L’Inter a Tavola

Questa rubrica è dedicata a tutti coloro che amano l’inter e la buona cucina, ma anche a coloro che in modo spiritoso e soprattutto appetitoso vogliono fornire ricette che possono allietare le tavole, non solo con manicaretti da chef ma anche con gli splendidi colori della nostra squadra del cuore!

Forza sotto con le ricette, replicatele e mandateci le foto dei vostri manicaretti, verranno pubblicate sotto ogni ricetta originale! 

 

POLENTA NERA AZZURRA

Ovvero polenta nera con patè di pesce azzurro
by Piemme

Per 12 persone

Ingredienti per la polenta
– 720 gr di farina di riso venere
– 170 gr di semola di grano duro
– Sale grosso q b

Ingredienti per il patè
–  6 Sgombri freschi di pezzatura media
–  6 porzioni di Phliladelphia light
–  Origano
–  Sale

–  Scorza di limone
–  Gambo di prezzemolo
–  Cipollina dolce e erba cipollina
–  Olio evo
–  Vin cotto qb

Mettere a bollire 3,5 litri acqua con aggiunta di sale e portare in ebollizione, ai primi bollori iniziare a lasciar cadere a pioggia il misto di farina e semolino mescolando sempre con la stessa intensità e verso per evitare la formazione di grumi. Dopo circa 35/40 minuti la vostra polenta è pronta, mettetela su una base per lasciarla raffreddare e tagliare distribuendola affinché lo spessore sia di circa 4 cm. Mentre la polenta riposa passate alla preparazione del patè. Sviscerate gli sgombri, lavateli con acqua corrente tagliateli a pezzi e metterli in una pentola ricoprendoli di acqua. Aggiungete scorza di limone e gambo di prezzemolo, mentre il  pesce si scalda tagliate a rondelline la cipollina e lasciatela   macerare in un contenitore versandoci sopra il vin cotto che servirà ad addolcire leggermente la cipollina ed eliminare parte dell’acidità contenuta in essa. Una volta lessati toglieteli dall’acqua (che potete riutilizzare per un fumetto o un risotto) diliscateli mettendo nel mixer la polpa. Iniziate a frullare e nel caso l’impasto sia troppo “stopposo” aggiungere un poco di olio e stemperate aggiungendo dell’erba cipollina. Quando ritenete quasi raggiunto la densità desiderata aggiungete il philadelphia e un punta di origano essiccato al sole di Canicattì. Aggiustate a sale e conservate in frigo. Prima di servire  la polenta   tagliatela a listarelle e  passatela in forno a 180° per 15 min (la morte sua sarebbe la brace) in modo da tonificare la parte che ospiterà il patè. Ancora calda create dei finger-food e sulla parte tonificata spalmare il patè. Impiattate aggiungendo una rondellina di cipollina pulita della marinatura, profumate con filo di olio evo e decorate con fili di erba cipollina. Chiudete gli occhi e rivedrete la performance dei nostri paladini.

Buon Appetito!

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PASTA AL PESTO ALLA PROBIVIRO
by Probiviro

Ingredienti
Pasta: fusilli o farfalle.
– Pesto: vedere qui come si fa
Olio extra vergine d’oliva
1/2 cucchiaio di peperoncino (piccante!) in polvere
3-4 noci
grana grattugiato
basilico

In un tegamino medio-piccolo versare una dose abbondante di olio extra, grattugiare le noci ed attendere il momento in cui la pasta sta per essere scolata.
Si raccomanda che è importante la tempistica di assemblaggio ingredienti.
Collocate il tegamino con l’olio su fuoco lento; scolate la pasta e versatela in un ampio tegame, quindi aggiungete quasi tutto il pesto ed amalgamate; prendete il tegamino dell’olio, che a questo punto sarà in temperatura, e versateci 1/2 cucchiaio (o anche 3/4) di peperoncino in polvere (per i fans di ibra è ammesso il peperoncino dolce), quindi agitate lievemente e con destrezza (soprattutto!) il pentolino per favorire l’amalgama e versate immediatamente il contenuto sulla pasta.
Fate attenzione ai tempi perchè l’indugiare potrebbe far bruciare il peperoncino e far diventare l’olio nero, quando invece dovrà presentare quel bel colore rosso rubino.
Con un coppino prelevate dal tegame un pò di pasta e versatela nel tegamino in cui è rimasto attaccato un pò di olio caldo, agitate e ributtate nel tegame; quindi amalgamate con delicatezza.
Impiattate e servite con uno spizzico abbondante di grana, un’altro meno abbondante di noci grattugiate ed una foglia di basilico.

