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Celentano_Inter

Immaginatevi la scena…

…palestra di ultima generazione, attrezzi fantascientifici e fauna variegata di personaggi tipici del fitness.
Niente di particolare i soliti personaggi che affollano le palestre italiote, c’è l’ipermuscoloso che ad ogni sollevamento, rantola urli bestiali come se da un momento all’altro dovesse spaccarsi in due.
C’è il fisicato depilato con sopracciglia rifatte e pizzetto scolpito, che invece di esercitarsi gira come un cane da tartufo a caccia di ragazze.
I più divertenti io li chiamo i vorrei ma non posso. Sono dei personaggi improbabili con fisici altrettanto improbabili. Ci sono i comò, tipi molto bassi che sono così pompati da essere più larghi che alti. Ci sono i piccioni, tizi dalle gambe magrissime e con dei pettorali giganteschi. Sempre della stessa risma ci sono gli olivi, gente che ha dei polpacci grandi come fustini dixan (esistono ancora i fustini dixan?) e le braccine di heidi… insomma tutta roba raccapricciante…

Poi ci sarebbero le signorine… non mi dilungherò sul tema perchè qualsiasi essere di specie femminile merita sempre il massimo rispetto…
…a parte quelle che si presentano in palestra come se stessero per iniziare a girare “Rocco invade la sala pesi!”
Ecco quelle gentili donzelle che interpretano il fitness come l’arte di infilarsi tessuti elastici negli anfratti più reconditi del loro corpo, riducendo la fantasia di noi maschietti ad un puro esercizio di stile, non sono proprio il massimo. E per fortuna è passata la moda del pizzo sulle tenute di allenamento, che da un po’ di tempo noi maschietti si doveva girare con il sospensorio per tenere a bada il mostro…
Signorine se proprio non lo avete ancora capito a noi maschietti il culo piace scoprirlo un po’ alla volta, se ce lo sbattete in faccia ci rovinate la sorpresa!

Infine ci sono i ciccioni all’ultima spiaggia, la mia categoria!

Noi ciccioni o per meglio dire, diversamente fisicati, non rompiamo il cazzo a nessuno. Stiamo li tranquilli sul nostro tapìrulà, velocità “passeggiata ponte nave da crociera”, al massimo ci avventuriamo ad una salita 1 se si incontra un po’ di mare mosso. In alterantiva, l’unica alternativa, c’è la siclette! In questo caso, infilando un peso sui sostegni posteriori, noi diversamente fisicati si utilizza un molto comodo “livello -1” Una sorta di discesa virtuale molto paracula. Se si vuole esagerare si torna in piano con il livello “pista ciclabile di amsterdam” che comunque non vede salita alcuna. No perchè fare una passeggiata in biciletta dev’essere una cosa piacevole se devo fare il mortirolo, limortaccivostra, mi date l’epo! e siccome non voglio drogarmi, almeno con quella roba, mi tengo sul piano che è meglio!

Ci tenevo inoltre a precisare che poi, noi diversamente fisicati, non ci saremmo mai voluti entrare in quella merda di palestra, siamo obbligati! Dipendesse da noi staremmo in tutt’altro luogo. Ma vuoi la badante che ti guarda come se stesse vedendo Mino Raiola nudo, vuoi il cardiologo che guarda il tuo ECG come se stesse leggendo delle tavole geroglificosumere, vuoi la commessa di Hollister (che dio la furmini) che quando gli chiedi un costume comincia a ridere schifata, alla fine in un impeto di orgoglio dici “Basta cazzo ora vi faccio vedere io che sotto a questi dolcissimi rotolini burrosi, c’è un fisico da Oro di Riace!” (che il bronzo noi non lo utilizziamo neanche per la faccia!)

…e così tuo malgrado ti iscrivi alla supergym manoftheuniverse phisicaltechnoultraslim allroundallnightlong virginmaancheunpo’puttan center! che anche già a leggere il nome noi diversamente fisicati ci stanchiamo di brutto…

L’altro giorno oldman evitando di leggere la faticosissima insegna e superando con difficoltà l’estrema diffidenza del proprietario ultrafisicato nel leggere l’autorizzazione del medico che scrive “oldman gode di sana e rubusta costituzione” (fottiti merda sì sono ciccione e godurioso di sana e molto robusta costituzione!) entra così nella casa della sofferenza, nel girone dei froci palestranti, nel sottogirone degli eunuchi del fitgar, nell’antro delle ascelle virulente e dei culi parlanti! Insomma l’inferno!!!

Ma oldman non è entrato disarmato oldman ha un’arma a sua disposizione, un’arma potentissima, l’unica che lo può aiutare, la musica!

