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“Non si dovrebbe mai celebrare l’anniversario della morte, ma al suo posto accendere fuochi propizi nel giorno della nascita di chi se ne è andato. Non fiori ma opere di bene quotidiano. Solo quello va salvaguardato, per non restare ai piedi della croce o davanti alla tomba quando la resurrezione è già avvenuta. Poiché la fine sfuma in un inizio, solo il principio è sacro, come la prima volta in cui ho visto lo sguardo limpido di mio padre negli occhi di Lupo: da quell’attimo in poi mi è impossibile negare che da qualche parte segreta si siano incontrati <<là dove gli angeli esitano a metter piede>>.
Anche il 22 maggio pareva si parlassero; mio figlio era sul terrazzo a pochi metri dalla partita e dalla sua sdraietta guardava il cielo. Da qualche giorno aveva iniziato a lallare con una certa intensità e quella sera in particolare sembrava avesse intavolato un lungo dialogo. La sfida era ancora ferma sullo zero a zero quando il cronista di Sky, Massimo Marianella, si distolse un attimo dal campo e inaspettatamente disse:<< Stasera poi c’è una speranza… Un tifoso d’eccezione, Giacinto facchetti che sicuramente dall’alto starà tifando per…>> In quel momento Alice mi chiamò per farmi uscire ad ascoltare la voce di Lupo improvvisamente impegnato a gesticolare verso l’alto nel suo dire insistente e concitatissimo… Appena mi alzai dal divano… Gol dell’Inter! Segnò un giocatore di nome Milito. La palla rotolata nella rete avversaria si trascinò dietro tanti piccoli prodigi…”

Da “Se no che gente saremmo” di Gianfelice Facchetti

Perdonami Gianfelice se ho estrapolato dal tuo meraviglioso libro questo stralcio di pura poesia ma volevo farti capire perchè oggi troverai il tuo papà sui nostri avatar, sui nostri commenti, sui nostri blog…

Oggi noi non celebriamo una fine, oggi noi celebriamo l’inizio del Mito, l’inizio di una nuova storia che vede tuo papà Giacinto correre finalmente anche con noi mentre giochiamo a pallone, vede tuo papà Giacinto soffrire anche con noi ad ogni partita dell’Inter, vede tuo papà Giacinto arrabbiarsi insieme a noi contro chiunque osi insultare la nostra squadra del cuore e infine vede tuo papà Giacinto abbracciare TUTTI noi ogni volta che l’Inter fa gol.

Perchè Giacinto ci sarà sempre, il nostro Capitano ci sarà sempre, il Mito ci sarà sempre…

…con noi!

Giacinto "Cipe" Facchetti 18.07.1942 - 04.09.2006

Giacinto “Cipe” Facchetti
“04.09.2006 – per sempre”

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