Bellideroma, per l’Inter 12 volte il giro del mondo!

giro del mondoCari Soci
è con grandissimo orgoglio che vi comunichiamo che anche quest’anno abbiamo superato il nostro record di iscritti al Club, raggiungendo la cifra astronomica di 525 iscritti. Cinquecentoventicinque Bellideroma sparsi in Italia e nel mondo, orgogliosi di essere interisti e Bellideroma!

Con questo fantastico risultato ci piazziamo al settimo posto in Italia e nel mondo tra gli Inter Club con più iscritti, raggiungendo e superando mostri sacri tra gli Inter Club come Taranto, i Templari e tutti gli IC del Veneto e Piemonte.

In una stagione che ha visto la squadra non fare di certo faville ed un calo generale degli iscritti agli IC, noi siamo fieri di essere tra i pochissimi che sono ancora una volta cresciuti e non abbiamo la minima intenzione di fermarci!

Ma sono altri i numeri straordinari e li avete fatti direttamente voi carissimi fratelli nerazzurri seguendo l’Inter e facendo solidarietà che ci rende ancor più fieri del nostro Inter Club. Mancano ancora due partite ma non ce la facciamo a non dirvi che in più di 200 avete seguito la nostra amata Inter nei pub dove ci ritroviamo, ben 226 iscritti stanno partecipando all’Espertone su Facebook per identificare il più bravo ad indovinare i risultati della squadra. 30 iscritti hanno composto le varie squadre del Bellideroma Soccer Team, altro motivo di vanto visto che è stato recentemente riconosciuto ufficialmente dall’Internazionale FCM! E per concludere tralasciando i numeri comunque davvero notevoli del sito, dei social e delle altre forme di comunicazione del Club, tra girone di andata e quello di ritorno ben 190 iscritti hanno seguito l’Inter, strappando oltre 500 biglietti tra il Meazza e tutti gli altri stadi d’Italia!!!

Bene, se calcoliamo tutti i chilometri fatti da voi Bellideroma per seguire la nostra amata Inter, raggiungiamo la pazzesca cifra di 480.000 km!!! Sì avete letto bene quattrocentottantamila chilometri! 12 volte il giro del mondo!
… e passando dall’equatore, che noi non siamo mica gobbi!

INCREDIBILE!

Cari Soci nel nome dell’Inter e del nostro Inter club abbiamo “spostato” tantissimo valore verso la nostra Società, antica per tradizione ma nuovissima per costituzione, che non intendiamo per nulla al mondo abbandonare in questo suo radicale rinnovamento. Ma come ogni anno dal 2010 anno della nostra nascita, abbiamo “spostato” anche moltissimo valore in solidarietà, raddoppiando gli sforzi sia verso la nostra Associazione di riferimento gli “Amici di Marco D’Andrea” sia verso il Policlinico Umberto I nel Reparto di Oncoematologia Pediatrica, che infine verso i fratelli terremotati nelle raccolte fondi finalizzate a dare una concreta mano direttamente sul posto.

Su questo non vogliamo dare numeri, la maggior parte delle volte lo facciamo silenziosamente altre, per incrementare la raccolta, lo pubblicizziamo come quest’anno per ringraziarvi nell’averci aiutato ad acquistare il fuoristrada che il nostro Amico e Socio Carlo Grossi  utilizza tutti i giorni per aiutare chi sta ancora soffrendo nelle zone terremotate. I nostri obiettivi li portiamo a termine molte volte anche senza farlo sapere perché diretti, oltre agli Amici di Marco e al Policlinico, ad aiutare famiglie in difficoltà che conosciamo nel reparto. Perché aiutare chi è in difficoltà non è un vanto ma un dovere per chi come noi riesce a mettere da parte qualcosina nelle trasferte e nelle “riffe” che organizziamo. Ecco ricordatevi sempre che quando passiamo nei tavoli degli eventi che organizziamo, tra i sedili dei pullman a “rompervi le scatole” per le riffe, non state rischiando solo di vincere una maglietta dell’Inter o un pallone autografato, in realtà state aiutando il Vostro Inter Club a sostenere la causa più bella che esiste, la Solidarietà!

Infine permetteteci di ringraziare calorosamente la Famiglia Murdaca che con i suoi fantastici mezzi ci hanno permesso di fare 12 volte il giro del mondo, i nostri covi, il Pub Tam O’Shanter di Roma, il Football and Beer di Poggio Mirteto, il Ristrante La Capannina che ci ospita alla grande durante i nostri viaggi verso Milano e chiaramente il Coordinamento Nazionale e Regionale degli Inter Club!

Cari Soci finiremo la stagione 2016/2017 con altri bellissimi eventi, di cui vi parleremo nel dettaglio prestissimo, intanto segnatevi le date di martedì 30 maggio in Sabina con la megapartita di calcetto “donne contro tutti” e mercoledì 7 giugno a Roma con una davvero straordinaria presentazione di 3 libri che parlano di calcio di sport e soprattutto di Inter. Non abbiamo la minima paura nel definire quest’ultimo evento di caratura nazionale! Due serate esclusive dedicate a voi Iscritti per festeggiare questa grandissima annata del Club nell’augurio, ma anche nella convinzione, di cominciarne una nuova in cui le soddisfazioni ci vedranno protagonisti anche in campo con la nostra amatissima Inter.

Il Presidente Fedele Maurano e tutti i componenti del Direttivo vi mandano un immenso Grazie e un a presto per le nostre serate di Inter, Solidarietà e Amicizia!

AVANTI BELLIDEROMA!
AVANTI PRESIDENTE!!
AVANTI INTER!!!

Sangue dalle rape.

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Spettatori Cinesi tesissimi per il derby delle 12.30…

 

Purtroppo è ormai evidente a tutti che Pioli, bravissimo ragazzo e vero signore in campo e fuori non ha la dote rara di saper cavare il sangue dalle rape.

Indi per cui nella scala dei valori dei mister è un allenatore “normale”.

Ciò fondamentalmente non sarebbe poi una cosa così brutta in questo mondo che vede molti, anzi moltissimi, allenatori mediocri, ma se questo fattore abbinato al fatto che oggi gestisce una squadra “normale” da un risultato che sarà sempre quello che abbiamo oggi davanti ai nostri occhi. Ossia un campionato dal quinto all’ottavo posto.

La domanda sorge spontanea, dobbiamo cambiare ancora?

La risposta naturalmente non è così scontata visto che sarebbe l’ennesimo cambio fatto in corsa, visto che per far lavorare un allenatore seriamente bisognerebbe concedergli almeno due anni sulla panchina.

In realtà la domanda da farsi è, perché ci dobbiamo aspettare che Pioli l’anno prossimo cominci a cavare il sangue dalle rape?

Io onestamente la vedo molto difficile e anche se Zhang ci comprerà, come ipotizziamo e speriamo tutti, tre campioni la squadra non sarà ancora di un livello tale da diventare “vincente”

La squadra attuale ha l’esigenza di essere fortemente ma davvero fortemente migliorata in tutti i reparti. Dai due terzini al regista e infine nella seconda punta.