Dopo una mezz’oretta passata solo a disincagliare quella merda di filo delle cuffie che era inutilizzato dai tempi del walkman, ero già stanco (Colui che inventerà un filo delle cuffie che non si annoda, tipo rete da pescatore di mazara del vallo inseguito da una motovedetta tunisa, gli devono dare un nobel che accumuli insieme tutti i 54 nobel di un’annata!). Piccola pausa per recuperare le energie spese a scrostare il filo delle cuffie, salgo sulla siclette, rigorosamente quella con poltroncina anzichè sellino da frocio… (ora fanno anche le siclette con i sellini che sembrano dei vibratori giamaicani… e la cosa assurda è che su quelle siclette ci vanno solo i maschi!!! …vabbè maschi…) schiaccio plei sull’aipod in modalità random e in attesa del primo brano, parto con una poderosa pedalata!

Maicol Bublè?.!.?.!

Chiccazzo ha messo quella merda di Bublè sul mio aipod porcaputtana! come faccio a prendere il ritmo con Bublè? al massimo posso scendere il cane con Bublè, posso fare le torte con Bublè, non riuscirei manco a trombare Eva Mendes, con un Bublè, che me lo ammoscia!

Incazzato scendo dalla siclette e mi metto sul tapìrulà, se questo è l’inizio temo che i miei rotolini burrosi resteranno tali, schiaccio il tasto inizio rapido della macchina e mi posiziono su un comodo livello 4.5, il tutor mi guarda schifato ma io nicchio e gli dico “per scalare l’everest si cominicia dal piano” lui mi guarda e mi fa “A ciccio così nun scali manco l’aventino artro che l’evere…” io lo guardo con aria di sfida e schiaccio foruard sull’aipod la seconda canzone di sicuro mi darà forza!

Adriano Celentano: “Storia d’Amore” 

Ma porcadiquellatroia, checcazzo ho preso l’aipad di cristiano malgioglio!!! vabbè non mi arrendo mi sento Celentano che almeno è dell’Inter vai a vedere che mi regala comunque belle sensazioni… a velocità 4.5 riesco anche a cogliere le parole…

“Tu non sai
cosa ho fatto quel giorno
quando io la incontrai
in spiaggia ho fatto il pagliaccio
per mettermi in mostra agli occhi di lei
che scherzava con tutti i ragazzi
all’infuori di me…
Perché, perché, perché, perché,
io le piacevo.
Lei mi amava, mi odiava,
mi amava, mi odiava,
era contro di me,
io non ero ancora il suo ragazzo
e già soffriva per me
e per farmi ingelosire
quella notte lungo il mare
è venuta con te.”

Che fenomeno Adriano Celentano, senza ombra di dubbio uno dei più grandi di sempre. Geniale nella sua follia, folle nella sua genialità. Non si discute Celentano si ama e basta, anche quando fa il santone con i suoi eccessi politicallycorrect dove sente il bisogno di dirci che sprecare l’acqua è peccato. Adrià non le devi dire a noi queste cose… Adriano è un’anima nerazzurra, Adriano è da sempre tifoso dell’Inter! Geniale e folle in perfetto stile Inter, mi piace ascoltarlo prendo un pochino di ritmo e sento le gambe che godono della sua voce. Passo a livello 5.0! La canzone dopo manco a farlo apposta, è il mio trampolino di lancio!

Presincolinensinalciusol!!!

Livello 6.0! mi allineo al ritmo di Presincolinensinalciusol e vado che è un piacere, quasi quasi mi lancio in una corsetta, sono indeciso, il battito che controllo dal displei, sta a livello “inf. mioc.” non capisco checcazzo significhi ma vado avanti lo stesso, la musica è troppo bella e mi da una carica pazzesca! Mi fa ridere pensare ai rapper di oggi che cantano con uno stile che il nostro Adriano scherzava quarant’anni fa… Quando finisce Presincolinensinalciusol sono pronto per il salto di qualità, l’unica incognita è la canzone seguente, potrebbe uscire di tutto, da smacmaibiciap dei prodigi a nella vecchia fattoria del quartetto cedra… un secondo di silenzio e poi…

…Amala, Pazza Inter.

