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“Squalifica per due giornate effettive di gara ed ammenda di 10mila euro a Ranocchia Andrea (Internazionale): per avere, al termine della gara, contestato l’operato arbitrale rivolgendo al Quarto Ufficiale un’espressione provocatoria; per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Quarta sanzione)”.

Ci risiamo un’altra volta, un battito d’ali di farfalla e scatta la squalifica, questa volta è Ranocchia, ieri è stato Guarin, domani sarà il prossimo giocatore che non ce la farà a sopportare un’ingiustizia.
Ormai non ci stupisce più nulla e come già scritto in passato è evidente che per l’Inter la giustizia è più giustizia (o meno?) rispetto alle altre. Il motivo per me è abbastanza chiaro, gli arbitri e la loro categoria non vogliono essere messi in discussione e noi lo abbiamo fatto più volte quest’anno.

Lo abbiamo fatto più volte non perchè siamo pazzi o rosiconi o peggio ancora incapaci di accettare il risultato, lo abbiamo fatto perchè abbiamo visto e subito evidenti torti in campo. All’inizio è stato un sussurro, poi sempre più forte abbiamo chiesto arbitraggi degni di questo nome, fino ad arrivare alla partita con la gobba in cui, solo la bravura dei nostri ragazzi ci ha permesso di portare a casa il risultato. Ma la vittoria non ci ha limitato nell’urlare lo scandaloso arbitraggio di un losco figuro che già in passato si è dimostrato braccio armato di un potere di sicuro non amico dell’Inter.
Da quella partita ne abbiamo viste di tutti colori incluse minacce per niente velate di fare silenzio ed accettare quello che ci riservano i signori con il fischietto, altrimenti son dolori e con ogni mezzo possibile.

Ora il punto è molto semplice o si accetta questo status o si fa la guerra, non ci sono alternative.
Mi rendo conto che chiedere semplicemente giustizia ed equità sia la più semplice delle richieste, ma noi viviamo in Italia e queste due parole non sono scritte nel codice mafioso che caratterizza tutte le lobby di potere italiote, incluse, anzi, soprattutto quelle, che gestiscono il calcio.
Non credo ad altre ipotesi legate a vecchie storie ormai passate, il potere mafioso della gobba secondo me agisce più nell’ambito “sportivo” con procuratori allenatori e calciatori legati al vecchio sistema, sì probabilmente qualche cane sciolto vestito di giallo ancora, quando può, un aiutino glielo passa ma niente di strutturato com’era prima. Tutta roba che c’era prima di calciopoli e che l’altra metà della cupola vestita di rossonero non ha mai smesso di fare da quando è arrivato il nano truccato. Tutta roba che si può anche sopportare con una squadra forte e vincente, tutta roba che purtroppo nelle nostre attuali condizioni risulta decisiva ai fini del risultato. Mi spiego meglio il Cagliari con la squadra di Mancini o Mourinho lo tritavi nonostante l’arbitro, oggi invece lo vedi venire a sansiro e pareggiare.

Ma la domanda è sempre la stessa accettare il potere mafioso o fare la guerra?
La mia opinione è una non opinione, ossia non decido ma mi adeguo a quella che è la soluzione migliore per noi, perchè di fare la guerra mi piacerebbe tantissimo, ma sappiamo benissimo che è persa in partenza, accettare il potere mafioso non mi va di sicuro ma almeno possiamo giocarcela.
Certo l’ideale sarebbe fare la guerra e potercela giocare, come abbiamo fatto nel 2010, ma non siamo più quell’Inter e rischiamo di farci malissimo.

Sinceramente credo che tapparsi gli occhi le orecchie e la bocca, oltre che il naso, sia la soluzione migliore e non perchè siamo dei codardi ma solo perchè inevitabilmente in questo sistema ci stiamo e ci dobbiamo restare. Aspettare un cambiamento positivo, qualsiasi cosa possiamo mettere in piedi è pura utopia, non foss’altro che bisognerebbe cambiare il 95% del mondo del calcio che poi sta li perchè è stato messo dal marcio della politica e delle altre lobbies di sailcazzo di potere mafioso.

Morale.
Se nuoti in una piscina di merda lascia stare lo stile libero che sbatti troppo, meglio usare la rana…