Inoltre è importante cominciare a cercare:
1) un portiere giovane ma anche già rodato da far crescere in squadra,
2) un difensore centrale che possa sostituire uno tra Murillo e Medel (basta centrale!) considerando che Miranda non è più di primo pelo.
3) un centrocampista con i piedi buoni che se il titolare forte di cui sopra, si infortuna siamo punto e a capo con JM, Banega e Brozovic che non sono in grado di dirigere la squadra neanche in allenamento.

Questi sono miglioramenti che se Zhang si impegnerà moltissimo porteranno la nostra squadra ad essere competitiva (e parlo chiaramente di Europa oltre che di Italia) fra almeno due campionati, ossia alla partenza del terzo.

Ciò significa che se vogliamo anticipare i tempi abbiamo una unica possibilità, passare da un allenatore “normale” ad un allenatore che come scrivevo nel 2014 relativamente all’asino mazzarri ti faccia fare la differenza, ossia quel famoso 20% in più che faccia diventare giocatori ottimi come Pandev Chivu Lucio Sneijder per non parlare di balottelli e muntari dei veri e propri fenomeni.

Quindi ricapitolando Pioli è un allenatore “normale” la squadra se la buona volontà di Zhang sarà attuata nei prossimi tre anni sarà: l’anno prossimo buona, fra due anni ottima, fra tre anni fenomenale.

Questo mi fa pensare che per l’anno prossimo allenatore “normale” e squadra “buona” puoi giocartela per il terzo e quarto posto, fra due anni zona champions, fra tre anni vai a giocarti lo scudetto. Ma voi vi vedete il tifoso interista o meglio ancora Zhang aspettare tre anni per vincere lo scudetto? Io proprio no.

Tutto questo porta alla seconda domanda decisiva, ossia chi prenderesti come allenatore?

La risposta è forse la più difficile che in questi ultimi trent’anni i tifosi dell’Inter dovranno darsi o per meglio dire imporsi se le cose andranno come sembra.

Io non la voglio scrivere e né voglio scrivere che l’importante è vincere, no l’importante non è vincere, ma partite come quelle di ieri sera non mi fanno bene, soprattutto non fanno bene al progetto di Zhang e se un risultato lo ottengono è quello di allontanarmi dalla squadra. E come lo fanno con me lo fanno con tutti i tifosi dell’Inter.

La scelta è difficile mi rendo conto ma come diceva Jim Morrison se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.

Vai Zhang scegli liberamente cosa fare per portarci sul tetto del mondo, il mio amore per l’Inter vale più della mia vita perché l’Inter è la mia vita!

The Closing 2

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Sono trascorsi sei mesi da quando Ilary Bestfriends, giornalista di Sky, è riuscita a sfuggire a Fassamara  e all’incubo della VHS maledetta che preannuncia, guardandone il contenuto, la morte di chi vuole vendere qualcosa ai cinesi. Lei e suo figlio Mark Noseights si sono quindi rifugiati nelle British Virgin Island, per ricominciare una vita normale lontani dai luoghi dei loro passati tormenti.

Una sera, Adrian Rooster Ass l’antennista di casa Berlusk One, citofonando alla porta del calciatore Charlie Tevez, viene al corrente del ritrovamento del cadavere di un ragazzo del Milan tale Gabriel Scoop il cui viso è orribilmente sfigurato, salvo poi sapere che era proprio brutto di suo. Assieme al giovane viene ritrovata anche Filippa Mex una ragazza irascibile di facili costumi in stato catatonico. Entrambi avevano deciso di trascorrere la serata guardando una videocassetta dal titolo, “Come il Cinese ti rende Felice anche se ti chiami Piero!”. Adrian Rooster Ass, ricordando le agghiaccianti vicende capitate alla sua amica Ilary, intuisce che si tratta della maledizione di Fassamara: la bambina è riuscita a sapere che la vendita del Milan di Berlusk One stava proseguendo!

il VHS maledetto!

Adrian Rooster Ass scova il nastro contenente il film contenente le immagini di uno Zhang felice che mette in mano di Piero Ausilio miliardi da spendere in giocatori. Il video è proprio quello su cui grava la maledizione di chi lo guarda e lo brucia, ma ben presto scopre che lo spirito della bambina dai poteri paranormali è tornato, questa volta, per impossessarsi proprio di suo figlio un noto travestito milanese di nome Jean Luc Rooster Ass. In un tentativo disperato, Adrian cerca di salvarlo abbandonandolo a Quarto Oggiaro, un luogo così brutto e pericoloso che neanche lo spirito malvagio di Fassamara avrebbe il coraggio di attraversare. Ma Fassamara è la loro ombra, li segue ovunque: Si materializza nei videocitofoni dei calciatori che Adrian vuole comprare, appare nelle fotografie del sempre più instabile Jean Luc, appare al ragazzo allo stadio, impiega le sue doti paranormali, per “forzare” la volontà di un gruppo di tifosi ad attaccare l’auto dei due. Adrian Rooster Ass è costretto a tornare a Milanello indietro e trova scampo a casa di Frank Of Bari il Brand Ambassador del Milan.

la comparizione di Fassamara allo stadio

Jean Luc, mentre Adrian è tornato nella loro abitazione a prendere alcune cose, viene raggiunto da Fassamara nella vasca da bagno, dove tenta di invaderne il corpo. Adrian Rooster Ass arriva in tempo per strapparlo dalle sue grinfie, ma Franz Of Bari che a causa della sua carriera sportiva viveva costantemente con un braccio alzato e immobilizzato, giunto sul posto a fatti conclusi, ed avendo la vista ostacolata dal braccio ed essendo finisce con l’equivocare e ai medici di milan Lab, nel quale Jean Luc Rooster Ass viene ricoverato, dichiara d’aver visto Adrian tentare di annegare il figlio. Per questo motivo la psichiatra del Milan accusa l’antennista di violenza nei confronti del piccolo travestito e l’allontana da lui.

Jean Luc Rooster Ass suggerisce quindi al Padre come fare per cercare di vendere il Milan ai cinesi: lui deve tornare ad Appiano Gentile per indagare a fondo sul passato della diabolica bambina, cercando di scovare un metodo definitivo per liberarsene. Così, giunta alla fattoria abbandonata di Max Blackberryacts, scopre nello scantinato il diario di Milly Blackberryacts, l’omicida di Fassamara. Attraverso questa testimonianza, Adrian Rooster Ass arriva a conoscere l’identità della madre naturale della bambina, Evelyna Christillina, la quale si trova, ormai da moltissimi anni, in cura in un ospedale psichiatrico torinese per aver tentato di annegare Fassamara.

L’antennista va a conoscerla, ma Evelyna già l’attendeva: la visita le era stata rivelata in sogno dopo aver assunto delle sostanze insieme al figlio illegittimo Lapo Pippo Thedog. Evelyna racconta a Adrian Rooster Ass che sua figlia Fassamara già da neonata, mostrava segni di essere malvagia. Le racconta di come l’unica possibilità di liberare Jean Luc dalla presenza maligna, quando Fassamara ne avrà invaso il corpo, sarà di affogare il figlio per poi vederlo risorgere dopo aver venduto il Milan di nascosto a dei truffatori cinesi non appoggiati dal governo.

Adrian Rooster Ass, disperato, torna a Milanello. Scopre che Jean Luc è tornato da Milan Lab e ben presto capisce che quello che ha innanzi non è che il corpo del figlio “controllato” da Fassamara la quale, nel frattempo, ha già ucciso due emissari della Banca Huarong che avevano tentato di acquistare il Milan legalmente contro la sua volontà. Ad Adrian Rooster Ass non resta che dare ascolto all’esortazione di Evelyna, uccidere il figlio e vendere ai truffatori!

