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nebbia

Non è facile descrivere questo momento per la nostra squadra e devo dire che anche tra i tifosi c’è grande alternanza di pareri. Questa cosa mi ricorda quando facevo il militare a Cremona e la sera per andarci a mangiare qualcosa di buono ce ne andavamo al Fuori Lodi una paninoteca che faceva delle baguette con brie e speak da farti rinascere all’istante. Partivamo la sera dopo le 18.00 e attraversavamo un pezzetto di pianura padana che alternava momenti di visibilità perfetta a veri e proprio muri di nebbia. Era strana la sensazione di viaggiare nella nebbia, a malapena vedevi la punta della macchina, figuratevi la strada eppure si andava avanti lo stesso, con l’incognita di trovarci davanti la qualsiasi e sbatterci addosso. Però era eccitante farlo e chi guidava a volte conoscendo la strada a memoria, accelereva invece di rallentare, come se quel viaggiare nel vuoto fosse un’esperienza da vivere solo se si rischiava un po’. Certo con il senno del poi la cosa era da veri pirla, le strade sono piene di lapidi di persone che volevano fare questo tipo di esperienza, ma è vero che se non l’hai provata non puoi sapere che in certe situazioni l’adrenalina ti fa fare anche queste cose.

Ecco l’Inter di oggi mi ricorda quel gruppetto di amici che correva nella nebbia e alla guida della macchina c’è un mister che se da un lato mostra di conoscere bene la strada, dall’altro si prende dei rischi che forse non sono così necessari. Per sua fortuna andare a sbattere contro la Fiorentina non è come sbattere contro un albero e di sicuro non muore nessuno, anche se lo schianto, per noi tifosi, è stato identico. Anche pareggiare il derby è stato eccitante come sfiorare l’ultimo muro prima di arrivare all’agognata meta, peccato però che la tanta paura di sfracellarti da qualche parte, alla fine ti aveva fatto passare la fame… Maledetta nebbia!

E vogliamo parlare di come si sta muovendo la società? anche qui la metafora è facile. Strada limpidissima sulla politica di far giocare le giovani promesse in altre squadre, anche rischiando di doverle riscattare onerosamente. Strada nebbiosissima su certe dichiarazioni come nel caso della prelazione di Balotelli o sulle cessioni forzate di Julio Lucio Sneijder… e che dire della nebbia su certi acquisti che poi il mister non riesce? non vuole? valorizzare. Jonathan, Alvarez, Pereira, Rocchi, Silvestre, hanno ampiamente dimostrato di non essere giocatori da Inter. Vuoi per il ruolo in campo troppo focalizzato su un unica alternativa, vuoi per condizione atletica non adeguata ad un campionato come il nostro, vuoi per condizione mentale questi giocatori non dovevano essere acquistati a priori. Sì certo lo dico io col senno di poi, ma mi aspetto che chi fa questo lavoro ci pensi prima al senno di poi. Posso capire che Pereira era considerato da tutti gli esperti uno dei terzini più interessanti del panorama europeo, ma sinceramente non credo che il giocatore sapesse crossare in portogallo e abbia disimparato a farlo in Italia. Questo ragazzo non è in grado di mettere due cross di fila e dopo 28 partite un terzino fluidificante che con tutte le scusanti del caso (infortuni, trasferte con la nazionale, adattamento, ecc.) non riesce a crossare bene, con tutto il rispetto ed esasperando al massimo il concetto, non serve a una mazza.

Alvarez poi è l’esempio perfetto della dicotomina dell’Inter di oggi. C’è chi lo ritiene un prospect interessantissimo, c’è chi come me ci ha già messo sopra una bella croce nera, identificandolo come il pandev lento del post triplete. Il bradipo della Pampa quando azzecca un dribling scende lo stadio e non perchè esaltato dal gesto tecnico, ma solo perchè incredulo e la cosa fantastica è che i sostenitori del ragazzo quelle rare volte che ci riesce si girano e ti guardano dicendoti: vedi che il ragazzo merita! peccato che lo dicono come se si stesse parlando di povero bambino con problematiche fisiche che finalmente riesce a passare la palla una volta. Al ritorno col Cluji si è parlato di Alvarez come se avesse fatto una partita stellare, in realtà in quella partita ha fatto due dribling uno passando la palla a Palacio che si era, lui, lanciato in rete, l’altro perdendo la palla in modo ridicolo ma che fortunatamente è andata al compagno vicino che l’ha piazzata dentro. In tutti i casi se non vi sono bastate 46 partite (ripeto 46!) all’Inter per capire che questo ragazzo non è da Inter, amici miei qui c’è un problema…

Degli altri giocatori è inutile approfondire al limite si può infierire e non mi sembra il caso, mi piace però tirare una bordata a chi dice che tutto è sbagliato, che Branca è pirla, che la società non ci capisce un cazzo. La società fa delle scelte è normale che alcune come quelle su elencate possano essere sbagliate, l’elenco delle stronzate fatte da gobbi e gonzi l’ho già fatto e non mi va di tornarci sopra. Però è anche vero che altrettante volte ci azzecca. Alcuni acquisti stracriticati ancor prima di arrivare: Handanovic, Palacio, stesso Guarin per via degli infortuni, Cassano e via dicendo, si sono rivelati invece dei grandissimi acquisti e naturalmente non ho mai letto nessuno dei delatori dire è vero ho sbagliato a giudicare e, peggio ancora, mai nessuno sento dire: Sì Jonathan non vale una mazza però Kovacic è stato un grande acquisto siamo pari così. Invece no Branca è un pirla perchè ha preso Jonathan, Kovacic si è venduto da solo all’Inter… Ma dai!