Buon Appetito!

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Ravioli al Nero di Seppia e Azzurro del Pacifico
by Piemme

Ovvero ravioli al nero di seppia con alici affumicate al finocchietto.
by Piemme

Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta al nero di seppia:
–  300 gr. di farina
– 2 uova
– 8 gr di nero di seppia
– sale blu
Per il ripieno
– 150 gr. di ricotta
– 150 gr. di radicchio
– olio extravergine
– aglio
– noce moscata
– pepe
Per il sugo:
– 300 gr. di alici del pacifico
– olio extravergine
– aglio
– scalogno
– falanghina
– finocchietto selvatico in rametti e semi
– pomodorini  
– peperoncino

preparazione

Impastare la pasta come una comune pasta fresca, con i guanti, evitando così di ritrovarsi con le mani nere (un po’ come quando date la mano ad un milanista). Fate riposare l’impasto per mezz’ora circa, poi stenderla a mano o con la macchinetta; spennellare con dell’uovo e con l’aiuto di un sacchetto da pasticceria distanziare il ripieno per ottenere un raviolo abbastanza grande.

Preparare la farcitura facendo saltare in padella il radicchio lavato e tagliato a listarelle con olio aglio e un pizzico di sale, quando è quasi del tutto cotto strizzarlo per bene eliminando l’aglio e passandolo col frullatore, l’impasto apparirà secco ma con l’aggiunta della ricotta il tutto si ammorbidisce, aggiungete pepe nero e noce moscata qb lasciando riposare l’impasto in frigo.

Per preparare le acciughe prima di tutto pensate ad un milanista o uno juventino a caso, vedrete che sarete più accurati nel lavoro, poi apritele e ripulitele della testa, delle interiora e della lisca con attaccata la coda. Lavatele e asciugatele con la carta da cucina.

Mette su una piastra i rametti del finocchetto selvatico (nessuno si azzardi a pensare a ibra) e le alici disposte su una griglietta non a contatto con la piastra e il finocchietto (aridaje…). Quando lo stesso inizia a fumare spegnete e coprite con un contenitore di vetro in maniera che il fumo di finocchietto (ma insomma la finite!) insaporisca le azzurre. Potete ripetere l’operazione se le volete un po’ più asciutte. Mondate lo scalogno (che non è un nuovo acquisto del’Inter…), la maggiorana e preparate un trito. Scaldate l’olio in un tegame e, a fuoco moderato, fatevi appassire il trito preparato. Quando lo scalogno comincia ad imbiondirsi aggiungete ½ bicchiere di falanghina spumantizzata, appena sfumata unitevi i pomodorini (passate prima in acqua calda e poi spellati) e alzate la fiamma per 7/8 minuti e aggiungete le acciughe spezzettate (non tutte) e qualche seme di finocchietto. Insaporite con sale e peperoncino.

Cuocere i ravioli, scolateli al dente e fateli insaporire nel sugo di pesce per un minuto guarnendo con qualche azzurra semplicemente affumicata.