Così Adrian ormai disperato narcotizza Jean Luc posseduto da Fassamara e lo immerge nell’acqua della vasca da bagno. Appena prima che Jean Luc affoghi, Fassamara esce dal suo corpo ma la stessa Fassamara impazzita di dolore trascina Adrian Rooster Ass nella propria dimensione di dolore, lo stadio di Marsiglia con le luci spente!

Adrian trascina Fassamara nel Pozzo di Marsiglia!

Ma mentre attende intrappolato nello stadio al buio, Adrian intuisce che la chiave per fermare Fassamara potrebbe non essere il proprio sacrificio, ma semplicemente impedire a Fassamara di uscire da quello stadio maledetto e farla cadere nel pozzo di scarico dietro gli spogliatoi infatti la ragione originaria della “rabbia” di Fassamara era proprio l’impossibilità di uscire dal pozzo.

Adrian Rooster Ass riesce a risalire le umide pareti della cavità, inseguita dallo spettro, riuscendo, infine, a sigillarlo, con una pesante lastra di pietra. Una volta fermata la minaccia, Adrian però rimane intrappolato in quel limbo vagando nel buio dello stadio gridando come fece nel lontano 20 marzo 1991, “qui non si vede un cazzo il pallone è mio e me lo porto via, tutti fuori”. Ma alla fine in quel limbo grazie alle indicazioni del piccolo travestito Jean Luc, il papà Adrian, riesce a tornare nel mondo reale e contattare il truffatore cinese per vendere il milan e finalmente chiudere una volta per tutte con la maledizione del VHS maledetto…

 

Non perdere la prossima puntata scoprirai le vere origini del truffatore cinese, Berlusk One troverà una soluzione incredibile per arrivare ad un inaspettato Closing!

The Closing. L’horror parapsicologico che se non lo leggi tutto Fassamara ti prende e ti porta nel pozzo di marsiglia!

The Closing

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In una notte piovosa a Milanello due amici, Mau Sumia e Mark Skincats, parlano tra loro di una strana videocassetta con le riprese del nuovo management dell’Inter il cui proprietario ha un patrimonio personale di 58 miliardi di dollari, che causerebbe la morte, dopo sette giorni, delle persone che l’hanno vista. Sembrerebbe una leggenda metropolitana ma Skincats si rende conto di aver visto il video proprio una settimana prima e muore orribilmente poco dopo, turbando Sumia al punto da renderlo completamente pazzo e facendogli dire qualsiasi cosa sempre tre volte. “Rikimontocapitano Rikimontocapitano Rikimontocapitano, Ignaigniaziosale, Ignaigniaziosale, Ignaigniaziosale, Hopaura, hopaura, hopaura…”

L’evento tragico segna anche il sensibile cugino di Sumia, Mark Noseights, molto legato al giovane. La madre di Mark Noseights, Ilary Bestfirend, viene pregata di fare tutto il possibile per scoprire la causa della morte di Skincats, che nessuno è stato in grado di capire. Spinta anche dal desiderio di aiutare Sumia a superare il trauma della morte del caro amico Skincats. Ilary si getta nell’indagine, partendo dal ritrovamento del nastro della cassetta e ricostruendone la storia attraverso le immagini mostrate. Per farlo, però, inevitabilmente guarda la videocassetta con il Venerabile Zhang (cit.) che spende in lungo e in largo acquistando giocatori fantastici per l’Inter. Riceve così una breve telefonata in cui un’inquietante voce di bambina dichiara: “Sette giorni”. Anche il figlio illegittimo di Mark Noseights, Alex Patos e l’ex fidanzata Barbara Buck Ake II la guardano, il primo per caso e la seconda perché pensava fosse un film sporcaccione, ma soprattutto per dimostrare l’infondatezza del presagio di morte comunicatogli dall’allarmata Ilary Bestfriend. Segnati da un destino che credono ineluttabile, i tre finiscono per scoprire, attraverso alcuni fotogrammi del breve filmato della cassetta, che tutto ha origine da una bambina problematica, Fassamara!

La piccola Fassamara appena adottata dalla famiglia Blackberryacts

Alcuni anni prima, la piccola Fassamara era stata adottata dalla Famiglia di Max Blackberryacts di Appiano Island, una coppia di allevatori di campioni di calcio che nel tempo si stavano rammollendo e non producevano più risultati. All’inizio tutto sembrava andare bene, fino a quando alcuni inquietanti avvenimenti turbarono la tranquilla vita della fattoria di Max Blackberryacts e della comunità nerazzurra. In particolare, i numerosi campioni posseduti dai Blackberryacts cominciano a manifestare segni di pazzia in campo correndo verso la porta avversaria per poi stramazzare come fulminati da un fallo di Montero. La stessa signora Milly Blackberryacts manifesta segni di squilibrio mentale chiedendo al marito di farsi nominare Direttore Artistico fino a scomparire misteriosamente insieme con la sua bambina Fassamara, sembra, in un Wivi l’Inter a Sciacca in Sicilia. Ma prima di scomparire in un impeto di follia la piccola Fassamara ebbe un’illuminazione grandiosa, vendere l’Inter a degli orientali!
Le indagini di Illary Bestfriends, dopo aver scoperto che a causa dei nefasti effetti della bimba maledetta i Blackberryacts aveva compiuto degli atti inspiegabili, come portarsi in casa allenatori così scarsi come Walter Batback che non conosceva la differenza tra il calci d’angolo e bel gioco, rivelano una triste verità: Fassamara, probabilmente dotata di poteri psichici e paranormali, aveva la capacità di causare sciagure a chi le stava intorno, allenatori, calciatori e persino telecronisti! Appena nata infatti, i genitori biologici della bambina, i Lambs di Torino nota famiglia della malavita sabauda, avevano scoperto la cosa e l’avevano abbandonata davanti a corso Vittorio Emanuele a Milano. Accolta con quel faccino triste i Blackberryacts noti per la loro generosità l’avevano prima accolta nella loro famiglia ma poi scoperto il triste destino che la circondava l’avevano prima isolata nel fienile del terzo campetto di Appiano, fino alla decisione di Milly Blackberryacts di ucciderla, soffocandola con un paio di calzini sporchi di Garycooper Medel, il cagnone cileno della famiglia e poi gettandola nel pozzo, per spezzare la catena di sventure. Nell’oscurità la piccola Fassamara era però sopravvissuta per sette giorni prima di spirare per inedia, mentre la signora Blackberryacts, cedendo al rimorso, si sarebbe nascosta per sempre nelle cantine dei produttori di Nero d’Avola di Canicattì bevendo fino all’ultima goccia e spirando anche lei. L’ultima immagine che la piccola Fassamara vede prima di morire è quella del pozzo chiuso, in cui la luce del tramonto e delle stelle filtrando appena, forma un cerchio rosso che ricorda la bandiera cinese, che lei tanto voleva portare ad Appiano Island.

Il potere, il rimorso e il dolore di Fassamara si sono in qualche modo impressi in quella videocassetta che contiene una sequenza di immagini mentali proiettate dalla bambina sul nastro: queste portano con sé una maledizione, e Fassamara torna ogni volta per uccidere, dopo sette giorni, chiunque le abbia guardate e voglia far diventare cinese la proprietà che possiede!