Di Schelotto ne vogliamo parlare? i due gol di Livaja lo avevano retrocesso a sventura immane, un fallimento, sembrava che avevamo pareggiato in negativo il famoso acquisto eto’o ibra + 40 milioni… La realtà? con 3,5 milioni più la metà di un  primavera, che deve ancora dimostrare tutto e la cosa migliore per lui era farglielo dimostrare fuori dall’Inter, ci siamo presi a titolo definitivo un nazionale di 24 anni che può giocare su più ruoli (sia ala, che centrocampista) che a differenza dell’ex primavera ha già dimostrato prima di venire all’Inter di poter essere davvero utile alla nostra squadra, senza parlare del gol decisivo al derby che senza colpo ferire gli fornisce da subito crediti illimitati…

Oggi si legge di Carew come prossimo vice Milito. Interessante, un giocatore molto fisico che in serie A può essere davvero utile, ma anche qui è evidente che la società, come con l’acquisto di Rocchi, naviga a vista, non gioca da maggio 2012 e non si sa se può essere da subito opzionabile, anche qui c’è molta nebbia…

Infine le mie ultime considerazioni sulla nebbia che avvolge il nostro amato Mister. Io ci vedo davvero tantissima nebbia nelle sue decisioni, sembra evidente che non riesce a trovare una quadra o perlomeno non riesce a decidere se la sua squadra sia in grado di avere una sua identità definita. Non si capisce se l’Inter ha un suo gioco, completo in tutte le sue fasi o se deve adeguarla, modificarla, adattarla, per vari motivi ad ogni singola partita. Quando ci siamo incontrati, su questo tema, era stato chiarissimo il Mister aveva una sua precisissima idea di gioco e la perorava a prescindere da avversari e infortuni. Difesa a tre centrocampo a quattro “un dieci” e due punte. Su queste basi la società (vi ricordo eravamo a dicembre) cercava giocatori per soddisfare queste caratteristiche di gioco. Poi invece a gennaio non avendo più “un dieci” e complici risultati non esaltanti siamo tornati, ma non sempre, alla difesa a quattro e con diecimila variabili tra centrocampo e attacco… Nebbia!

Ora lungi da me di fare il tecnico dell’Inter, non ne sarei mai degno tantomeno capace, io ragiono solo per deduzione ed esperienza da tifoso televisivo. Ma non sarebbe meglio, caro Mister, identificare un metodo di gioco univoco, assegnargli undici titolari, undici riserve ed anche variabili sui triploni (nel caso di sfiga accanita) e procedere in tal senso con allenamenti, partite amichevoli, campionato e coppe, dalla prima squadra squadra fino ai pulcini, come fanno tutte le più grandi società di calcio al mondo?

Io posso capire situazioni contingenti in partita derivanti da infortuni, espulsioni, adattamenti tattici inevitabili, ma com’è possibile vedere Guarin inseguire DeSciglio? Com’è possibile invertire Zanetti e Nagatomo? com’è possibile vedere ancora una volta dopo millemila contropiedi tre, quattro, addirittura cinque, nostri giocatori restare oltre la linea della palla?  Com’è possibile che i nostri non riescono a fare bene una linea del fuorigioco? contro la Fiorentina abbiamo sbagliato in maniera gravissima i fuorigioco e non a metà campo, ma a limite dell’area! Com’è possibile che le linee dei reparti sono sempre larghissime e vedo ancora Boateng, Jovetic e qualsiasi altra mezza punta avversaria, fare il bello e il cattivo tempo perchè ha tanto spazio per giocare davanti la nostra area?

Con tutto il rispetto le dico la mia opinione Mister, questo succede perchè i nostri giocatori cambiano in continuazione posizione, modulo, tattica e tutto questo, non solo di partita in partita ma addirittura nel mentre di una stessa partita.
Non è possibile imparare alla perferzione, con la velociotà del calcio d’oggi, diagonali, fuorigioco, sovrapposizioni, tagli e via dicendo se non vengono fatte migliaia di volte sempre dagli stessi giocatori e messi sempre nella stessa posizione, non è possibile, anche se sono dei fuoriclasse come la maggior parte dei nostri ragazzi.

Perdonami Mister se sono così diretto, lo sai bene quanto ti stimo e credo in te, anche la società ha giustissimamente creduto in te e ti deve sostenere soprattutto per farti fare esperienza, ma la nebbia nei tuoi occhi la vedo evidente e mi piacerebbe concludere questa stagione, a cui onestamente dopo gli infortuni di Milito e Samuel, non posso chiedere niente che non sia semplicemente un finale dignitoso, però con una bozza di idea definita di quello che sarà il gioco del prossimo anno.

E’ importante per te, è importante per la società al fine di trovare i giocatori che servono a te, è importante anche per i giocatori nel responsabilizzarli in quello che è il loro ruolo e per il quale devono dare il massimo. Ricordati che è un pessimo segnale quello di adattare la propria squadra agli avversari e offre anche ai giocatori la scusante di dire ma io non giocavo nel mio ruolo.

Daje Mister possiamo toglierci ancora tante soddisfazioni, soffiamo insieme su ‘sta nebbia!

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