The Goalkeeper in the High Castle

Questa storia parte dal 93mo minuto di una partita di calcio importantissima. Sarà di sicuro la più importante della stagione almeno in Italia, in attesa di vedere due finali che forse, una in particolare se la Roma riuscirà nell’impresa, la sorpasseranno per notorietà.

Sul campo si sfidano le due squadre più amate nei loro paesi e allo stesso tempo le più odiate in tutto il mondo. Le più odiate della storia del calcio! Perché chi vince solo due sentimenti può suscitare, Amore e Odio!

Tutti conoscono il Real Madrid, la squadra del Re di Spagna che ha stradomina da sempre in Spagna e nel mondo e la Juventus la squadra della famiglia Agnelli che ha stradomina in Italia ma in Europa e nel mondo è riuscita solo due volte nell’impresa di vincere il trofeo più importante. La prima con tanti, tanti morti sugli spalti, la seconda con un’ombra grandissima di doping.

Ebbene questa partita era l’ultima salita da affrontare per entrambe prima di scollinare verso una impresa che sarebbe stata se non certa, di sicuro molto facile considerando le avversarie rimaste. Il Real per conquistare l’ennesimo Trofeo in una stagione non davvero esaltante e la Juventus finalmente per poter dire di essere una squadra a dimensione Europea, nella ricerca di un successo ormai troppe volte sfuggito.

È il minuto 92, la tensione dopo la vittoria strepitosa dell’andata del Real è altissima, visto che il risultato è di nuovo in parità con una partita altrettanto strepitosa della Juventus. Il Real è disperato continua a lanciare palloni in area in cerca del guizzo che possa chiudere una partita che sta diventando pericolosissima. Ai supplementari mancano solamente 40 secondi, ma l’ennesimo pallone lanciato in area questa volta trova Cristiano Ronaldo già al secondo piano del suo ascensore fisico. Lo stacco è come sempre da supereroe e il passaggio al compagno è come sempre da gentilissimo poeta del calcio. Al centro c’è un certo Vazquez che, sfido chiunque, nessuno aveva idea neanche di come fosse fatto fisicamente prima della partita. Ma forse non lo sapeva neanche Benatia visto che nell’azione si fa passare avanti come un pollo e quando si accorge che la palla gli sta arrivando come un cioccolatino è già troppo tardi.

92 minuti 23 secondi.

Rigore!

Come sempre le proteste sono veementi tutta la Juventus circonda l’arbitro ma questi è irremovibile, la situazione sta sfuggendo di mano ma Buffon il portiere della Juventus fa da scudo! Uno ad uno allontana tutti i suoi compagni, prima Matuidi e Douglas Costa letteralmente impazziti, poi il gigante Mandzukic. Buffon calma gli animi cerca di far capire ai suoi compagni che non è finita, che non finirà così quella fantastica impresa. Quando tutto sembra calmarsi e finalmente anche Chiellini allontana gli ultimi compagni dall’area, anticipando Khedira che colto da un improvviso raptus rabbioso cerca di rovinare il dischetto del rigore. 

Gigi Buffon si piazza in mezzo ai pali guardando orgogliosamente il suo avversario che, come lui, ormai si è isolato completamente dal mondo. I compagni di Real e Juventus guardano i due riponendo su di loro tutte, tutte, tutte le loro speranze, i loro sogni, ma anche i loro incubi peggiori, è in quell’istante che gli si blocca il respiro! 

L’arbitro Oliver riconosce e ringrazia con un cenno, il gesto di meravigliosa sportività del portierone della Juventus e lascia qualche secondo in più ai due sfidanti per raccogliere le energie fisiche e dare il meglio di se in quella che sarà storia del calcio.

Lentamente porta il fischietto alla bocca e decide che è il momento.

Cristiano Ronaldo nella sua classica posizione a gambe larghe, si lascia andare con il corpo in avanti, punta la gamba sinistra e inizia la corsa verso la luce, verso la vittoria, verso Dio! Uno, due tre passi poi il quarto quinto velocissimi per non dare al portiere il tempo di capire dove andrà la palla e destro che si carica come una molla per colpire con tutta la violenza possibile il pallone. 