Nell’ultimo giorno di ricerche, Illary Bestefriend e Barbara Buck Ake II vanno alla fattoria e riportano finalmente alla luce il pozzo dove Fassamara era stata gettata dalla madre adottiva. Ma la maledizione non è finita, e Ilary lo scopre dalle parole di Mark Noseights quando gli dice che la profezia della morte in sette giorni si è avverata anche su Barbara Buck Ake II la prima persona che aveva pensato di vendere il Milan ai cinesi. Infatti la bambina, con lunghi capelli neri fradici e riversati sul viso, penetra a Milanello attraverso un fattorino di un ristorante cinese e con un solo sguardo la fa sparire per sempre. Solo dopo la morte di Barbara, Illary riesce a capire come fare per salvare se stessa e il figlio Mark Noseight, il cui tempo sta per scadere: deve duplicare la cassetta del Venerabile Zhang (cit.) e segretamente diffonderla tramite le televisioni del grande proprietario Berlusk One che nel frattempo aveva capito tutto e lasciato a gestire la cosa al suo fido antennista Roosters Ass. Tale sistema è difatti l’unica maniera per scongiurare la maledizione: chi è perseguitato da Fassamara deve far osservare il filmato a qualcun altro e volontariamente cedere il maleficio, in un cerchio senza fine. Per salvare il figlio Mark Noseights, Ilary quindi sacrifica l’incolumità della società di Berlusk One che ora dovrà anche lui vendere la sua società ai Cinesi!

 

Nella prossima puntata l’antennista Roosters Ass prende in mano la situazione contatta la mafia cinese per farsi mandare la prima caparra per evitare la maledizione della bimba Fassamara! Non perdere la prossima puntata di Closing l’horror parapsicologico che se non lo leggi tutto diventi del milan in 7 giorni

Obbligo morale…

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Con il campionato ormai giunto al termine, nell’ennesima stagione dove si è persa l’occasione di dare credibilità ad uno sport che ormai in italia ha più assonanze con il wrestling che al vecchio amato calcio, l’argomento che più attira la nostra attenzione non può che essere il tanto strombazzato closing dei cugini poveri.

Ora le cose più o meno sapete tutti come stanno andando, sono stati fatti una serie di incontri con possibili acquirenti da Mister Be al proprietario di Ali Baba fino ad arrivare a questi tizi i Sino Europe di cui non si sa assolutamente nulla se non che sono esterni alle istituzioni cinesi, che come sanno anche i sassi, senza un loro ok non si muove un centesimo. Di loro si sa solo che hanno inviato al milan una caparra di 200 milioni di euro che comunque andranno a finire le cose resteranno al milan.

Non è che ci vuole Padoan per capire che sotto a questi soldi ci sia qualcosa di strano e non ci vuole davvero tanto a capire che manca qualcosa di fondamentale in tutto questo bailamme  che dovrebbe far passare il milan dalle mani di berlusconi ad un nuovo acquirente. In pratica e molto semplicemente manca l’acquirente.

Noi interisti poi lo sappiamo bene come funziona la cosa l’abbiamo appena vissuta e per ben due volte , prima Moratti che passa la Società a Thohir e poi Erik Thohir che la passa a Zangh Jindong. Persone soldi contratti società dietro, c’è sempre stato tutto e alla luce del sole, fin dalle primissime voci, fin dai primissimi soffi di vento.

Qui invece oltre all’interlocutore manca ancora un protagonista che con noi invece è stato presentissimo e attentissimo a tutto, il giornalista d’inchiesta! Con noi hanno fatto inchieste dossier sono entrati a casa Moratti con tapiri, hanno scomodato i grandi della finanza e alla fine sono usciti con triplici condanne a morte! Mentre con il milan sempre rose e fiori

Milan, ecco perché non stupiscono i 100 milioni dalle Isole Vergini addirittura da Eurosport!

o come questa di solo un giorno fa sempre su Eurosport: Berlusconi: “Cessione Milan operazione complessa, ma dico ai tifosi di stare tranquilli”

Ma questo lo sappiamo ed evito di citarvi i giornli di partito che a farci sapere come funziona leccare il c..o ai padroni è sempre stato un esercizio diffuso dalle prostitute del caso, quello che ricordo molto bene ma che pochi ormai ricordano è come invece ci hanno trattato quando eravamo noi nella fase in cui è ora il milan.

Eccovi alcune chicche dell’epoca!

l’Inter in paradiso.. fiscale. Quanti dubbi  titolava la gazzetta con anche i puntini di sospensione per creare più attesa…

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Hong Kong e Cayman, la selva oscura dell’Inter di Thohir titolo con articolo in una roventissima ultima ora del corriere della sera su quanto fosse intricata la vicenda annunciando scoop clamorosi sul destino dell’inter!

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e questi alcuni paragrafi letti all’epoca su quegli articoli…

SILENZIO ASSORDANTE – Un mese fa, senza comunicare nulla, la “International Sports Capital” di Hong Kong ha conferito la proprietà dell’Inter (70%) a un’omonima società italiana (da tuttomercatoweb)

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Sull’Inter si abbatte una bufera. Il reportage di ieri del Corriere della Sera sulla catena di controllo del club nerazzurro rischia di avere effetti imprevedibili (da Gazzetta.it)

e infine questo il più bello di tutti, la chiosa dell’articolo su gazzetta.it:

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L’Inter, però, non è solo un’azienda ma anche una squadra di calcio: la trasparenza della catena di controllo è un obbligo morale, prima che legale.

 

Un obbligo morale, più che legale.

UN OBBLIGO MORALE PIÙ CHE LEGALE!

UN OBBLIGO MORALE PIÙ CHE LEGALE!
U-N  O-B-B-L-I-G-O  M-O-R-A-L-E  P-I-Ù  C-H-E  L-E-G-A-L-E  !

Pronto Media italiani ma sapete per caso che sta succedendo ai nostri cugini?
Pronto ma non vi sembra strano e vagamente ridicolo che società di cui nessuno conosce niente regalino centinaia di milioni di euro e poi spariscano nel nulla?

No perché siamo un pochino preoccupati degli obblighi morali dei nostri cugini (a dire il vero anche di quelli legali, ma quelli non potrebbero che portarci notizie entusiasmanti!)

Pronto c’è qualcuno?

#fateschifo!!!

I soliti messaggi mafiosi…

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Io vi invidio lo ammetto, io non so essere sportivo. Quando leggo certi commenti sulla formazione messa in campo da Pioli, quando leggo sulla forza della Roma, quando mi accennate ai nostri limiti tecnici, io davvero mi rendo conto di quanto non sia sportivo.
Ma poi mi chiedo cos’è il succo della sportività? essere in grado di accettare quello che dice il campo? o più concretamente saper accettare la sconfitta? o forse dover rispettare le regole?

Ebbene io credo che il succo della sportività sia per prima cosa rispettare le regole. È uno dei fondamenti della civiltà, “La legge è uguale per tutti!” Tutto il resto viene dopo. Non c’è sport, come non c’è nulla nella vita senza regole e le regole affinché la cosa sia chiara a tutti sono scritte, stampate, a volte incise nella pietra proprio per non essere fraintese.

