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“Unica perché legarsi all’Inter vuol dire essere pronti a vivere una vita emozionante, costantemente emozionante. È come uno che fa un viaggio d’avventura, non è un viaggio comodo, è un viaggio che può essere scomodo ma che ti dà tante di quelle emozioni che ti rimane in mente. Questa è l’Inter. Il viaggio con l’Inter è di questo tipo. Domani il compleanno: sono tanti gli anni dell’Inter, tanti positivamente, in termini di tradizione e positivamente anche in termini di crescita di quello che possa essere l’amore che c’è intorno a questa squadra. L’amore ma anche la critica, che è dovuta al fatto che sono tifosi sinceri i nostri, diretti. Il tifoso nerazzurro si sente proprietario dell’Inter e questo non mi crea nessuna gelosia perché l’ho fatto anch’io quando ero tifoso, ha perfettamente ragione a considerarla così perché i sentimenti valgono molto di più di quelli che possono essere i soldi che uno mette in una Società, e quindi questo tipo di sentimento, di vicinanza all’Inter, fa sì che ci si senta sempre trascinati da questo fascino particolare. Il fascino particolare lo possiamo festeggiare un giorno all’anno al di fuori di quella che è la situazione calcistica ed è questo il giorno che chiamiamo il compleanno dell’Inter, il giorno in cui tanti signori con il cappello in testa, il cravattino, il monocolo, piuttosto che l’ombrello come si usava un tempo, si sono messi insieme e hanno pensato che bisognava creare una squadra che fosse nuova da tutti i punti di vista, che fosse internazionale come mentalità, come nome. Così è rimasto. È rimasto anche da un punto di vista dei giocatori che vengono da tutte le parti del mondo, che sono legatissimi alla nostra Società. Questo compleanno lo dobbiamo festeggiare con il piacere e l’orgoglio di essere interisti e con il piacere anche di stare insieme ad altra gente che ha i nostri stessi sentimenti. Personalmente faccio gli auguri a tutti i tifosi, che sono la realtà dell’Inter, la forza dell’Inter, l’unità dell’Inter. Come in tutti i compleanni ci si promette di fare un anno buono o di continuare con la stessa passione, quella è indubbia, come indubbi sono lo sforzo, il senso del dovere e il piacere di poter servire questa Società”.

Massimo Moratti

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