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Leggo questo articolo sul “Foglio” scritto da tal Claudio Cerasa e mi faccio questa semplice domanda: Ma se esiste un avversario o un elenco di avversari della nostra Società chi è il più pericoloso? chi è quello che può più seriamente limitarci nel crescere?

Le squadre si affrontano in campo e ogni anno come noi ripartono da zero e come noi comunque 38 partite devono disputare, in 11 giocatori contro 11. Insomma le regole basiche sono uguali per tutti.

Anche le Società avversarie in fondo sia in ambito economico che per capacità professionale non sono di certo più forti di noi e su questi piani possiamo di certo competere.

Sempre avuto seri dubbi su Lega Calcio e ancor più su AIA e non solo purtroppo per incapacità professionali evidenti, ma perché storicamente queste associazioni subiscono pressioni di ogni genere. Anche senza un disegno specifico o conclamato come fu quello di Moggi e Galliani all’epoca di calciopoli, queste istituzioni sono da sempre ambiti grigi in cui si insinuano i peggiori personaggi, dai raccomandati dell’ultima ora fino ai figli di… che non sono di mignotta che forse potrebbero anche essere un bene ma figli di ex arbitri o di ex dirigenti e via dicendo…

Della pericolosità dei media neanche a parlarne magari fosse l’Inter il problema, qui il problema è nazionale i danni che hanno fatto i media in questi anni sono incalcolabili. I media italiani sono il cancro del paese che se miracolosamente sopravvive comunque ha rovinata la vita…  

Ma quelli che proprio mi terrorizzano come nemici sono i giornalisti che si professano nerazzurri, i vari Mentana Lerner Severgnini Mannoni sono dei veri giornalisti e non danno alcun pensiero. Ma alcune volte dall’alto del loro essere nerazzurri e quindi per definizione imparziali, escono delle meteore che vogliono a tutti i costi farci sapere che va tutto bene, che non succede nulla, che siamo noi tifosi interisti il problema.

Ecco io leggo l’articolo di Ceresa e la risposta che mi do è che il vero pericolo per l’Inter per i suoi tifosi e per il nostro futuro oggi sono alcuni di questi personaggi.

Scusate se sono un po’ prolisso ma andiamo ad analizzare quello che scrive questo signore, per velocità non inserirò tutto l’articolo ma evidenzierò alcuni passaggi per farvi capire che danni possono fare personaggi letti e visti da milioni di tifosi di calcio!

“Lo confesso. Sono un tifoso interista. Seguo l’Inter da quando avevo sei anni…!”
Partiamo subito dall’incipit “Lo confesso”. Scusi Cerasa ma cosa dice? uno confessa** un reato o una colpa, non confessa di essere un tifoso. Di che colpa realmente si sente in dovere di esternare a tutti, di essere giornalista e tifoso? (fosse l’unico nei media) o semplicemente di essere un interista? cos’è si vergogna di essere interista?  No perché se mette in fila tutti i tifosi dell’Inter e chiedesse uno ad uno se si vergogna di essere interista, già al terzo o quarto il suo viso sarebbe ricoperto di un tale strato di saliva che non riuscirebbe più a fare la domanda. Però forse sbaglio io, o per meglio dire lei ad utilizzare la parola tifoso, lei non è tifoso lei è un osservatore, scarso, ma osservatore interista. Nel senso che lei guarda l’inter con interesse, molto più che altre squadre. Ecco molto umilmente da persona di una certa età le do un consiglio, da subito cominci più a non usare la parola tifoso, non le si addice, non le appartiene. Lei è un osservatore interista. Andiamo avanti…