…Amala!!! e da dove esce fuori Amala? beh non è Celentano ma un po’ della sua anima c’è anche qui dentro, non rallento, anzi passo a livello 7.5 da “passeggiata ponte nave da crociera” a “corsetta sulla spiaggia” è un attimo! Amala all’inzio parte piano, poi il ritmo cresce saranno le parole saranno le voci, saranno che la adoro, salgo a livello 8.5 “corsa dietro al bus che parte” Allungo che è una meraviglia, sento le gambe leggere mi lascio andare… …solo il displei del battito lampeggia stranamente a ritmo indiavolato con una strana scritta “Hazard” penso “checcazzo centra il telefilm con la palestra”, ma me ne fotto altamente e proseguo alla grande! livello 9! sarà la mancanza di ossigeno nel cervello, ma nella mia mente non sono più in palestra sono sul prato di SanSiro, comincio a pensare che con il livello di velocità 9 ho bellamente doppiato Alvarez e mi lancio in avanti. La musica pompa nelle mie orecchie e non mi rendo conto che sto cantando a voce alta “Amalaaa, paaaazza Inter amalaaaaaa è una storia infinita che dura una vita, pazza Inter amala…”

Rido! Corro felice e rido, non un sorriso ebete un vero e proprio riso di gioia, cantando la canzone del mio immenso amore, ma soprattutto corro! Corro, carico come se fossi tornato indietro nel tempo ho una energia pazzesca! …poi mentre la canzone inizia a scemare all’improvviso mi sveglio dal mio universo dorato e vedo la palestra… Più che altro vedo le facce allucinate delle persone che mi circondano, gli ultrapompati, evidentemente daa maggica, mi guardano minacciosi, le ragazze ghignano della mia figura, i fighetti che fino a quel momento non mi avevano notato sono inorriditi dalla mia divisa composta da pantaloncini e maglietta del completo a rombi di Ivan lendl anni 80! …solo in fondo alla sala su una siclette c’è un’altro ciccione che mi sorride guardo i suoi pantaloncini e vedo il nostro logo… Io nel frattempo divento rosso come la nostra terza maglia e come il tasto “Stop Immediato” che schiaccio immediatamente, per concludere il più presto possibile questo primo giorno di palestra…

Mi fiondo sotto la doccia e sento le gambe friggere dalla fatica, sono stanco morto, più morto che stanco, ma sono felice. L’adrenalina della corsa mi ha caricato come un fucile ad aria compressa e tutto grazie a una canzone… la nostra canzone! quando sono uscito dalla doccia il ciccione dai pantaloncini dell’Inter si stava spogliando, mi guarda e mi fa “Abbello stavi annà che sembravi Maico! occhio che con Amala rischi l’infarto!” io lo guardo e gli sorrido, non ho la forza per rispondere…

…quel sorriso mi è rimasto per tutta la sera e la notte e mi ci sono svegliato anche la mattina dopo…

Io non so quali siano i veri motivi per cui Amala non si mette più prima delle nostre partite in casa, li immagino però e qualsiasi cosa mi viene in mente mi fa schifo! la Penultima volta che sono stato a SanSiro l’ho cantata a squarciagola, e l’ho fatto con la mia Badante che è romanista, quando sono partite le note non ce l’ha fatta a non cantarla anche lei, insieme agli ottantamila che erano allo stadio quella volta. Sento ancora l’adrenalina che scorreva in tutti noi alla fine della canzone e sono strasicuro che la stessa adrenalina è stata trasmessa quella sera nei nostri giocatori appena scesi in campo. D’altronde la musica è adrenalina! Deve solo essere immessa nelle nostre orecchie per passare al cervello e trasformarsi in qualcosa di fisico che ti fa essere più forte e più vivo degli altri.

I gusti possono essere diversi c’è chi preferisce C’è solo l’inter, chi preferisce Liga ma Amala è il nostro inno! E’ la nostra adrenalina allo stato mentale e non è giusto che non si canti più prima delle partite.

Adriano Celentano, tu sei sempre stato un paladino della giustizia e questa cosa non la dico a tua figlia o ai suoi collaboratori, non men frega un cazzo della SIAE o di qualsiasi altro problema possa esserci, non la dico a Moratti che di sicuro non ha creato il problema, io la dico a te perchè da interista, da uomo vero e da padre di famiglia sai di sicuro come risolvere questo problema.

Adriano non è giusto!  Io sarò un fottuto romantico ma la colpa è anche tua Adriano se lo sono diventato.

Amala è la nostra canzone, chiunque l’abbia scritta, chiunque l’abbia registrata, chiunque ne sia il proprietario, Amala è la canzone degli interisti. Io la canto con mia figlia, la sento nel mio ipod, la ascolto nei video, magari un giorno verrà sostituita da una più bella e più emozionante, ma Amala sarà sempre il nostro inno e non sentirlo a San Siro prima della partita, non è giusto.

Adriano, pensaci tu e Amala!

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