C’è una regola che dice che se ti alzi il pallone con i piedi e lo passi al portiere di testa è comportamento antisportivo, calcio di punizione e ammonizione. Lo ricordo da quando uscì la regola che vietava il passaggio al portiere volontario. Ma c’è anche una regola che dice che se tocchi volontariamente il pallone con il braccio è lo stesso regolamento antisportivo di cui sopra che prevede calcio di punizione e cartellino giallo “è ammonizione quando tocca intenzionalmente il pallone con le mani per interferire o interrompere una promettente azione d’attacco”  successo ieri due volte. Come è successo che un calciatore non si deve mettere davanti a chi calcia una punizione altrimenti si prende una ammonizione, perché “non rispetta la distanza prescritta quando il gioco viene ripreso con un calcio d’angolo, un calcio di punizione o una rimessa dalla linea laterale”. Successo anche questo ieri sera con reprimenda nei confronti del nostro giocatore perché tirando il pallone contro il romanista che non si levava da davanti induceva, anzi obbligava l’arbitro ad ammonire, cosa evidentemente scorretta per il nostro, anzi vostro, tagliavento.

Queste sono regole, regole che devono essere uguali per tutti, perché altrimenti non è più calcio, non è più sport, è caos, è libero arbitrio.

Per chi non lo ricorda è libero arbitrio di un arbitro coinvolto nel processo di calciopoli, così come rocchi, che ancora dopo tanti anni e tanti danni fatti e provati, arbitra in serie A e considerato anche tra i più meritevoli… e non faccio fatica a capire il perché.

Ecco io al di là degli errori più eclatanti sui due gol della roma sul rigore di Eder, voglio sottolineare che gli episodi di cui sopra, a nostro sfavore, l’arbitro che ci fece giocare in nove contro la Sampdoria nel 2010 non ce li avrebbe mai fatti passare lisci, visto d’altronde proprio l’episodio di Perisic. Fra l’altro forse ce ne sarebbe anche un terzo che la gnoma mi ha suggerito ieri vedendo la partita, ossia di un fallo da giallo di de rossi effettuato prima del giallo preso, ma dovrei rivedere la partita e sinceramente non ho davvero lo stomaco per farlo.

Regole, parliamo di regolamento uguale per tutti, quello che ieri in modo direi bizzarro è stato applicato nelle partite del milan e della lazio con rigori dati e negati in maniera imbarazzante, addirittura tirati in maniera imbarazzante. Undici giocatori andare contro l’arbitro a spiegargli che la regola del calcio di rigore è questa:
“SE DOPO CHE IL PALLONE È STATO CALCIATO: chi ha eseguito il calcio di rigore tocca il pallone di nuovo prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore sarà assegnato un calcio di punizione indiretto (o diretto, in caso di fallo di mano)”

Niente, Nada, Nicht, Regole…

Dopo aver visto il Napoli regalare la partita all’Atalanta sabato sera mi chiedevo come fosse stato mai stato possibile che il Napoli si fosse impazzito così improvvisamente e i pensieri nel mio animo complottista subito mi facevano pensare a qualcosa di scritto e definito, che chiaramente non era nel regolamento del calcio.

Infatti subito dopo la partita del Napoli con la classifica aggiornata ho capito che la vittoria dell’Atalanta ci ricacciava ancora una volta nella zona EL e le vittorie di milan e Lazio del pomeriggio ci cacciavano se possibile ancora più nel marasma dell’unico vero campionato che si giocava quest’anno, ossia raggiungere la sticazzilig. Con un antipasto del genere aspettarsi qualcosa di onesto da tagliavento ieri sera non solo era improbabile, ma addirittura impossibile.

Ma tutto questo non è casuale, tutto questo è figlio dell’ennesimo errore fatto dalla nostra società, dai nostri tesserati, dai nostri tifosi e per ultimo dal sottoscritto nel chiedere come un mantra utopistico, il rispetto delle regole. Il rispetto delle regole per tutti, che gli arbitri tutti, devono mettere in campo ogni domenica. Arbitri che dopo l’ennesima nostra provocazione, ossia di dimostrare con un video che le regole non vengono rispettate e soprattutto fatte rispettare, hanno deciso di metterci una bella testa di cavallo sul letto.

Il video è naturalmente quello che l’Inter ha messo sulla pubblica piazza nel quale si vede che rizzoli per l’ennesima volta non rispetta le regole. E fateci caso agli arbitri non fanno incazzare che li si critichi per un errore di valutazione del fallo, quello lo sopportano abbastanza tranquillamente come il rigore di ieri su Eder, gli arbitri si incazzano quando metti in evidenza la loro malafede nel comportamento extra tecnico, nel non ammonire chiellini come il regolamento impone in casi come quello di perdita di tempo reiterata.

Ebbene pubblicare quel video per l’Inter è stata una provocazione imperdonabile, dall’alto dei cieli è sceso addirittura nicchi alla domenica sportiva a rimproverarci di mancanza di fair play, si è mobilitata tutta la carta stampata e i media in generale a difendere l’operato della classe arbitrale, addirittura rizzoli si è fatto intervistare dalle Iene per ribadire la sua buona fede, salvo poi mollarci un pippone in cui ci faceva vedere quanto è difficile fare l’arbitro, che ne picchiano tanti e che, paradosso, addirittura ammetteva di aver fatto il suo più grande errore proprio contro l’Inter in un derby… un uomo senza palle è l’unico appellativo che mi viene fuori.

E dopo il video? Pioli si azzarda a parlare addirittura di rigori! Cioè non è che Pioli si sveglia una mattina e va in conferenza stampa e se ne esce con un Oldmaniano “limortaccivostra ma ogni due per tre un rigore ce lo date anche a noi quando succede o no?” Semplicemente Pioli risponde ad una domanda di un giornalista che gli domanda ma non è strano che l’Inter non prende rigori a favore e le altre squadre come se piovesse? E giustamente Pioli risponde si è strano! Ma anche quello si registra a casa AIA ed evidentemente non si digerisce bene…

No ragazzi non mi convincete a parlare della formazione di Pioli, di quanto è forte la roma, di quanto certi elementi della nostra rosa non siano all’altezza. Prima parliamo di regole e di come si debbano far rispettare per tutti, poi parliamo delle teste di cavallo che ci ritroviamo e ci ritroveremo da qui alla fine dei giochi, poi parliamo di quello che cazzo vi pare, che voi sarete anche sportivi ma io non lo sono per niente e prima voglio vedere la testa della mafia che gestisce la classe arbitrale e gli arbitri sul mio letto poi parliamo di sport!

Io sono un tifoso dell’Inter e non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno, quando siamo tutti alla stessa altezza parliamo di calcio, prima no prima andate affanculo! E Zhang lo capisca bene questo perché è contro questo che dovrà combattere non contro i gobbi i gonzi o i coatti.

p.s. Ah e se ancora non lo avete capito in mano a chi stiamo andatevi a risentire le parole di Pioli di ieri sera, e paragonatele a quelle del dopo juve Inter due persone diverse, il primo era un uomo libero il secondo è quello che si è ritrovato la testa di cavallo nel suo spogliatoio quando è finita la partita ieri sera…

mAfIA

 

In bocca al lupo Alessandro!

