Risultati immagini per cagliari interCi si approcciava a questa partita come ad un semplice impegno di precampionato, invece Cagliari oltre ad essere un campo difficilissimo dal punto di vista ambientale, per essere squadra di provincia e quindi ricca di tifosi amici, è anche uno dei campi di serie A sempre più ostici. Lo scorso anno gli abbiamo lasciato 3 punti e più in generale solo le prime 4 della serie A hanno portato via il bottino pieno con l’Udinese ma a campionato finito. Insomma chi pensava di andare a Cagliari a farsi serenamente una gita al mare non aveva capito nulla e infatti Conte non solo ha modificato qualcosa a livello tattico posizionando gli esterni più vicino ai tre della difesa, ma ha confermato un Vecino non in grandissima forma per gli inserimenti in avanti, ma che garantiva di sicuro più copertura a centrocampo, dove i cagliaritani giocavano un calcio molto veloce e tecnico.

La partita infatti si è svolta proprio a centrocampo dove le prime linee hanno sempre tenuto bene ed in pochissime occasioni le verticalizzazioni sono riuscite a perforarle. Anche il gioco sulle fasce ha trovato poco spazio e solo la velocità di Asamoah ha permesso al ghanese ogni tanto di saltare l’uomo e di proporsi al cross, ma con pochi risultati. Con questi presupposti il nostro gol poteva arrivare solo dai calci da fermo e così infatti è stato.
Alla fine portiamo a casa tre punti importantissimi sia per la classifica che per il morale consapevoli che contro squadre ben chiuse e che giocano in velocità servirà qualcosa in più dal punto di vista della creazione di gioco, soprattutto nel ruolo di Vecino, che se Sensi alla fine qualcosa si inventa, presto sarà marcato con molta più attenzione e non avrà più gli spazi visti in queste prime due partite. Intanto godiamoci la classifica che anche solo dopo due giornate parla già chiaro, l’Inter è capolista e farà di tutto per restarlo!

Le pagelle del Maestro

Handanovic: 6 – Partita senza particolari impegni, sul gol non riesce a leggere il movimento di Joao Pedro ed è costretto a guardare la palla ballolonzolare in rete. Diventa decisivo solo negli ultimi secondi quando sull’ennesimo calcio d’angolo regalato al Cagliari decide di uscire al limite dell’area piccola per azzerare qualsiasi pericolo e portare i tre punti a casa. Certifica la sua fascia di Capitano spingendosi fino a centrocampo per gestire le proteste di alcuni suoi compagni innervositi dalle scorrettezze dei cagliaritani e lancia più di una volta urlacci a compagni distratti.

D’ambrosio: 5,5 – tiene sempre il passo dei suoi attaccanti e gestisce bene la linea a tre. Si fa però sorprendere dal cross con cui Joao Pedro insacca ed è impossibile non fargliene una colpa. Per il resto finisce da esterno una partita dove di lui in attacco stranamente non v’è traccia.

Ranocchia: 6,5 – un paio di interventi di pura intelligenza tattica e un colpo di testa ad immolarsi su un tiro fortissimo da fuori area. Ancora una volta si fa trovare pronto per giustificare la dipartita di Miranda e soprattutto la sua titolarità ad indossare la maglia nerazzurra in questo campionato. Pochi se lo ricordano ma Ranocchia ha, in pratica da solo, il merito di una meravigliosa qualificazione ai quarti di champions league con una partita che ancora oggi la Uefa celebra sui social facendo vedere il suo fantastico intervento sulla linea.

Skriniar: 6,5 – fa la portiera dello stabile, entra in campo letteralmente con la scopa e spazza via ogni cosa arrivi sul suo pianerottolo. Ci delizia con il suo solito intervento in cui vediamo l’avversario (Joao Pedro) trasformarsi in onda che si infrange sullo scoglio e rimbalzare indietro in stato di semi incoscienza… In teoria lui dovrebbe essere quello più in difficoltà nella difesa a tre, ma ieri ci ha fatto vedere che non solo è pronto per questa avventura ma che con il crescere della condizione potrebbe addirittura formare con Asamoah un fantastico binomio di fascia, se possibile più pericoloso in attacco che forte in difesa.

