Tag

, , ,

appianodayAvete di sicuro già visto letto e sentito tutto su quello che abbiamo vissuto alla Pinetina, tra l’altro già descritto in maniera perfetta dai miei “colleghi” (non ci posso credere di aver scritto colleghi…). E non posso davvero aggiungere altro che non sia parlare di emozioni irraggiungibili per uno che a malapena è entrato a Sansiro una decina di volte, figuratevi alla Pinetina…

Però alcune cose tra il faceto e il serio ve le voglio dire lo stesso, partendo dal fenomeno misterioso che succede verso le 7.00 della mattina. Voi non ci crederete mai, ma verso le 7.00 il cielo da nero diventa prima azzurro, e fin qui niente di strano, poi improvvisamente un esplosione di colori: viola rosa arancione giallo celeste! A un certo punto ho pensato che la pajata rinforzata ai fegatelli della sera prima mi si stesse riproponendo in forma allucinogena, poi invece ho chiesto a uno incravattato all’aeroporto e mi ha detto che era l’Alba, ma che una così bella non l’aveva mai vista. Lui poverino non poteva sapere perchè quell’Alba era così bella, ma io lo sapevo perchè…

Tralascio il tragitto da Milano ad Appiano che sarebbe dedicato a replicare le mie storie di vita raccontate a Nk e Sgrigna senza i quali, che ringrazio ancora per la pazienza con cui mi hanno sopportato in macchina, probabilmente sarei ancora girando per Milano in cerca della Milano Como e passiamo al sodo.

Arrivati alla Pinetina vediamo un gruppo di tifosi all’esterno del cancello, io guardo Nk e gli faccio: Vai sgomma, passagli davanti che gli faccio il medio a ste merdacce! Noi siamo invitati e voi tifosotti da esterno nada… ahahahaha! Nk affonda il piede chemmanco burdisso e passiamo a palla di cannone il cancello, io e Sgrigna dietro ben quattro medi in bella vista ai tifosotti e via andare! solo che mentre passiamo mi accorgo che tra i tifosotti c’era Settore e allora penso: Cazzo Settore che mito lo fermano al cancello per chiedergli gli autografi (già vedendomi io firmare autografi sui seni delle mie fans…) ma mentre fantasticavo due bocce giganti su cui come dedica replicavo l’antrè della divina commedia, Nk mi inchioda facendomi spiaccicare sul parabrezza. Cazzo! Ci ha fermato un gigantesco Kit Karson con il piumino dell’Inter che ci fa: Uèèè mister due lè che andate. Allora Nk pronto come un fulmine gli spara: Siamo in missione per conto di Dio! Kit Karson ci guarda e già mette mano alla sua Colt45… allora intervengo io ancor più deciso e gli faccio: Abbello facce passà che sittemetto na mano ‘nfaccia poi te espongono ar museo d’arte cubbista! Ma niente nonostante le mie minacce Karson tira fuori dalla fondina il pistolone! allora interviene Sgrigna con l’ultima possibilità che ci rimaneva… un paio di fogli stiratissimi da cinquanta euri un ticket restaurant da otto e un biglietto della metro semiusato e fa: Prendi buon uomo che Milito sia con te! Ma Kit Karson niente, invalicabile! ci guarda e ci fa: Uè Terun se siete anche voi i nerds che non fanno un cazzo tutto il giorno l’appuntamento è li fuori insieme agli altri…

Maledetto Kit Karson noi obbediamo ma non finirà qui, parlerò di te con Aquila della Notte e ti farò fare la sorveglianza di Beppe Baresi così ti ammazzi di pippe!

Vabbè ligi al dovere e alla smit&uesson di Karson torniamo indietro e parcheggiamo la macchina su una strana polvere bianca che non avevo mai visto prima, ora che ci penso tutta la strada era piena di quella strana roba bianca, cazzo se ci danno dentro in brianza! Apro lo sportello per scendere e quasi mi piglia un colpo! la temperatura esterna è quella del frizer dove ci metto la coratella de nonna avanzata la sera a cena! Maccheccazzoè! dico a Nk di chiuderci dentro e spettare che sverna, ma lui abituato ai climi più rigidi di Ciampino mi fa tranqui Old, poi ti abitui…

Per fortuna sapendo di trovare un clima rigido mi ero messo i superpippo di pail di declaton, di decalton, dectalon… vabbè di pail, che per i primi venti minuti hanno tenuto bene anche se poi ho cominciato a perdere sensibilità in tutto il corpo… ma sticazzi ero davanti al cancello della Pinetina insieme a tutti i blogghers dell’Inter.