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Certe volte la sfiga si accanisce contro chi non lo merita e Alessandro Florenzi è sicuramente un giocatore di quelli che nessun tifoso avversario riesce davvero a vederlo come un nemico se non quando lo vedi arrivare come una furia verso la tua area. Questo secondo infortunio abbatterebbe anche un bisonte ma siamo sicuri che Alessandro ha il carattere e la forza di superare anche questo maledetto incidente di percorso. Noi tutti Bellideroma come di sicuro il tuo amicone Davide Santon ti facciamo un grandissimo in bocca al lupo nella speranza di rivederti al più presto in campo come nostro avversario.

Forza Alessandro!

Il dramma del tifoso dell’Inter: Condividere la passione con dei cialtroni!

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Leggo questo articolo sul “Foglio” scritto da tal Claudio Cerasa e mi faccio questa semplice domanda: Ma se esiste un avversario o un elenco di avversari della nostra Società chi è il più pericoloso? chi è quello che può più seriamente limitarci nel crescere?

Le squadre si affrontano in campo e ogni anno come noi ripartono da zero e come noi comunque 38 partite devono disputare, in 11 giocatori contro 11. Insomma le regole basiche sono uguali per tutti.

Anche le Società avversarie in fondo sia in ambito economico che per capacità professionale non sono di certo più forti di noi e su questi piani possiamo di certo competere.

Sempre avuto seri dubbi su Lega Calcio e ancor più su AIA e non solo purtroppo per incapacità professionali evidenti, ma perché storicamente queste associazioni subiscono pressioni di ogni genere. Anche senza un disegno specifico o conclamato come fu quello di Moggi e Galliani all’epoca di calciopoli, queste istituzioni sono da sempre ambiti grigi in cui si insinuano i peggiori personaggi, dai raccomandati dell’ultima ora fino ai figli di… che non sono di mignotta che forse potrebbero anche essere un bene ma figli di ex arbitri o di ex dirigenti e via dicendo…

Della pericolosità dei media neanche a parlarne magari fosse l’Inter il problema, qui il problema è nazionale i danni che hanno fatto i media in questi anni sono incalcolabili. I media italiani sono il cancro del paese che se miracolosamente sopravvive comunque ha rovinata la vita…  

Ma quelli che proprio mi terrorizzano come nemici sono i giornalisti che si professano nerazzurri, i vari Mentana Lerner Severgnini Mannoni sono dei veri giornalisti e non danno alcun pensiero. Ma alcune volte dall’alto del loro essere nerazzurri e quindi per definizione imparziali, escono delle meteore che vogliono a tutti i costi farci sapere che va tutto bene, che non succede nulla, che siamo noi tifosi interisti il problema.

Ecco io leggo l’articolo di Ceresa e la risposta che mi do è che il vero pericolo per l’Inter per i suoi tifosi e per il nostro futuro oggi sono alcuni di questi personaggi.

Scusate se sono un po’ prolisso ma andiamo ad analizzare quello che scrive questo signore, per velocità non inserirò tutto l’articolo ma evidenzierò alcuni passaggi per farvi capire che danni possono fare personaggi letti e visti da milioni di tifosi di calcio!

“Lo confesso. Sono un tifoso interista. Seguo l’Inter da quando avevo sei anni…!”
Partiamo subito dall’incipit “Lo confesso”. Scusi Cerasa ma cosa dice? uno confessa** un reato o una colpa, non confessa di essere un tifoso. Di che colpa realmente si sente in dovere di esternare a tutti, di essere giornalista e tifoso? (fosse l’unico nei media) o semplicemente di essere un interista? cos’è si vergogna di essere interista?  No perché se mette in fila tutti i tifosi dell’Inter e chiedesse uno ad uno se si vergogna di essere interista, già al terzo o quarto il suo viso sarebbe ricoperto di un tale strato di saliva che non riuscirebbe più a fare la domanda. Però forse sbaglio io, o per meglio dire lei ad utilizzare la parola tifoso, lei non è tifoso lei è un osservatore, scarso, ma osservatore interista. Nel senso che lei guarda l’inter con interesse, molto più che altre squadre. Ecco molto umilmente da persona di una certa età le do un consiglio, da subito cominci più a non usare la parola tifoso, non le si addice, non le appartiene. Lei è un osservatore interista. Andiamo avanti…

“…Era il 2002, l’anno di quel 5 maggio, e le ragioni del perché l’Inter perdeva (e perde) valevano ieri e valgono anche oggi: l’Inter non vinceva (e non vince) non per colpa degli arbitri o di Luciano Moggi o di Totò Riina o della P4 ma perché gli avversari, e in particolare la Juventus, segnavano e segnano di più, giocavano e giocano meglio, sbagliavano e sbagliano di meno.”
Tralascio i paragoni con Totò Riina o della P4 di livello infimo in un ambito sportivo, ma evidentemente questo è il suo stile e rimando a dopo la discussione sulle sentenze di calciopoli. Ma invece ci tengo a ricordarle che all’epoca, ossia nel 2002 nessun NESSUN tifoso dell’Inter riconduceva quella sconfitta a complotti strutturati e generati da una cupola mafiosa tale da modificar in modo così scientifico l’andamento di un campionato. Nel 2002 il sentimento del tifoso interista era identico a quello che avevano il 100% di tutti i tifosi di calcio in italia, esclusi i gobbi, ma neanche tutti, da circa 90 anni, ossia della sudditanza psicologica che arbitri e istituzioni avevano nei confronti della juventus. Sudditanza testimoniata con fatti statistici ed episodi reali, potrei citarne centinaia se non migliaia che non ci siamo sognati solo noi interisti ma che parlando anche con tifosi di altre squadre le posso assicurare sono stati visti da tutti.

“Eppure, dal 2002 a oggi, il tifoso interista, ancora scioccato forse da quel maledetto 5 maggio, ha smesso di guardare il mondo con occhi sinceri…
Anche qui mi fa capire che lei di interista non ha davvero nulla il giorno, se mai ci fosse stato un giorno in cui il tifoso, che lei non è, interista ha smesso di guardare il mondo del calcio con occhi sinceri è il 26 aprile 1998, giorno in cui la sudditanza psicologica degli arbitri (per noi all’epoca era così) raggiunse il picco più elevato mai raggiunto. A dire il vero io già dal 1986 con l’acquisto del milan di berlusconi ho cominciato ad avere dei grossi dubbi sulla veridicità di questo campionato, ma questo è una mia ossessione e non voglio mischiare più argomenti…

“…e ha creato una realtà virtuale all’interno della quale ha accettato di diventare il prototipo del grillino perfetto, scaricando le proprie incapacità sul sistema corrotto, delegittimando gli arbitri per nascondere i propri difetti e cercando infine di cavalcare, con la complicità dei giornali della buona borghesia calcistica da tempo specializzati nell’alimentare su ogni fronte gli istinti anti casta, una penosa via giudiziaria per la risoluzione dei conflitti calcistici.”
Premesso che mettere un punto ogni tanto, visto che Lei fa il giornalista, renderebbe più leggibili le sue sciocchezze… ma anche qui cade miseramente nella provocazione. Come perdere l’opportunità di poter offendere qualcuno, anche se interista dandogli del grillino? come se poi dare del grillino a qualcuno debba essere offensivo… ma tornando al punto mi chiedo, ma cosa cazzo scrive? COSA CAZZO SCRIVE?? I giornali della buona borghesia calcistica? gli istinti anti casta? una penosa via giudiziaria? Qui sorgono davvero dei dubbi sulla sua sanità mentale! Lei è il direttore di un giornale, seppur sia Il Foglio è pur sempre un giornale a tiratura nazionale come può collezionare una serie così lunga di sciocchezze una dietro l’altra! per dire poi cosa che il tifoso interista dice che è colpa del sistema se l’Inter perde? e quindi? cos’è non si può esprimere una opinione? se l’opinione è una minchiata si danno le controprove, non si scrive una controminchiata! Chi? Quando? Dove? Perché? Cosa? Come?  l’accuratezza, la brevità e la chiarezza, ovvero l’ABC del giornalismo! Io scrivo minchiate non il Direttore di un quotidiano nazionale, cazzo!