Candreva: 6 – è evidente che Conte gli chiede di essere più diligente in difesa che aggressivo in attacco, quando la palla gira in orizzontale può fare poco, soprattutto se sulla sua fascia gioca forse il più veloce del Cagliari che non disdegna di certo a scendere per far male. Non ha il fisico di Asamoah e non può permettersi di fare tutta la fascia per cui decide saggiamente di rispettare il compito principale di non prenderle. Conte è molto soddisfatto infatti toglie Lautaro per far entrare Politano.

Vecino: 5,5 – Anche lui fa quello che gli chiede Conte, non è brillante e si vede ma il muro contro muro del centrocampo almeno non fa danni. Partita tattica ma di certo da lui e soprattutto da quel ruolo ci si aspetta qualcosa di più, se continua così presto vedremo soluzioni diverse in quel ruolo, di sicuro nelle partite in casa.

Brozovic: 6 – partita iniziata con il centrocampo del Cagliari che non gli da nessuno spazio, è evidente che Maran ha dato mandato ai suoi centrocampisti di bloccare sul nascere lui per bloccare le azioni dell’Inter. Questo evidentemente lo fa innervosire e come visto decine di volte lo porta ad esagerare negli interventi difensivi per recuperare palla. Rischia più volte il secondo giallo e dove non rischia prendiamo il cross del gol del Cagliari. Cresce molto bene nel finale quando gli altri smettono di correre, per quanto è matto con la testa è miracolato da due polmoni da apneista e ogni partita è una maratona che vince.

Sensi: 7 – migliore in campo per soluzioni offensive. Soffre all’inizio il poco movimento dei suoi compagni e tende così a portare troppo il pallone, errore che non deve mai fare un centrocampista sia perché si sfianca troppo sia perché i palloni persi dai centrocampisti sono i più pericolosi. Poi quando la squadra si mette in movimento sale in cattedra e fa di tutto dal cross dell’1 a 0 all’inserimento con cui si guadagna il rigore decisivo. È forte forte c’è poco da dire, se non che ve lo avevo già detto in tempi non sospetti. Ora viene il difficile però è uscito allo scoperto e le avversarie riserveranno su di lui il trattamento dedicato ai più forti e da questo scopriremo se è davvero un campione o un ottimo giocatore. Io punto tutto sulla prima!

Asamoah: 7 – migliore in campo per continuità. Dribla come una vera ala e scende fino al fondo per metterla dentro molte volte. È il pupillo di Conte con cui ha vinto tre scudetti, solo un pazzo poteva pensare che per quel ruolo ci fosse qualcun altro. Ma la vera partita la fa in fase difensiva dove copre molto bene e comincia a creare con Skriniar una simbiosi davvero molto molto interessante per il proseguo del campionato.

Lautaro: 6,5 – Corre sbuffa e lotta per tutta la partita, a volte sembra che abbia il “braccino” a volte esagera nella forza però la sua intesa con Lukaku sta facendo passi da gigante e anche lui si sta guadagnando la titolarità con ottime prestazioni. Inoltre non te lo aspetti come colpitore di testa, soprattutto con un Lukaku al suo fianco, invece da bomber vero ha un senso della posizione sui cross davvero eccezionale e difficilmente la palla arriva lontano da lui. Sul gol era marcato da Cerri che gli da 20, venti VENTI!! centimetri in altezza eppure alla fine la prende anche lui. Fantastico.

Lukaku: 6,5 – mezzo voto in più solo per il passaggio con cui lancia Sensi in porta sull’azione del gol. Sbaglia tanto ma alla fine non si può dire che la sua prestazione non sia stata positiva, anzi. Rigore perfetto, deve trovare precisione e continuità nel passaggio ma non è facile giocare contro le difese della serie A, si sta accorgendo che in Italia si gioca sporco e il suo fisico di un metro e novanta si livella con le spintarelle furbe e i falli tattici anche su questo deve aumentare la prepotenza tattica migliorando la capacità di anticipare le mosse dei difensori.

Politano: 6 – 7 per la mentalità con cui entra in campo 5 per la distrazione con cui perde un pallone sanguinoso e non serve un assist facilissimo a Lukaku. Se resta deve essere sempre un valore aggiunto il dodicesimo che fa la differenza, altrimenti con Sanchez che scalpiterà invece di venticinque minuti del secondo tempo ne vedrà al massimo 10.

