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Sono passati solo pochi giorni dall’arrivo di Erick The Hammer Thohir e devo dire che le sensazioni che raccolgo sono davvero positive.

Diciamo che il nostro nuovo Presidente ci ha messo del suo con un paio di paraculate degne del più smaliziato degli anchorman e quel chi non salta rossonero è è stata la ciliegina sulla torta che tutti i tifosi nerazzurri non aspettavano altro che assaggiare.

Dopo una marea di impegni sia istituzionali che interni alla Società, quello che sembra è che Thohir abbia voluto marcare il territorio, insomma si sia fatto vedere bene da tutti e a tutti abbia più o meno dettagliato il proprio pensiero su quello che la Società dovrà fare in futuro.

La parola predominante che ho colto in tutte le varie dichiarazioni è bellissima e devo dire che mi piace moltissimo. Hard! E non fate i soliti depravati che pensate sempre alla camoscia. Hard nel linguaggio anglosassone è utilizzato in millemila modi e tutti riconducono a qualcosa di difficile a qualcosa di molto forte. Unendolo alla parola work, lavorare, crea un connubio insindacabile su quelli che sono gli ideali di questo 43enne che evidentemente per arrivare dove è arrivato ha dovuto dimostrare di essere in grado di lavorare davvero duramente.

Io ho qualche esperienza di fratelli maggiori dominanti e vi posso assicurare che se nascere dopo può portare dei vantaggi, porta inevitabilmente anche il dover dimostrare di essere al livello dei primogeniti, a maggior ragione se poi questi hanno raggiunto dei grandi risultati. Ma non sempre è così scontato ripetere i grandi risultati dei primi e se uno non ha dei coglioni ciclopici e non lavora il doppio del necessario è molto più facile rilassarsi sui primi allori ottenuti o cadere in disgrazia che ottenere il vero successo.

Io credo che Erick Thohir sia uno di quei figli che ha dovuto dimostrare con il lavoro duro le sue qualità e credo che ormai dentro di se abbia metabolizzato il concetto che solo chi lavora dando il massimo ottiene il massimo. Sì certo con Paparone dietro le spalle è facile ottenere dei grandi risultati, ma quelli che ho visto io e dalle notizie che ho letto sulla famiglia Thohir, questi tutto mi sembrano tranne che degli eredi agnelli o berlusconi qualsiasi. Questi le aziende non le ricevono da mamma e papà, questi le aziende se le comprano, le coltivano e le fanno funzionare davvero, altrimenti, come sempre avviene nelle culture orientali, il disonore ti accompagnerà per sempre.

Ecco mi basta quest’ultima parte del discorso, da trasferire a chi d’ora in poi lavorerà nell’Inter. Lavori nell’Inter? Bene da oggi in poi il tuo lavoro dovrà essere perfetto e funzionare davvero, altrimenti il disonore ti accompagnerà fuori dalla porta e addio! Altro che viaggi in Brasile o dipendenti pagati per fare un lavoro di merda …e qui mi fermo che è meglio.

Come scrivevo nel post precedente l’Inter al momento resterà quelle di prima ma qualcosa di sicuro cambierà, queste sono le parole di Thohir: “voglio capire cosa succede. Sarebbe sbagliato andare da questo o quel dirigente dicendo che sbaglia: prima voglio mettere a fuoco ogni cosa, ascoltare dove sono i problemi. Abbiamo davanti un piano di cento giorni, tre mesi per capire come agire, ma proprio per questo è importante che io capisca in questi giorni cosa è stato sbagliato e cosa è fatto bene. Tornerò dal 28 novembre al 2 dicembre: dopo tutti questi incontri dovrò controllare che i dirigenti abbiano recepito il messaggio e iniziato a lavorare”

Tre mesi per verificare chi è utile e chi mangia pane a tradimento e sui calciatori? leggete questo brevissimo estratto: “Per arrivare al top, devono lavorare anche sull’etica e sulla personalità, dunque serve educarli negli allenamenti, ma anche nei comportamenti.” Ve lo devo ancora sottolineare?

Lavorare Duro!

Anche sullo stadio nuovo, una pillola di saggezza: “San Siro è leggendario, ma la struttura è molto vecchia. Ci sono stato due mesi fa: mancano spazi per mangiare, ci sono pochi ascensori, devi usare le scale e mancano mille altre cose. Negli stadi moderni, vedi l’Emirates dell’Arsenal, i vip box portano circa il 30% delle entrate.”  

Sembreranno cazzate ma qui stiamo parlando di qualcuno che ha le idee chiarissime ed è molto più preparato di quello che l’aspetto da cicciobello sorridente fa sembrare.

E se tanto mi da tanto il pensiero che mi frulla in testa è che se questo uomo si comporta così all’interno della Società, lo fa moltiplicato per dieci verso l’esterno, difendendola e tutelandola come si fa all’estero, ossia prima Te do na craniata ‘nfaccia che te faccio piagne tutto l’arbero genealoggico, poi te do ‘ncarcio sua schiena che te piego come a gazzetta doo sport e infine te manno n’esercito d’avvocati chemmanco li navysils te sarveno.

Tre mesi e vediamo cosa succede, le mie vibrazioni sono positive mooooolto positive.

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI ERICK “THE HAMMER” THOHIR