Le notizie degli ultimi giorni – con ampia e documentata e ridicola polemica sui presunti errori commessi dall’arbitro Rizzoli durante la partita vinta domenica scorsa dalla Juventus sull’Inter per 1-0 – sono soltanto la coda di un problema più grande che affonda le radici in un momento preciso della nostra vita calcistica: quando, nel 2006, venne istruito un processo farsa contro la Juventus, in cui tutte le frustrazioni degli anti casta del calcio italiano vennero prima abilmente trasformate in illeciti sportivi e poi amabilmente trasferite in forma di gogna in tutti i talk-show.
Vabbé processo farsa chiuderebbe ogni ulteriore commento sul delirio che stava vivendo il Cerasa nel momento in cui ha scritto queste righe, mi preme solo ricordare che il processo farsa a deliberato 29 condanne farsa, tutte TUTTE nessuna esclusa, contro coloro che hanno architettato la più grande truffa sportiva italiana. Mi viene da piangere a leggere queste righe scritte da uno che si confessa… tifoso interista è la fine del mondo… fa più danni il negazionismo che il colera…

Ma a differenza degli altri, l’interista ha la particolarità unica di essere il punto di intersezione perfetto tra la frustrazione del popolo (la Curva Nord) e l’indignazione della borghesia (la Gazzetta dello Sport). E fino a quando il tifoso interista non avrà uno scatto d’orgoglio – e non organizzerà un bel vDay contro gli ultras frignoni pronti a sventolare allo stadio fazzoletti bianchi sognando di vincere scudetti con Guido Rossi e la moviola – continuerà ad alimentare un sistema perverso in cui sguazzano gli Ingroia e in cui verrà considerato sempre legittimo il tentativo di imporre la propria post verità per via giudiziaria. Vale nel calcio, vale nel resto. Qui siamo pronti a reagire, e voi?
Non commento l’infame paragrafo su Guido Rossi che ho evitato per pietà umana di incollare ed evito di cascare nella provocazione, l’ennesima, sul paragone con Ingroia. Mi concentro sulla frustrazione del popolo e l’indignazione della borghesia, ossia il tifoso interista figlio microcefalo della curva nord e della gazzetta dello sport. Io non credo davvero di aver mai letto in tanti anni una serie di sciocchezze simili, neanche nei blog più estremi, tra i tanti che abbiamo avuto. Neanche Beppe Severgnini che adoro come giornalista, ma che come interista è un vero disastro sia mai arrivato a tanto. Ma una domanda me la voglio porre dopo aver letto quello che il Cerasa vuole alla fine dire con Qui siamo pronti a reagire, e voi?, ma quando dice che è pronto a reagire cosa intende che stringerà l’ano quando lo staranno deflorando per l’ennesima volta?

Nell’immagine tifosi della juventus addirittura più intelligenti di alcuni interisti…

p.s. mi permetto in questo post scriptum di fare del giornalismo tanto visto il livello di quello preso in considerazione non temo di fare brutta figura… 
“Quando vedo dei fenomeni che non riesco a spiegarmi e vedo dei legami tra persone che non riesco a spiegarmi parlo della massoneria. Purtroppo sono un animale razionale e faccio fatica a capire alcune cose. Vedevo e ho visto delle scelte di persone basate su motivi che non riuscivo a capire”. 
Queste parole le ha pronunciate il banchiere Alessandro Profumo, ex presidente di Mps, intervistato alla trasmissione di Floris il 18 ottbre 2016. In pratica senza averne le prove, ma vedendo comportamenti e scelte di un certo tipo, Profumo si è posto una domanda semplice semplice su qualcosa che aveva già visto succedere in altre precedenti situazioni e che gli ricordava quanto visto in situazioni a dir poco illegali.
Vedi caro Cerasa farsi delle domande e porle all’attenzione di chi magari potrebbe darci delle risposte su fatti che non riusciamo a capire è umano anzi è doveroso. Ma forse anche Profumo deve essere figlio bizzarro punto di intersezione di qualche esponente di Lotta Continua e del Sole 24 ore…

** confessare

con·fes·sà·re/

transitivo

  1. Palesare, ammettere, riconoscere come propria colpa (anche +a ): c. un delitto alla polizia; + che e ind. o di e inf.: confessò al giudice che era stato lui (o di essere stato lui); anche . “l’omicida ha confessato”
  2. Rivelare le proprie colpe in confessione (anche +a ): c. un peccato al padre spirituale; + che e ind. o + di e inf.: confesso che ho peccato (o di avere peccato).

 

* cialtrone

cial·tró·ne/

sostantivo maschile

    • Persona volgare e spregevole, priva di serietà e di correttezza nei rapporti umani o che manca di parola negli affari.

 

Ho ri-visto cose che voi umani…

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Sono sempre stato equilibrato nel giudicare le partite e lo sono ancor di più oggi sbollita la rabbia di quanto visto domenica sera. A differenza di altri il mio “odio sportivo” lo riverso nel milan, è sempre stato così e la juve non genera istinti tali da farmi accecare nei giudizi. Loro sono sempre stati dei fuorilegge e se anche domenica avessero vinto meritatamente non li avrei comunque considerati vincenti moralmente.

Questo sentimento mi permette di dire con estrema serenità che questa volta, a differenza di altre precedenti vittorie non rubate nonostante l’aiutino, l’arbitraggio ha davvero influito sul risultato finale. Non c’è moviola o parere personale illustre che spieghi il contrario.

Sulla partita non ho nulla da dire, l’abbiamo fatta noi, ma ci hanno castigato con un gol bellissimo ed imparabile, l’unico modo per segnare ad un Handanovic, ancora in stato di grazia e da quel momento in poi, seppur più volte ci hanno messo in difficoltà con contropiedi fulminei, si sono rintanati nel loro fortino, come la più provinciale delle piccole in serie A. Ma la partita, raccontata in due righe qui sopra sarebbe stata totalmente diversa se l’arbitraggio fosse stato, non dico imparziale che allo juventus stadium non sanno neanche cosa significhi la parola imparziale, ma almeno 1 su 3. Ciò ogni tre decisioni a mio favore, concedimene almeno una. E invece no.