Godin: 6,5 – Con quel fisico ti immagini il classico centrale dai piedi poco educati e movimenti lenti, invece chi lo conosce sa bene che parliamo di un regista di difesa, uno che dribla come un dieci e gioca con entrambi i piedi. Una volta titolare capiremo tutti il perché sia stato preso e soprattutto perché nessuno lo vorrà più in panchina.

Barella: 5,5 – ancora fuori condizione, ma soprattutto fuori dalle grazie di Conte, che ieri è stato chiarissimo, il suo ruolo è quello di Sensi dall’altro lato dell’ipotetico triangolo con Brozovic che prende palla dalla difesa e la smista ai trequartisti. In realtà se non gioca è perché in allenamento non lo deve convincere moltissimo, l’esterno di quel triangolo ha le stesse responsabilità dell’esterno sia in fase difensiva che offensiva con molte più responsabilità e più campo da coprire. Non sarà facile per Barella prendersi la titolarità ma le doti ci sono tutte e se si farà plasmare da Conte diventerà anche lui un grandissimo campione.

Conte: 6,5 – Chi si aspettava tatticamente la stessa partita di Lecce dovrebbe riguardarsi gli 1-0 dei tre campionati gobbi vinti da Conte, ce ne sono molti e quasi tutti con partite bruttine dall’esasperato tatticismo difensivo. La cosa che risalta è che la formazione era la stessa messa con il Lecce, ma il gioco, al netto della bravura del Cagliari, è stato molto più contratto e attento in fase difensiva. Questo è il motivo per cui ha scelto come titolare Candreva esterno, questo è il motivo per cui gioca Vecino non di certo il migliore tra i centrocampisti a sua disposizione. Ottimo il timing delle sostituzioni, finalmente le vediamo a partita ancora da giocare con giocatori che entrano motivati e questo è tutta farina del sacco del Mister, forse ci si aspettava qualcosa in più dal punto di vista fisico ma evidentemente la pausa della nazionale ha fatto programmare in questi giorni il picco dei carichi di lavoro, per poi calare con l’inizio della champions league. Intanto mettiamo in cascina 3 punti che lo scorso anno abbiamo lasciato ai sardi, per andare a Cagliari a fare il Real Madrid c’è ancora moltissima strada da fare, che poi anche facendo il Real sempre 3 punti ci davano…

Bonus track

Maresca: 7 – Onestamente per una volta, l’arbitro è stato davvero il migliore in campo, decisioni sempre contestate dai giocatori, sempre spiegate con il sorriso sulle labbra, mai indisponente anche quando ti viene da pensare che se facessi tu l’arbitro certe proteste di certi disadattati in campo le risolveresti con una capocciata sui denti e poi solo dopo anche un cartellino rosso. Non sbaglia praticamente nulla, fa un gol in rovesciata quando non si fa fregare dal guardialinee per un fuorigioco in cui è stato Nainggolan a passare la palla ad un interista e convalida aiutato dal VAR un gol regolare. Tutto il resto, molte decisioni per nulla semplici è farina del suo sacco, come già scritto interagendo con i giocatori sempre in modo cortese.

Tifosi del Cagliari: 2 – due nel senso che forse un paio si sono comportati civilmente rispetto a quello che si è potuto vedere dalla televisione. Spiace davvero vedere che la gente sarda, per definizione popolo antifascista e dai valori umani sicuramente sopra la media, possa cadere in modo così vile nel tranello degli ululati razzisti. Passi l’isterismo dei fischi e delle inutili urla fomentato dal linguaggio del corpo del solito grandissimo rosicone Maran e dei giocatori in campo, ma le urla razziste sentite benissimo dai microfoni a bordo campo e riprese su tweet in diretta da molti giornali e giornalisti inglesi fanno davvero schifo. Sarebbero opportune delle scuse da parte del Cagliari e dal suo Presidente, ma il comportamento tenuto questa estate anche sul caso Barella fa capire che non parliamo propriamente di Signori.

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Nell’immagine l’unico errore di Maresca… 

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