Io Nk e Sgrigna scesi dalla macchina ci avviciniamo con fare coatto facendo capire subito che se volevano fare una rissa per decidere chi era il più forte noi eravamo pronti, anche perchè con i fisici ignoranti di Nk e Sgrigna una ventina di umpa lumpa li tritavamo ben bene! Poi dal gruppo si è affacciato un energumeno gigantesco delle dimensioni di un container che ci ha fatto subito cambiare idea, dopo ho saputo che era Kundo di Interistiorg… com’è possibile che da un materiale così enorme escano perle di saggezza così perfette? mah i misteri dei Nerds!

Dopo essermi inginocchiato davanti al Kundo facendomi toccare da cotanta illuminazione, esce fuori lui, the mainder, la mente! colui che ha organizzato tutto. Il grandissimo Roberto Monzani. Non mi dilungherò nei complimenti a questo losco figuro, lo hanno già fatto in troppi e non vorrei si montasse la testa, dico solo che il ragazzo si farà e se ha bisogno il pusher di Romolete ce n’ha quanta ne vuole! (Genio!) Insomma il Monza ci porta sui campi di allenamento e nel tragitto approfitto per importunare il mio punto di riferimento per tanti anni, colui che mi ha forgiato, colui che a tutti noi ha dato tantissimo, il grande Settore Roberto Torti.

Regà erano appena le 11 ed ero dentro la Pinetina, avevo già incontrato Monzani, Bauscia, Interistiorg e Settore, poi è arrivato anche il gigante Bomprezzi! a quel punto poteva tranquillamente arrivare la predizione dei maya, io stavo apposto così. Per fortuna il bello doveva ancora arrivare! E non sto parlando di Sabine MissGreen e Steffy (tre puledrine di pura razza  nerazzurra!!!) o del “bellissimo” Fermi di Fabbrica, che stava già sul pezzo, ma di una giornata fantastica a casa Inter!

Arrivati ai campi di allenamento ci ha accolto un tipo strano cappello di lana scolpito in testa, occhio vispo e mani sempre in movimento, guarda tutti e saluta tutti, ma non lo fa come lo farebbe un dirigente dell’Inter c’è un’attenzione particolare qualcosa di più, quel qualcosa che hanno le persone a cui non sfugge nulla di niente. Cominicia a parlare della Pinetina come se l’avesse costruita lui, ma è giovane e non può essere di certo farina del suo sacco, poi inizia a raccontarci aneddoti degli anni sessanta settanta fino ad arrivare ai giorni nostri, non capisco, parla della Pinetina e dell’Inter come se ci fosse dentro da cento anni e lo fa come se fosse qualcosa di personale. Roberto alla fine me lo presenta è Edoardo Caldara il Boss!

Nella mia mente si chiude il cerchio il Direttore della Comunicazione non si comporta da dipendente dell’Inter, Caldara è l’Inter! e ne avrò testimonianze per tutto il resto della giornata. Caldara non parla come un dipendente, lui parla, si muove, agisce, semplicemente come se fosse un pezzo “fisico” dell’Inter un braccio, una mano, nel suo caso forse sarebbe meglio dire il cervello, perchè in fondo è la cosa che fornisce gli input a chi si espone davanti alle telecamere. E’ colui che indica la strada da seguire nel comunicare, ma soprattutto colui che tutela l’Inter dagli attacchi esterni e non lo fa come un dipendente, lo fa come un prolungamento fisico della Società stessa, se questa fosse una cosa fisica.

Da subito ha rapito le nostre attenzioni e dire che a cinquanta metri c’erano i ragazzi che si stavano allenando… incredibile!

Poi siamo passati in conferenza stampa ed è venuto a trovarci il Direttore Ausilio altra piacevole sorpresa, il Capitano, Gesù, cioè no vi rendete conto, non è che si sono affacciati hanno salutato e sono andati via, si sono fermati a parlare, a fare foto, a cazzeggiare! come il Direttore Ausilio con i ragazzi di Dopolavoro Inter che lo massacrano spesso e volentieri e nonostante questo gli ha fatto i complimenti…

Infine è arrivato Strama con affianco lo scudiero Cordoba… ora sul Mister che ci ha fatto tagliare in due dalle risate e ci ha regalato dettagli tecnici incredibili avete già saputo tutto, io mi voglio soffermare un secondo su Ivan Ramiro, anzi sugli occhi di Ivan Ramiro, io non credo che esistano occhi più belli di Ivan e non sto certo parlando di colore o forma, che li tiene quasi socchiusi, ma di espressione. La fierezza di quegli occhi è qualcosa che va addirittura aldilà della bellezza è qualcosa di primordiale, di animale addirittura. L’Inter ha una storia che la eleva al di sopra di tutte le società di calcio italiane e forse del mondo, non solo per i suoi trofei, non solo per la sua storia, ma anche e soprattutto per gli uomini che l’hanno abbracciata. Parlo di uomini, non di calciatori e Ivan Ramiro Cordoba è esattamente un uomo della storia dell’Inter, Ivan Ramiro Cordoba è l’Inter!