“…Era il 2002, l’anno di quel 5 maggio, e le ragioni del perché l’Inter perdeva (e perde) valevano ieri e valgono anche oggi: l’Inter non vinceva (e non vince) non per colpa degli arbitri o di Luciano Moggi o di Totò Riina o della P4 ma perché gli avversari, e in particolare la Juventus, segnavano e segnano di più, giocavano e giocano meglio, sbagliavano e sbagliano di meno.”
Tralascio i paragoni con Totò Riina o della P4 di livello infimo in un ambito sportivo, ma evidentemente questo è il suo stile e rimando a dopo la discussione sulle sentenze di calciopoli. Ma invece ci tengo a ricordarle che all’epoca, ossia nel 2002 nessun NESSUN tifoso dell’Inter riconduceva quella sconfitta a complotti strutturati e generati da una cupola mafiosa tale da modificar in modo così scientifico l’andamento di un campionato. Nel 2002 il sentimento del tifoso interista era identico a quello che avevano il 100% di tutti i tifosi di calcio in italia, esclusi i gobbi, ma neanche tutti, da circa 90 anni, ossia della sudditanza psicologica che arbitri e istituzioni avevano nei confronti della juventus. Sudditanza testimoniata con fatti statistici ed episodi reali, potrei citarne centinaia se non migliaia che non ci siamo sognati solo noi interisti ma che parlando anche con tifosi di altre squadre le posso assicurare sono stati visti da tutti.

“Eppure, dal 2002 a oggi, il tifoso interista, ancora scioccato forse da quel maledetto 5 maggio, ha smesso di guardare il mondo con occhi sinceri…
Anche qui mi fa capire che lei di interista non ha davvero nulla il giorno, se mai ci fosse stato un giorno in cui il tifoso, che lei non è, interista ha smesso di guardare il mondo del calcio con occhi sinceri è il 26 aprile 1998, giorno in cui la sudditanza psicologica degli arbitri (per noi all’epoca era così) raggiunse il picco più elevato mai raggiunto. A dire il vero io già dal 1986 con l’acquisto del milan di berlusconi ho cominciato ad avere dei grossi dubbi sulla veridicità di questo campionato, ma questo è una mia ossessione e non voglio mischiare più argomenti…

“…e ha creato una realtà virtuale all’interno della quale ha accettato di diventare il prototipo del grillino perfetto, scaricando le proprie incapacità sul sistema corrotto, delegittimando gli arbitri per nascondere i propri difetti e cercando infine di cavalcare, con la complicità dei giornali della buona borghesia calcistica da tempo specializzati nell’alimentare su ogni fronte gli istinti anti casta, una penosa via giudiziaria per la risoluzione dei conflitti calcistici.”
Premesso che mettere un punto ogni tanto, visto che Lei fa il giornalista, renderebbe più leggibili le sue sciocchezze… ma anche qui cade miseramente nella provocazione. Come perdere l’opportunità di poter offendere qualcuno, anche se interista dandogli del grillino? come se poi dare del grillino a qualcuno debba essere offensivo… ma tornando al punto mi chiedo, ma cosa cazzo scrive? COSA CAZZO SCRIVE?? I giornali della buona borghesia calcistica? gli istinti anti casta? una penosa via giudiziaria? Qui sorgono davvero dei dubbi sulla sua sanità mentale! Lei è il direttore di un giornale, seppur sia Il Foglio è pur sempre un giornale a tiratura nazionale come può collezionare una serie così lunga di sciocchezze una dietro l’altra! per dire poi cosa che il tifoso interista dice che è colpa del sistema se l’Inter perde? e quindi? cos’è non si può esprimere una opinione? se l’opinione è una minchiata si danno le controprove, non si scrive una controminchiata! Chi? Quando? Dove? Perché? Cosa? Come?  l’accuratezza, la brevità e la chiarezza, ovvero l’ABC del giornalismo! Io scrivo minchiate non il Direttore di un quotidiano nazionale, cazzo!

Le notizie degli ultimi giorni – con ampia e documentata e ridicola polemica sui presunti errori commessi dall’arbitro Rizzoli durante la partita vinta domenica scorsa dalla Juventus sull’Inter per 1-0 – sono soltanto la coda di un problema più grande che affonda le radici in un momento preciso della nostra vita calcistica: quando, nel 2006, venne istruito un processo farsa contro la Juventus, in cui tutte le frustrazioni degli anti casta del calcio italiano vennero prima abilmente trasformate in illeciti sportivi e poi amabilmente trasferite in forma di gogna in tutti i talk-show.
Vabbé processo farsa chiuderebbe ogni ulteriore commento sul delirio che stava vivendo il Cerasa nel momento in cui ha scritto queste righe, mi preme solo ricordare che il processo farsa a deliberato 29 condanne farsa, tutte TUTTE nessuna esclusa, contro coloro che hanno architettato la più grande truffa sportiva italiana. Mi viene da piangere a leggere queste righe scritte da uno che si confessa… tifoso interista è la fine del mondo… fa più danni il negazionismo che il colera…

