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Che dire Presidè, mi sarebbe piaciuto fare questo post sui suoi 18 anni di Inter dopo una bella vittoria o almeno dopo un non massacro come quello visto ieri sera. Ma lei lo sa meglio di me questa squadra non è nata per regalare soddisfazioni, le nostre vittorie non sono mai scontate, il dramma è sempre dietro l’angolo e quando finalmente si arriva a gioire sotto sotto c’è sempre un piccolo retrogusto amaro.

Lei stesso prima di arrivare a vincere davvero si è beccato quasi un decennio di delusioni, al punto di dimettersi dalla carica di Presidente per lasciare la guida al compianto Giacinto Facchetti. In dieci anni solo una Coppa Uefa e tante tante mazzate, fino a quando finalmente abbiamo visto e letto tutti, nero su bianco, quello che da tempo sospettavamo. E da quel momento in poi il campionato, ma anche il mercato e tutta una serie di cose che impedivano a chiunque non fosse juve o milan di vincere, non è più stato una chimera. Scevri dalla schiavitù degli agnelli, dei berlusconi e dei loro rispettivi sgherri, si è potuto tornare a programmare stagioni importanti, ricominciando a vincere prima la Coppa Italia poi tutta una serie lunghissima di scudetti e coppette varie, per arrivare sul tetto del mondo addirittura superando le imprese dell’Inter che furono di tuo padre Angelo. Ma più di tutto portando l’inter nella leggenda, dove altre squadre, che per evidente senso di inferiorità si ricoprono di patacche, mai sono arrivate e mai arriveranno.

Oggi sinceramente la situazione è di nuovo negativa o almeno non più positiva come pochissimi anni fa e sono molti i fattori che la stanno evidenziando. Di sicuro il più evidente di tutti è la mancanza di fondi perduti… i suoi! nel senso che di perdere denaro per l’inter non è più nelle sue corde, nonostante lo stia continuando a fare ed anche pesantemente.

Sembra un paradosso ma nel cercare di risparmiare alla fine spende male e paga lo stesso. Mi rendo conto che è facilissimo parlare da questa scrivania è facilissimo fare calciomercato con i suoi soldi, ed è infine facilissimo fare il Presidente senza entrare nel sistema malato del calcio italiano, ma qualcosa che non va c’è ed anche lei lo sa benissimo.

Per educazione rispetto e cultura non mi vogli dilungare nel parlare di problemi di cui conosco davvero poco la realtà, fra l’altro mi piacerebbe vedere educazione rispetto e cultura anche negli altri tifosi dell’Inter, ma già so che è una battaglia persa. Ecco se proprio devo farle una critica forse questa verte sulla mancanza di trasparenza su certe situazioni e nel dialogo con i tifosi. Lei è abituato a farlo sotto il suo ufficio o direttamente con chi incontra per strada, io credo che una comunicazione più strutturata dal punto di vista della trasparenza dei fatti, un filo diretto con i siti di informazione nerazzurra ed anche con gli Inter club, potrebbe gioviare moltissimo all’ambiente. In questo il sito ufficiale e le newsletter le assicuro non servono ad una mazza.

Solo di una cosa sono sicuro e la voglio sottolineare, questa cosa è che lei è un tifoso dell’Inter come lo sono io e come lo è chiunque altro che ami nel più profondo di se stesso la nostra squadra. Come chiunque altro può sbagliare nel programmare una stagione, nello scegliere un allenatore o un giocatore, può sbagliare a non scegliere uno sponsor o ad assecondare certe debolezze verso i suoi beniamini, ma di scuro non sbaglierà mai nel considerare l’Inter la squadra per cui è stata fondata, dove la fratellanza la solidarietà e i valori di onestà e sportività esistono e persistono a prescindere dai risultati sul campo.

Vede Presidè a me di vincere non me ne frega davvero un cazzo se ad esempio dopo una vittoria per 3 a 0 la squadra avversaria fa ricorso all’Uefa perchè la mia squadra è considerata disonesta a prescindere, non me ne frega un cazzo di vincere se per farlo mi sposto le partite a piacimento, non me ne frega un cazzo di vincere se per farlo ogni fottuta domenica devo vedere la mia squadra essere aiutata da quelli che dovrebbero essere sopra le parti.

Certo sia chiaro non me ne frega un cazzo di vincere in quel modo, ma non mi fa felice prendere quattro pere dalla Fiorentina in una partita indegna di essere chiamata tale. Ecco Presidè diamo una regolata a tutti che la piega che stiamo prendendo non è per niente bella e non è bella perchè è soprattutto mentale, più che tecnica. Da Ausilio a Strama fino all’ultimo dei magazzinieri facciamo un bel Brief a tutti, che quella maglia porta dei colori che non possono essere trattati così da nessuno. NESSUNO!

Presidè so benissimo che a lei prima che a noi, girano le palle a cannone ma domenica abbiamo modo di rifarci o perlomeno di toglierci un paio di sassolini di quelli che rompono davvero, per cui se oggi le dedico questo post ringraziandola a nome mio e dell’Inter Club Bellideroma, di quello che ha fatto in questi 18 anni, da subito lei per primo, lavori per questo obiettivo a breve, con tanta, ma tanta rabbia, voglia e orgoglio in più.

Grazie Presidè

massimo-moratti-fa-le-manette

Ah dimenticavo… occhio Presidè non so se n’è accorto, ma le manette so’ tornate…