That’s the way, I like it!

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shaqiri

Pochi cazzi questa è la via giusta, ce l’ha insegnata il Vate e con questa abbiamo vinto tutto.

Portierone

quattro difensori in linea con terzini liberi, anzi obbligati, a scendere in attacco.

Due centrali di centrocampo a coprire la difesa e a far ripartire l’azione.

Un genio a creare con due ali larghissime a folgorare le difese avversarie sia sulla fascia che tagliando al centro.

Una punta coi controcazzi che deve castigare ogni volta che può il nemico

Ora possiamo sindacare sulla qualità dei singoli, possiamo sindacare sulle modalità di impiegare i giocatori della rosa, possiamo sindacare sulla simpatia e sulle mogli, possiamo sindacare su tutto, ma sullo schema di gioco non c’è niente da dire.

4-2-3-1 – Squadra stretta – Pressing alto – Gioco sulle fasce.

Questi devono essere d’ora in poi i dogmi su cui basare il nostro calcio, con l’obiettivo di migliorare costantemente la rosa inserendo giocatori sempre più giovani e di qualità. Giovani perché il calcio europeo è fatto di grandissima fisicità e corsa, di qualità perché senza è inutile stare qui a parlare di calcio.

Noi siamo l’Inter e non possiamo NON POSSIAMO navigare nella parte mediocre della classifica e NON POSSIAMO stare fuori dalla Champions League.

Il lavoro del Mancio deve essere centrato sull’educare i giocatori a disposizione al calcio di qualità tecnica e soprattutto lavorare sulla mentalità vincente abbattendo gli errori di scarsa concentrazione e voglia. Unico mio personalissimo desiderio in più a quanto detto è vedere la squadra realizzare schemi sui calci piazzati, ma sono sicuro che il Mancio anche su questo ci sta lavorando sopra.

VIA SUBITO coloro che possono ostacolare questo lavoro, Osvaldo è un baco che con il suo atteggiamento mina il lavoro dell’allenatore e come all’epoca Balotelli e poi Cassano deve essere immediatamente allontanato dalla rosa.

Se la Società infine riesce a migliorare la rosa con un paio di innesti di vera qualità, BASTA MEZZESEGHE!!!!  un centrale alla Rolando e un laterale (terzino o ala) forte a completare il gioco di fascia, sarebbe la chiusura del cerchio perfetto. Poi vendere subito, oltre a Osvaldo, tutto l’inutile (abbiamo anche questo) e dare scientificamente più spazio ai giovani come Krhin, Puscas, Camara e Bonazzoli.

Se riusciamo a muoverci subito in questa direzione, possiamo ancora sperare in qualcosa di più di un altro fottutissimo anno di transizione e visto che in panca abbiamo il Re delle Coppe Italia perché no magari anche vincere qualcosa.

AVANTI INTER!
AVANTI MISTER!
AVANTI PRESIDENTE!

Analisi del 2014 del blog dei BellideRoma

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Io posso solo dirvi grazie.

oldman

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 37.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 14 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

un piccolo passo per l’Inter, una grande gomitata per l’umanità!

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Non sarà stata una di quelle partite che ricorderemo negli annali tra le più divertenti, ma di sicuro far uscire migliaia di gobbi da quello stadio con l’amaro in bocca e soprattutto con le mutande sporche, per una volta ci può andare davvero bene.

Ho visto il primo tempo tra le teste dei commensali invitati a mia insaputa a cena dalla badante e devo dire che da quel poco che potevo comprendere stavamo facendo abbastanza schifo. Certo la partenza a razzo della gobba non aiutava il morale e il rischio di crollare poteva rivelarsi in qualsiasi momento, ma col passare dei minuti sembrava sempre più evidente che la gobba stava lentamente mollando la presa.

Il copione però era sempre quello della pazza Inter, si alternavano errori pacchiani a belle giocate e un paio di volte uno strepitoso Handanovic ci ha salvato dal tracollo, tutto però molto lontano da una vera e propria trama di gioco.

