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Era da un po’ che non mi veniva voglia di scrivere di Inter, non tanto per la passione che non è mai mancata e non mancherà mai, ma proprio perché l’Inter degli ultimi anni non mi dava occasioni di dire qualcosa di nuovo e soprattutto di interessante.

Questa estate c’erano state avvisaglie importanti su quello che ci potremmo aspettare in questo campionato e ieri sera al netto dell’avversario che evidentemente pagava un importante gap tecnico, ma era comunque aggressivo e fisicamente in condizione, abbiamo finalmente cominciato a vedere qualcosa di nuovo a livello tecnico.

Prima di tutti il modulo di gioco con due punte e difesa “fluida”. Passatemi questo neologismo perché parlare di difesa a tre con Conte in panchina è una enorme cazzata. La difesa ad occhio nudo si trasforma a seconda della situazione di gioco. Passa da tre a quattro se il gioco avversario si sviluppa sulla fascia con Asamoah o Candreva che rinculano o anche a cinque con i due esterni dietro se viene attaccata su entrambe. Ma come scrivevo è tutto molto fluido a seconda del movimento degli attaccanti avversari, ieri ad esempio ho visto in una azione difensiva Skriniar allargarsi a fare il terzino ed Asamoah andare al centro a coprire la linea difensiva, nel buco lasciato da Skriniar. Il mantra è ovviamente che mai gli esterni devono farsi trovare oltre la linea del pallone e nel caso i centrocampisti devono coprire i relativi buchi difensivi.

Certo è che il Lecce per quanto veloce non ha il potenziale offensivo di un top team di serie A o europeo e di sicuro questa fluidità dovrà essere testata contro squadre che propongono in attacco anche cinque o sei attaccanti, per capire se la fase difensiva sia in termini di modulo che di giocatori reggerà, ma il beneficio che si crea dal centrocampo a cinque è enorme e per me porta comunque più guadagni che perdite.

Con tre centrocampisti e due esterni il nostro centrocampo non può che generare due grandi vantaggi, il primo avere una copertura importante in fase difensiva che porta molto spesso con il pressing asfissiante al recupero di palloni, ieri ne abbiamo recuperati moltissimi con contropiedi importanti. Il secondo grande vantaggio è la possibilità di trovare moltissime soluzioni di gioco per ripartire e superare il pressing avversario nella zona più importante del campo. Questo nel gioco di Conte che prevede molte verticalizzazioni permette ad uno dei tre centrocampisti di infilarsi tra le linee delle squadre avversarie e creare quel sovrannumero che libera le punte di uno dei difensori centrali e permette con triangolazioni di arrivare direttamente in porta, vedi gol di Sensi con il Tottenham con assist di Esposito. Vedrete che quest’anno i centrocampisti segneranno moltissimo.

ed infine le due punte… ho sognato di vedere l’Inter giocare con due punte ormai da anni. Per farlo ero disposto a vedere Perisic fare la seconda punta vicino a Icardi con Asamoah salire ad esterno e da quello che ho visto questa estate secondo me Conte ci ha anche provato, ma Perisic ha dimostrato di non saper fare la punta ed infatti è stato immediatamente dopo messo sul mercato perché a quel punto più dannoso che inutile considerando anche i mal di pancia del passato. Grazie a Dio Conte ha le idee molto chiare sulle due punte, strette, pronte a triangolare tra di loro e non con gli esterni, sempre con il corpo a guardare la porta avversaria. Nell’area avversaria non ci sono mai meno di due uomini e con gli inserimenti dei centrocampisti tutta la difesa avversaria deve essere impegnata, altrimenti è sovrannumero a nostro favore. Ditemi quanti cross o azioni avete visto in questi ultimi anni in cui Icardi era solo in area contrastato da due o tre difensori avversari, centinaia di volte! Mi viene da piangere al solo ripensarci…

Penso anche io quello che Conte stesso ha detto a fine partita, bisogna migliorare molto sia in termini di fraseggio nella ripartenza, ancora troppi errori di passaggio palla, che in termini di gestione della partita. Dopo la prima mezz’ora la squadra si è letteralmente fermata e un avversario più “dotato” ci avrebbe fatto di sicuro male in quel quarto d’ora finale del primo tempo. Come diceva un grande allenatore è la palla che deve correre non i giocatori, la palla non si stanca le gambe si e noi spesso portiamo ancora troppo palla.

Ma la prima è comunque andata molto bene i giocatori hanno dato una grandissima sensazione di coesione e i nuovi arrivati sembrava che si conoscessero da anni con i “vecchi” della rosa, segnale questo che il sistema di gioco è di facile comprensione e ognuno sa cosa deve fare e dove trovare il compagno in caso di esigenza. Grandissima cosa quest’ultima che spiega la prestazione super super super di Candreva. Resta solo l’ultimo piccolo (eufemismo) sforzo sul mercato con Joao Mario in uscita, per dedicarci totalmente a questa stagione che a questo punto è inutile nasconderci dietro a un dito, deve essere la svolta definitiva al ritorno dell’Inter nella lotta a vincere tutti i trofei in cui partecipa.

Buona stagione Bellideroma e buona stagione interisti, se i nostri ci accendono non ci fermeremo più!

Start me up, if you start me up I’ll never stop!