L’arbitraggio è stato chirurgico, scientifico direi addirittura preparato alla partita stessa. Arbitraggio che per accanimento è dello stesso livello del fu ceccarini, con ammonizioni precise verso la nostra squadra già dall’inizio della partita ed evitate con cura ai gobbi. Ne ricordo una su tutte credo a bonucci o a lichtocoso quella su fallo a Joao Mario che se ne andava sulla fascia nella metà campo gobba (poco prima era stato ammonito Candreva per un fallo identico sempre sulla fascia ma davanti l’area gobba quindi molto meno “importante” rispetto alla nostra).

Ho rivisto non dare un vantaggio su un calcio di punizione battuto velocemente da un nostro giocatore che si involava in porta con Pioli che si è incazzato come una furia.

Ho rivisto l’arbitro concedere a buffon almeno quattro rinvii prima di fargli presente, sempre in modo molto cortese, sia mai… che stava perdendo tempo in modo ignobile.

Ho rivisto il famoso fallo di confusione! Scientifico nel bloccare un contro cross che poteva essere pericoloso visto che su azioni del genere saltano tutte le marcature. Fallo che se proprio vogliamo dirla tutta poteva essere identico a quello non fischiato contro i gobbi quando poi la palla è schizzata fuori area proprio verso Cuadrado che poi ha segnato.

Ho rivisto volare come novelli nedved, chiellini e alex sandro in modo a dir poco ridicolo, pagliaccesco il primo con movimenti da filmati di benny hill e dopo questi voli ridicoli darsi il cinque, anzi l’high five per aver preso una punizione da mentecatti, da vero artista del volo il secondo, visto che se non simulava lo svenimento Icardi andava ancora una volta da solo in porta… (nota a margine la juve è la squadra che ha subito più falli in serie A subito dopo l’Empoli 45 più della roma e 67 più del napoli…)

Ho rivisto l’arroganza Braschesca dell’arbitro nel prendere da parte un nostro giocatore, Gagliardini, per rimproverarlo davanti a tutti e cacciando il capitano per non farlo intervenire. Lo stesso identico coraggio nel saper farsi mandare affanculo senza neanche fare un fiato, lo stesso…

Ho rivisto falli laterali e calci d’angolo completamente invertiti come non si vedeva da anni e anche il mitico controfallo seguito però subito dopo da un fallo laterale di chiellini battuto dieci metri avanti al posto dove doveva essere battuto quello controfallato…

Purtroppo non ho potuto vedere quel calcio di punizione battuto da chiellini ed intercettato da Icardi che andava in porta da solo, ma con il gioco fermato da rizzoli per rifar battere la punizione senza un motivo plausibile. Non l’ho visto perché la regìa indugiava sui replay e ce lo ha raccontato Scarpini disperato in diretta. Roba che per far disperare Scarpini a noi avrebbe fatto tirare giù tutti gli altri santi dell’universo…

Ho rivisto i nostri giocatori andare fuori di testa con gesti e proteste plateali verso gli arbitri che non si vedevano dai tempi di Stramaccioni… dall’ormai famoso “voi dell’Inter dovete stare zitti…” e anche questa volta ci hanno lasciato dal campo con un minaccioso “Vedrai…” premonitore di 2 giornate di squalifica a testa per Icardi e Perisic rei di aver fatto quello che da anni giocatori della juve e del milan fanno indisturbati ogni domenica a loro e ai loro colleghi.

E infine ho rivisto la prostituzione intellettuale lavorare per la menzogna, sostenere con tesi e comportamenti da vecchio processo del lunedì i soliti dogmi sull’arbitraggio che non incide sulle partite. Ho visto riccioluti cabarettisti abbronzati in ruoli da esperti, vendersi l’anima nel giurare che un giocatore della juventus aveva toccato il pallone, negando però l’evidenza quando gli si fa presente che da regolamento il fallo era seguente a quell’ipotetico tocco. Come se l’essere esperti di regole del calcio significa non tanto conoscere il regolamento ma essere esperti di favoritismi pro juve in modo di saperla difendere davanti all’evidenza dei fatti.
Che poi mettere graziano cesari a fare le moviole è come prendere un serial killer alla fine della sua carriera e metterlo a fare la giuria popolare in casi di omicidio. E’ chiaro che tiene per gli assassini!

Ah dimenticavo ho rivisto spuntare fuori novelli severgnini del va tutto bene, siamo noi che siamo meno forti della giuve ed è giusto perdere perché in fondo il calcio è un gioco, gli errori alla fine si equilibrano, l’importante è mantenere i nervi saldi e deplorare certi atteggiamenti da gobbi (che però non si beccano neanche un minuto di squalifica, vedi bonucci vedi allegri…) e pure Medel ha fatto fallo de panza che però poteva essere mano, anzi era mano,  anzi era mano e rigore, anzi era mano rigore e espulsione, anzi era mano, rigore, espulsione e tre giornate di squalifica… Date retta al vecchio, le cose sono cambiate se volete fare i severgnini scrivete di Inghilterra di digitale di argomenti fichissimi e innovativi ma lasciate stare l’Inter che con questi motivazionali andate a finire che scrivete i biglietti dentro i biscotti della felicità!

Ebbene erano anni che non ri-vedevo cose di questo genere e non so se essere contento o disperato, non so se questo è il preludio di un ritorno ad essere una grande squadra o solo il preludio di tanti altri anni di incazzature post partita.

Onestamente non so se sono disposto a sopportare altri dieci anni di furti e incazzature, forse vista la rabbia di Steven Zhang in tribuna, facciamo prima a comprarci la juve e farla diventare una onesta provinciale nella categoria che gli compete… Ma fino ad allora, sappiatelo, anche se non ci faranno passare niente, noi non staremo più in silenzio come successe negli anni della cupola mafiosa di moggi e galliani!

AVANTI INTER!
AVANTI MISTER!
AVANTI PRESIDENTE!

“Io ne ho viste cose che voi tifosi non potreste immaginarvi: atterramenti di centravanti in area a trenta centimetri dall’arbitro, e ho visto nella serie B giocatori del Rimini balenare vicino alle porte di buffon. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come i replay di controcampo.
È tempo di intercettare…. “

Forever in our Hearts!

Forever In Our Hearts Word Art 1

Un Inter Club non è solo un gruppo di tifosi legato alla nostra squadra di calcio. L’Inter Club è una famiglia di persone che si conoscono profondamente che sanno aiutarsi in caso di bisogno, che sanno vivere insieme il peso del dolore e la leggerezza delle gioie.

Oggi noi dell’Inter Club Bellideroma viviamo un peso insopportabile per questa famiglia che anche unita più che mai nel dolore non riesce a darsi una sola minuscola motivazione del perché si debba perdere dai propri occhi un figlio, un fratello, un amico, così meraviglioso, così unico, così dolce.

Non c’è una sola motivazione per cercare di tollerare un dolore così grande, non c’è e non ci sarà mai e la nostra famiglia non potrà mai dimenticare il dolore che proviamo oggi per Riccardo e i suoi tre amici scomparsi con lui.

Quello che possiamo fare e lo faremo con tutte le nostre forze è solamente stringerci ancora più forte verso coloro che lo hanno cresciuto e lo hanno vissuto insieme fin da dentro la pancia della sua mamma.

La Famiglia dei Bellideroma si stringe fortissimamente alla famiglia Murdaca con lo spirito di chi da oggi onorerà ogni giorno della propria vita, non solo nel ricordo, ma nella dedica a chi non c’è più, dei propri momenti felici.

Ciao Riccardo per sempre nei nostri cuori.