Stramaccioni invece non so ancora se lo sarà, è giovanissimo e da quello che ci ha fatto vedere ha tutte le carte in regola per diventarlo, ma una cosa è essere un calciatore dell’Inter, una cosa è fare l’allenatore. Come scrivevo giorni fa, rapportandolo alla leggerezza dell’argomento di cui parlo, fare l’allenatore è davvero il mestiere più difficile del mondo e se possibile nell’Inter lo è un po’ di più.

Io lo spero con tutte le mie forze ma in questo ambiente di merda: media, Lega, Federazione e via dicendo… non mi scandalizzerei se alla fine si rompesse i coglioni e andasse a vivere all’estero in ambienti più seri e sportivi del calcio italiano, oltre che più in generale lontano della squallida società italiota…

Intanto lo ringrazio per averci onorato, accettando la nostra Laurea di BellodeRoma, poi restiamo fiduciosi che sarà lui un giorno a riportarci sul tetto del mondo. Certo è che se il buongiorno si vede dal mattino siamo già un bel pezzo avanti.

La giornata è proseguita con le nostre interviste e con un ulteriore approfondimento con Caldara il mitico Gigi Crippa e Monzani su come poter migliorare ancora le dinamiche e gli scambi professionali tra il gruppo di informatori/aggregatori/opinionmaker e l’Inter, con spunti davvero interessanti e soprattutto positivi per tutti noi.

Alle 18.00 dopo aver scambiato due chiacchiere anche con the voice Scarpini altro pezzo di Inter, in questo caso direi la panza… il sogno volgeva al termine, una giornata indimenticabile che ha dato a tutti tante piccolissime gioie e una solida certezza, l’Inter è una Società unica e chi la compone oggi ha un solo ed unico obiettivo mantenerla così come il destino l’ha creata, la Migliore!

Chiudo salutando tutti i “colleghi” l’ho riscritto cazzo! degli altri siti che non sto qui ad elencare perchè sono rinco e non ricorderei tutti i nomi, ma che per simpatia ed immediata amicizia sono stati tutti carini nel farmi i complimenti per il nostro Club il nostro Blog e naturalmente per le paggelle de Romolete ormai un vero must della rete nerazzurra!

Saluto naturalmente Roberto Monzani che ha avuto il coraggio di credere nelle sue idee e di portarle avanti vincendo una sfida personale da vero gladiatore, ma avevo già capito che persona fosse ed ero strafelice di conoscerlo. Saluto Gigi Crippa che se non avete un cazzo da fare risponde al cellulare anche di notte e infine Edoardo Caldara persona fantastica da cui ho avuto la conferma che le cose stanno finalmente cambiando nella comunicazione dell’Inter. Grazie!

Troppi schiaffi, troppe ingiustizie abbiamo subito in questi anni, ma ora che abbiamo questa squadra di persone davvero forte possiamo cambiare la storia!

E questo è il mio umilissimo messaggio cari Roberto Gigi ed Edoardo voi siete l’Inter, noi ci sentiamo l’Inter e siamo per voi i primi alleati. Noi più o meno consapevolmente conosciamo le battaglie che giornalmente affrontate per difendere la nostra Società e dovete sapere che nulla e nessuno al mondo può metterci contro la nostra Società, contro il nostro Amore.
Le vostre battaglie, sono le nostre battaglie, quello che non potete fare voi, forse lo possiamo fare noi e non dubitate un secondo che non saremmo disposti a farlo per il bene dell’Inter. Roberto Gigi ed Edoardo noi come voi ci sentiamo l’Inter, grazie per quello che fate e per quello che ci date e ricordate sempre una cosa, saremo anche bloggers tifosotti aggregatori ma sapete bene cosa possiamo mettere in piedi, tutti uniti.
E’ una battaglia?
Bene noi non ci tiriamo indietro, anzi chi vuole farci del male trova pane per i suoi denti e le regole di questa guerra sono molto semplici:
– l’Inter non si tocca!
– Voi siete l’Inter e sapete di sicuro difenderla, ma dateci un solo comando e noi scateniamo l’inferno!

AVANTI INTER!