È in quel momento che Gigi Buffon insieme a milioni di tifosi della Juventus piega le gambe, avvia la tensione portando tutta l’energia della terra verso i suoi quadricipiti che scattano come la corda di una balestra liberata dal gancio che li teneva bloccati. C’è tutta una vita in quel gesto fisico migliaia di allenamenti, migliaia di tuffi, migliaia di parate e di gol subiti, gioie immense e dolori infiniti, tutti concentrati in quel gesto atletico.

Cristiano Ronaldo colpisce il pallone, lo colpisce come un martello colpirebbe un vetro di cristallo, un colpo di frusta che non fa proseguire la corsa della gamba con il piede che si ferma al contato per dare più velocità al pallone ma allo stesso tempo più precisione. È all’angolino più lontano alla sinistra di Buffon che si dirige a tutta velocità il pallone.

Le gambe di Buffon esplodono tutta la loro potenza, i quaranta anni sono diventati la metà, la forza della volontà è infinita e il resto del corpo si allunga per cercare di prendere, di toccare, di sfiorare quella sorta di Sacro Graal di cuoio che arriva verso di lui. Ma tutto il gesto di Buffon è fulmineo e quando il cervello dice alle braccia di allungarsi la mano destra si lancia come se fosse letteralmente sparata dal braccio. Si allunga, si allunga ogni fibra del corpo si allunga e quando l’incrocio delle linee della palla e della mano si stanno per incontrare… gli occhi di Buffon si chiudono alla ricerca di un ultimo allungo fatto con i reni con le spalle, con le mascelle. Volare con gli occhi chiusi in attesa di sentire se tutto lo sforzo di quaranta anni di vita su quel prato maledetto o benedetto porta al… Sì! Ecco! c’è il contatto! La punta del medio e dell’indice sentono il Sacro Graal ed in quel milionesimo di secondo che dalla punta dei piedi fino alla punta delle dita arriva dal corpo tutta la forza della terra per irrigidirle e deviare il pallone di quei pochi millimetri… centimetri!

Cristiano Ronaldo guarda la scena come impietrito, il suo modo di calciare gli fa rallentare la corsa per poi riprenderla nella sua più classica esultanza, ma il pallone toccato da Buffon devia la traiettoria sempre di più, sempre di più…

Palo!

Fuori!

Ronaldo cade in ginocchio guardando la palla finire fuori ma soprattutto guardando Buffon diventare gigantesco, diventare lui immortale semplicemente toccando quello sferico meraviglioso unico Sacro Graal

Finita!

L’arbitro non da neanche il tempo di raccogliere il pallone al raccattapalle, fischia la fine di quella partita altrettanto immortale, nulla sarà mai più come prima nel calcio mondiale.

Quella che fece il Liverpool nei confronti del milan ormai è solo uno sbiadito ricordo dell’impresa che la Juventus e Buffon ha completato parando due rigori decisivi nella stessa partita, quello che ho appena raccontato e quello che parò nell’ultimo tiro della lotteria dei rigori avvenuta appena trenta minuti dopo che i supplementari finirono senza gol.

Il dopo partita fu una festa infinita ma Buffon non parlò perché per lui parlavano i suoi occhi, la sua gioia, la sua felicità. non parlò neanche Andrea Agnelli da capo dell’ECA l’Associazione dei Club Europei l’organismo che rappresenta le società calcistiche a livello europeo non era giusto esprimesse il suo godimento infinito per la sua squadra, doveva comunque rispettare gli avversari sconfitti. 

Parlarono tutti gli altri protagonisti sia della Juventus che del Real e l’ultimo a uscire fu Cristiano Ronaldo che non disse molto se non: “che il suo rigore lo aveva parato il portiere più forte della storia”  Gigi Buffon il portiere che fece la parata più importante della storia del calcio!

 

Gigi Buffon, nella tua mente pensi di sapere cosa hai fatto, ma ora sai anche cosa ti sei perso!

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