 

RISOTTO NERAZZURRO
by Piemme

(ovvero riso al nero di seppie pettinate al blu marino)

Ingredienti per 4 persone:
Per il risotto al nero di seppia:
– 320 gr. di carnaroli
– 2 seppie medie
– 2 sacche di nero di seppia
– brodo di fegato di seppia con fumetto di pesce concentrato
– scalogno (cuore e foglia per decorazione)
– ½ calice vino bianco
– olio evo
– sale gobbo (ovvero bianco e nero)

Per le seppie
– ½ cavolo rosso
– 2 ali di seppia
– un pizzico di bicarbonato
– sale

Descrizione della preparazione:

questo piatto va preparato come le partite qualche giorno prima
Per prima cosa tagliate a metà un cavolo rosso e tagliatelo a julienne, aggiungendo  un pizzico di sale mettetelo a bollire con ¾ lt di acqua

Nel frattempo prendete delle ali di seppia pulitele e tagliatele ricavando dei maccaroncelli e (pensando al vostro unico capitano) le pettinate in maniera perfetta facendo delle incisioni  decise ma non tali da separare i pezzi, dopo questa operazione vi faranno tenerezza  tanto da allapparvi la bocca come un gol di coutinho.

Dopo circa una mezzora scolate il cavolo e lasciate raffreddare l’acqua, man mano che si raffredda assumerà delle sfumature blu-violacce. Il cavolo non buttatelo perché  può essere utilizzato per altre ricette gustose.

Una volta raffreddata l’acqua di cottura cuocete a bagnomaria per una trentina di minuti i maccaroncelli di seppia, fateli riposare senza il loro liquido di cottura in un contenitore dove  aggiungerete acqua di cavolo (fino a coprirli) e un pizzico di bicarbonato. Noterete come l’aggiunta di un tantillo di bicarbonato renderà l’acqua di un blu elettrico favoloso. Lasciate riposare in frigo i maccaroncelli almeno 36 ore fino a quando le utilizzerete e ricordando di mescolarle ogni tanto. Alla fine si presenteranno così con il liquido di governo.

Passiamo ora alla preparazione classica del risotto. Mettete in una pentola acqua, i fegati di seppia (a differenza di quelli dei gonzi sono buoni) che avrete conservato e un bel cucchiaio di brodo di pesce concentrato e tenete in bollore. Fate rosolare a parte, il cuore dello scalogno tagliato a rondelle nell’olio e prima che allarghi le gambe come Ibra tuffateci dentro le seppioline lavate e tagliate. Fatele insaporire nel loro liquido e mentre schiumano aggiungete un poco di vino bianco.

Dopo che il vino ha perso il suo fumo alcolico aggiungete il nero di seppia e fate cuocere per qualche minuto.

Aggiungete un pizzico di sale e un mestolo di brodo se necessario e incominciate a versare il riso

Dopo circa 15/20 minuti potete impiattare avendo cura di aver tolto i maccaroncelli di seppia dall’acqua qualche minuto prima e averli messe in una ciotolina con del brodo per farli riscaldare e rinvenire. Disponete il risotto aiutandovi con un coppapasta (io evidentemente non ne avevo uno a disposizione), decorate il riso con i maccaroncelli di seppia blu, prendete l’ultimo ciuffo di erba del Meazza e ponetelo come reliquia sulla bontà nerazzurra. Un filo di olio una macinata di sale nero e che dirvi……..a me è piaciuto.

buon appetito!

Buon Appetito Sorelle e Fratelli Nerazzurri

Ora provate a farli voi e mandateci le foto di come vi sono venuti! 

alla Prossima!

4 risposte a “L’Inter a Tavola”

  1. emerenziano cardasfera ha detto:

    Credo che il buon Gratta avesse anche consigliato il vino su Face, solo che non trovo il post.
    Allora (a titolo rigorosamente personale) dico la mia.
    Credo che si possa accompagnare questa delizia con qualunque tipo di vino, sia bianco che rosso.
    Come bianco ci vedrei un “Maria Costanza” , per quanto riguarda il rosso, consiglierei un buon “Camelot”, delle Cantine Fazio, robusto al punto giusto ma anche armonioso, con suo fifty/fifty di cabernet e melot.

  2. emerenziano cardasfera ha detto:

    avesse = abbia

  3. vincenzo ha detto:

    è possiblie comprare le bottiglie?

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