Ma a differenza degli altri, l’interista ha la particolarità unica di essere il punto di intersezione perfetto tra la frustrazione del popolo (la Curva Nord) e l’indignazione della borghesia (la Gazzetta dello Sport). E fino a quando il tifoso interista non avrà uno scatto d’orgoglio – e non organizzerà un bel vDay contro gli ultras frignoni pronti a sventolare allo stadio fazzoletti bianchi sognando di vincere scudetti con Guido Rossi e la moviola – continuerà ad alimentare un sistema perverso in cui sguazzano gli Ingroia e in cui verrà considerato sempre legittimo il tentativo di imporre la propria post verità per via giudiziaria. Vale nel calcio, vale nel resto. Qui siamo pronti a reagire, e voi?
Non commento l’infame paragrafo su Guido Rossi che ho evitato per pietà umana di incollare ed evito di cascare nella provocazione, l’ennesima, sul paragone con Ingroia. Mi concentro sulla frustrazione del popolo e l’indignazione della borghesia, ossia il tifoso interista figlio microcefalo della curva nord e della gazzetta dello sport. Io non credo davvero di aver mai letto in tanti anni una serie di sciocchezze simili, neanche nei blog più estremi, tra i tanti che abbiamo avuto. Neanche Beppe Severgnini che adoro come giornalista, ma che come interista è un vero disastro sia mai arrivato a tanto. Ma una domanda me la voglio porre dopo aver letto quello che il Cerasa vuole alla fine dire con Qui siamo pronti a reagire, e voi?, ma quando dice che è pronto a reagire cosa intende che stringerà l’ano quando lo staranno deflorando per l’ennesima volta?

Nell’immagine tifosi della juventus addirittura più intelligenti di alcuni interisti…

p.s. mi permetto in questo post scriptum di fare del giornalismo tanto visto il livello di quello preso in considerazione non temo di fare brutta figura… 
“Quando vedo dei fenomeni che non riesco a spiegarmi e vedo dei legami tra persone che non riesco a spiegarmi parlo della massoneria. Purtroppo sono un animale razionale e faccio fatica a capire alcune cose. Vedevo e ho visto delle scelte di persone basate su motivi che non riuscivo a capire”. 
Queste parole le ha pronunciate il banchiere Alessandro Profumo, ex presidente di Mps, intervistato alla trasmissione di Floris il 18 ottbre 2016. In pratica senza averne le prove, ma vedendo comportamenti e scelte di un certo tipo, Profumo si è posto una domanda semplice semplice su qualcosa che aveva già visto succedere in altre precedenti situazioni e che gli ricordava quanto visto in situazioni a dir poco illegali.
Vedi caro Cerasa farsi delle domande e porle all’attenzione di chi magari potrebbe darci delle risposte su fatti che non riusciamo a capire è umano anzi è doveroso. Ma forse anche Profumo deve essere figlio bizzarro punto di intersezione di qualche esponente di Lotta Continua e del Sole 24 ore…

** confessare

con·fes·sà·re/

transitivo

  1. Palesare, ammettere, riconoscere come propria colpa (anche +a ): c. un delitto alla polizia; + che e ind. o di e inf.: confessò al giudice che era stato lui (o di essere stato lui); anche . “l’omicida ha confessato”
  2. Rivelare le proprie colpe in confessione (anche +a ): c. un peccato al padre spirituale; + che e ind. o + di e inf.: confesso che ho peccato (o di avere peccato).

 

* cialtrone

cial·tró·ne/

sostantivo maschile

    • Persona volgare e spregevole, priva di serietà e di correttezza nei rapporti umani o che manca di parola negli affari.

 

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