…o per meglio dire “Ricomincio da capo” è un film di Harold Ramis dove un grande Bill Murray interpreta un un odioso meteorologo che deve effettuare nella cittadina di Punxsutawney, in Pennsylvania, un reportage sulla ricorrenza del Giorno della marmotta.

Per uno strano caso del destino però il protagonista rimane intrappolato in un circolo temporale e qualsiasi cosa faccia durante la giornata alla fine si addormenta e alle 6.00 in punto viene svegliato dalla radio che trasmette sempre la stessa canzone per iniziare sempre la stessa giornata. Così nonostante con le sue azioni la possa renderla indimenticabile o disastrosa, il giorno dopo dovrà iniziare da capo sapendo che il giorno dopo succederanno sempre le stesse cose.

Ecco per farla breve quando vedo certe partite dell’Inter mi sembra di essere in un film, anzi nel film, Ricomincio da capo. È scientifico, ad un certo punto del secondo tempo quando siamo sull’uno a zero e vedo che siamo già al terzo gol mangiato scatta il déjà vu. Posso fare qualsiasi cosa, posso ricorrere ad ogni tipo di scaramanzia, pregare, bestemmiare, cambiare canale, cambiare divano, cambiare posizione ma già so che prima o poi finisce male. L’unica cosa che potrei fare è cambiare squadra ma a tanto non riesco ad arrivare, nonostante la rabbia sia inumana a vedere certe giocate o certe scelte del Mister.

Quest’anno pensavo che il triste destino fosse cambiato e seppur gli uno a zero non mi facessero impazzire, me li prendevo insieme ai tre punti senza fare troppo lo schifettoso. E invece no questo maledetto film non cambia mai gli errori sono sempre quelli e anche il rodimento di culo non è da meno.

Ci sono mille motivi anche per questo pareggio e dare solo la colpa al Mancio o alla pessima partita di Maurito che questa volta devo criticare anche io che lo difendo sempre, non è corretto. Quello che mi sembra evidente è che quello che è cambiato rispetto alla prima parte del campionato sia la mentalità, anzi la concentrazione. Anche prima c’erano errori ma in un modo o nell’altro erano rarissime le occasioni in cui i nostri avversari ci facevano paura e quando succedeva Handa chiudeva la serranda. 

Dalla partita con la Lazio si è rotto qualcosa, la prima cosa ad essere cambiata è stata la concentrazione e il mio amato portierone è stato il primo a dare segnali di questo preoccupante cambiamento, cercando dopo pochi secondi della partita di fare un tunnel a Matri… roba da interrompere la partita per prenderlo a calci in culo. Da quel momento in poi è stato un susseguirsi di minchiate che per pietà non starò qui ad elencare visto che dal primo posto in solitaria siamo scesi al quarto con una media punti da schifo…

La mia teoria è molto semplice e si può spiegare ricordando ciò che ha fatto la fortuna di Mourinho, ossia quella di tenere i calciatori sempre sul filo del rasoio, sempre in tensione, sempre consapevoli che chi sbaglia paga e il campo non lo rivede più. All’inizio del campionato le facce erano quelle giuste e gli interventi sempre fatti con gli occhi della tigre, poco prima di Natale le facce erano diventate troppo sorridenti e le due cene ufficiali prima della partita della Lazio non evidenziavano solo le strafottenti espressioni di Brozo, ma un clima di leggerezza davvero non consone ad una squadra che doveva ancora dimostrare tutto, ma proprio tutto.

In realtà c’è stato anche un fatto tecnico che secondo me, in negativo, ha inciso su questo cambiamento ed è stata la vittoria di Udine, il quattro a zero ha cambiato il Mancio ed il suo atteggiamento in campo. Da squadra accorta e bruttina, ma blindata e, passatemi il termine, incazzata, si è passati ad una squadra più sbilanciata in avanti alla ricerca di un gioco migliore, richiesto a gran voce da media e disturbatori esterni, senza però avere gli uomini giusti per farlo. Dopo la sconfitta con la Lazio mi è sembrato che nello spogliatoio è come se non fosse successo nulla e complice la pausa natalizia questo calo di tensione è stato inarrestabile. Tutti ricorderete invece cosa successe dopo Atalanta Inter nel primo anno del Mou… 

Tensione! È questa la parola che secondo me segna la differenza tra la prima e la seconda Inter. Tensione che, oltre ad una serenità ormai persa, bisogna assolutamente ritrovare. Sparare sul Mancini pianista serve davvero a poco e seppur certe scelte tecniche tipo le sostituzioni a cinque minuti dalla fine siano insopportabili, la squadra è fatta di superpofessionisti che sanno bene come ci si comporta in campo e quale tensione si deve avere per tornare a vincere.

Ora compattiamoci e cerchiamo di ritrovare da subito i giusti stimoli per il derby, sosteniamo la squadra e l’allenatore, sentire fischiare Montoya al cambio mi ha fatto incazzare come una bestia, certi pezzi di merda allo stadio dovrebbero essere cacciati, non si meritano di tifare la nostra squadra, sono la feccia del nostro tifo.

Siamo vicinissimi a fare un grandissimo campionato noi tifosi che abbiamo il compito più facile non molliamo la squadra non molliamo il Mister, avanti fino alla fine alla massima tensione, per arrivare almeno a giocarci la champions.

AVANTI INTER

AVANTI MISTER

AVANTI PRESIDENTE