliore in campo. Segna un gol di culo e poi il nulla… ringraziamo Iddio che Cordaz ha fatto quella parata pazzesca sul tiro di Rafinha perché se segnava e poi ci annullavano il gol per il fuorigioco si sarebbe preso così tante maledizioni che il Brasile veniva risucchiato in un buco nero.

Rafinha, Karamoh, Cancelo 5 – Sei per l’approccio alla partita quattro per l’apporto, ma onestamente non potevano fare di più, entrare in questa Inter è un po’ come entrare in un reparto di lungodegenti, ti piglia immediatamente il coccolone.

Spalletti: 3 – c’è qualcosa che non va, è evidente e lo capirebbe anche un contadino del Kansas. Il punto è capire se questo “immobilismo” tattico di Spalletti sia dovuto alla insoddisfazione di guidare una squadra chiaramente e pesantemente incompleta o se anche lui fa parte della gang del carisma mancato di cui siamo evidentemente vittime e non ha il coraggio, in un momento di evidente difficoltà di inventarsi qualcosa di nuovo. Quello che stride è che sono due mesi che vediamo in campo le due ali tarpate e nessuna soluzione tattica alternativa. Tralascio il fatto che dopo sei mesi ancora non si vedono schemi su calcio d’angolo di punizione e via dicendo e tralascio il fatto che sia folle non ruotare la rosa con i nuovi arrivati soprattutto alla luce dello stato pietoso in cui versano alcuni titolari. Cioè mi spiego meglio, se dopo due mesi di nulla cosmico di Candreva perché evidentemente anche se fa cagare pensi che possa dare qualcosa ma alla fine non da nulla anzi danneggia la squadra, è mai possibile che così buttata per buttata la partita non ti giochi tre gare consecutive con Karamoh o Dalbert, visto che comunque li hai comprati e nella peggiore delle ipotesi li manderai via senza sapere neanche se sanno battere un cross?

Quella che avete letto di Spalletti è la pagella di Spal Inter…. in pratica non è cambiato una mazza e neanche il risultato purtroppo. Solo un nuovo record è stato battuto è la prima volta che l’Inter non vince una partita per otto partite consecutive. Se non si inventa qualcosa lui è davvero finita la stagione, dopo questa partita anche i tifosi più accaniti smettono di accanirsi.