sottotitolo: quel velato, ma neanche tanto, razzismo verso la proprietà che ormai pervade il mondo nerazzurro.
Posso dirlo? No? vabbé io lo dico lo stesso anche perché non lo ha detto ancora nessuno, lo penso davvero e prima o poi qualcuno lo dovrà pur dire.
È già da qualche settimana che sono davvero colpito dall’acredine con cui i tifosi dell’Inter rispondono ad ogni tweet della Società, anche a quelli in cui con soddisfazione si presentavano gli acquisti più importanti.
Mi sono chiesto più volte il motivo del perché tanto odio (cit.) eppure l’acquisto più importante, quello che di sicuro garantisce serietà ed impegno massimo da parte di tutti, era stato fatto. Io comprendo bene che l’allenatore non è mai stato il lato “godurioso” del calciomercato, ma dopo l’ennesima stagione di dichiarazioni dei giocatori che ammettevano lo scarso impegno e soprattutto di confusione tattica e mentale a livelli di neopromossa,  pensavo che l’arrivo di Spalletti rilasciasse al tifoso interista endorfine tali da rilassarsi almeno fino alle prime partite ufficiali.
Invece fin dalla prima amichevole non è stato altro che un susseguirsi di insulti a nastro, verso chiunque e ovunque sui social ma anche nelle nostre chat per non parlare poi nelle chiacchierate tra amici tifosi.
L’impressione è che si siano create delle aspettative talmente alte su Zhang e la sua proprietà che una volta non concretizzate, la diga che fino a quel momento aveva resistito non ce l’ha fatta più ed è crollata. È bene ricordare che la diga era già bella colma, il passaggio da Moratti a Thohir aveva già quasi riempito il bacino della pazienza nerazzurra e i risultati pessimi dell’Inter di Thohir avevano già fatto dimenticare la minima gratitudine verso quell’ometto buffo che aveva preso i libri dell’Inter pronti per essere portati in tribunale.
Ma Thohir in fondo era ancora sopportabile un paio di mercati li ha fatti in modalità “spendaccione”, anche se forse più per soddisfare i procuratori che i tifosi, inoltre prendendo l’Inter Thohir, sì ha fatto il suo business, ma verso il pubblico ha lasciato l’Inter esattamente come gliela aveva data Moratti. Inoltre l’indonesiano si era beccato l’appellativo di portasfiga per cui in qualche modo il pubblico aveva già un modo si sfogarsi senza dover massacrare la Società, ma soprattutto il popolo nerazzurro era consapevole che questa presidenza era di breve durata.
Oggi invece con Zhang l’Inter è diventata a tutti gli effetti Suning, il magnate cinese ha trasformato il business “usa e getta” di Thohir in una vera e propria acquisizione e il marketing con la comunicazione Suning ha messo non uno ma tre piedi nella scarpa Inter.
Questo lavoro certosino, costante e accurato ha tolto ogni minimo dubbio al tifoso interista dal più acculturato al più becero, ebbene sì vi informo che tra di noi ci sono tifosi beceri, non certo al livello di un gobbo ladro o di un milanista lobotomizzato, ma per certi versi molto molto simili, soprattutto se parliamo di razzismo.
E questa acquisizione, ormai consolidata, ha cancellato definitivamente ad ogni tifoso interista il pensiero di veder scendere Moratti dalla Saras ogni fottuta mattina e farci sperare che da un momento all’altro poteva uscir fuori l’acquisto di un Ronaldo, di un Baggio, di un Ibrahimovic.
Sì perché l’interista medio, ma direi meglio l’interista tutto, non ha mai dovuto pensare nella sua storia a dover fare i conti con il pareggio di bilancio, non ha mai pensato che un giocatore fosse inarrivabile, persino il Pellegrini ci tirò fuori un Rummenigge dal cilindro, non dico, Karl Heinz Rummenigge! Questi invece non mollano neanche un milione in più per un giocatore, che poi farebbe la riserva a Icardi, come Schick?
Come si può pensare ad una estate passata a vedere arrivare Borja Valero invece di Vidal o Cancelo invece di Keita, (manco fosse Cristiano Ronaldo…) senza massacrare la Società. E il paradosso è che quando abbiamo venduto Murillo o almeno il suo cadavere, visto il gioco espresso nelle ultime due stagioni, sembrava avessimo venduto Franz Beckembauer.
Però al netto di tutto questo “interismo storico” non capire che:
1 ) Una nuova proprietà che si ritrovava in dote un accordo precisissimo con l’Uefa sul FFP non può in nessun modo disattenderlo
2) l’operazione principale da fare era ricominciare con un allenatore “importante” sia dal punto di vista tecnico che mentale, visto il devastamento cerebrale della squadra
3) stare fuori dalla champions in termini di ricavi è come andare a vela con l’àncora calata a terra
4) il punto più importante di tutti, l’Inter che piaccia o no non è una società che genera ricavi tali da giustificare nessun tipo di investimento oltre quello che genera un rientro di costi sicuro, NESSUNO!
Insomma nel mondo di oggi dove nel mare di merda dell’informazione e dei social si può trovare tutta l’informazione sublime per verità e accuratezza, non è più ammissibile che non si riescano a capire i 4 semplicissimi punti di cui sopra.
e invece no!
Dopo un fantastico precampionato e dopo giù due vittorie importantissime che fanno capire quanto di buono e quanto di importante sia stato già fatto, ancora oggi questa mattina apro il profilo della Società e leggo messaggi devastanti verso la l’Inter e soprattutto verso la proprietà.

Io mi rendo conto di dire una cosa pesante, una cosa brutta, una cosa che è esattamente l’opposto dello spirito con cui è stata fondata questa Società, la nostra Società. Ma io li leggo ogni giorno questi messaggi e li leggo con il cuore non con gli occhi, lo percepisco l’odio, lo sento il razzismo tra le parole. Sento il disprezzo della diversità ogni volta che viene rinfacciato il non aver speso abbastanza, Sento il rancore con cui viene utilizzata la parola cinese associandola a Zhang, Vedo con i miei occhi come viene guardato anche il figlio con disprezzo e quasi invidia.

 

Sono pochi? NO! in qualunque caso sono troppi!

 

Mi dispiace da morire scrivere queste cose ma qualcuno doveva cominciare a dirlo e soprattutto con grandissima forza, distaccarsi da tutto questo.

 

Non è la maggioranza dei tifosi, anzi è la solita minoranza rumorosa, però è quella minoranza che può far danni mille volte di più di quella silenziosa. Io ve lo scrivo così resta ben fisso nelle menti di chi legge perché non parlo dell’abbruttimento generale che ormai sta contagiando tutto il paese, tutte le tifoserie, io parlo specificatamente dei messaggi e della parole che ormai da un po’ di tempo circolano nel mondo Inter, sui social nelle chat allo stadio e ovunque si possa attaccare gratuitamente la proprietà.
QUANDO SI PARLA DI INTER NON C’È NESSUNO SPAZIO PER IL RAZZISMO!
Zhang con l’acquisto dell’Inter ha intrapreso un percorso lungo e difficile e sono sicuro al 1000% che lo porterà avanti con serietà onestà e soprattutto competenza, rompere questo rapporto per del razzismo di infimo livello sarebbe davvero la fine della nostra gloriosa Società, anche di questo non ne ho il minimo dubbio.
AVANTI INTER!
AVANTI MISTER!
AVANTI PRESIDENTE!

ecco un simpatico fotomontaggio pubblicato sul profilo ufficiale da un “tifoso” dell’Inter di un uomo con un patrimonio di svariati miliardi di dollari ma con il difetto di avere gli occhi a mandorla

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