Il problema è sempre quello degli ultimi anni, manca l’uomo che fa ripartire l’azione, la difesa non ha i piedi dolci ed educati degli eroi del triplete e ogni volta che la gobba alzava il pressing, inevitabilmente la palla o finiva tra i piedi loro o si buttava a caso in avanti, finendo tra i piedi loro… Finalmente con l’arrivo del Mancio si vede qualche verticalizzazione ma ancora siamo troppo confusionari e senza un uomo di “regia” facciamo grande difficoltà a superare la metà campo con il regista libero di giocare. Per farmi capire meglio parlo di gente alla Oriali alla Matteoli alla Motta gente che quando il centrale o il terzino gli passa la palla sa già cosa fare per superare la metà campo. Sì certo tutta la squadra si deve muovere per dettare il passaggio e su questo il Mancio dovrà lavorare tantissimo. Tanto è vero che ieri la svolta si è avuta con l’ingresso di Podolsky e lo spostamento al centro del Guaro che con mia grandissima sorpresa ha dato qualità al “secondo passaggio”. Vuoi vedere che gli abbiamo trovato un ruolo?

Gli ultimi minuti sono stati di pura follia, le squadre ormai larghissime creavano azioni pericolose più per demerito delle difese e dei centrocampi stanchi, che per effettive trame di gioco e se Maurito fosse stato un po’ più lucido, dopo un splendido tiro deviato dal signor D’amico in angolo, a darla ai due compagni con cui stava conducendo il contropiede oggi parlavamo, almeno per il risultato finale, di grande passo avanti.

No non ci resterà un granché di questa partita se non la maggior convinzione che questa squadra ha delle buone potenzialità per fare bene. Le note positive sono state sicuramente il coraggio che i nostri hanno messo in campo, le due randellate a chiellinimerda e lichmerda, sempre troppo dolci rispetto al meritato e i nostri tifosi giunti a Torino con una coreografia meravigliosa che ha ricordato alle merde la loro vergogna.

juve b

Il Cubo di Mancio

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cubo del Mancio

Sarò sincero, dopo sette partite mi aspettavo qualcosa di più.

La partita con la Lazio ha evidenziato prima di tutto la scarsa chiarezza di idee del nostro allenatore. La formazione iniziale dopo l’ottima partita con il Chievo doveva essere blindata, si sa squadra che vince non si cambia, invece il Mister ha tentato una nuova variante di gioco, inserendo Dodò sulla fascia al posto di un centrocampista centrale. Questa variante più probabilmente legata all’avversario che ad effettive idee tattiche degli uomini a disposizione, è stata quantomeno mortifera. Il centrocampo si è indebolito e con la consueta idiosincrasia di Guarin a difendere la fascia di D’Ambrosio è stata letteralmente terreno di caccia dei laterali biancocelesti.

Ma a parte le specifiche pippe tattiche che come sempre non voglio toccare per manifesta incapacità professionale, quello che si evince nitidamente è l’incapacità attuale del Mister di trovare il corretto posizionamento in campo dei suoi ragazzi.

Ogni partita con Mancio allenatore ha mostrato difetti differenti, ci sono stati errori tattici di ogni genere e se per le primissime partite, oltretutto toste dal punto di vista tecnico e mentale, si poteva pensare che il Mister, cercando di dare un nuovo senso tattico alla squadra, peccava di scarsa conoscenza dei suoi uomini, dopo l’impressione è stata che questa conoscenza non era scarsa, ma inesatta.

Non vorrei sembrare troppo duro con il Mancio che poverino non ha davvero solo il lato tattico da rimettere in piedi, ma vedere giocare ancora Guarin come terzo di centrocampo a destra davanti a D’Ambrosio è per chi ha visto giocare tutte le partite del colombiano, un’offesa all’intelligenza umana. Guarin è forse il giocatore tatticamente più “stupido” che abbia indossato la maglia dell’Inter degli ultimi venti anni e se tecnicamente ha i numeri dei più grandi centrocampisti della terra, inevitabilmente con scelte sbagliate rovina tutto (o quasi) quello che produce. Metterlo davanti ad un terzino che deve farsi tutta la fascia significa avere la garanzia che alla prima palla persa dei nostri sulla destra si resti con un uomo in meno e se come è successo con la Lazio ci si mette anche Ranocchia a fare la solita minchiata, li dietro si apre il deserto dei tartari…

Dispiace scrivere così di un giocatore nerazzurro ma mi auguro sinceramente di non vederlo più in campo, non solo perché scarso tatticamente, ma perché, nonostante la dirigenza lo ritenga prezioso (immagino per venderlo meglio), più gioca e più chi lo vorrebbe comprare ne scopre l’inutilità di averlo in squadra.

A parte il Guaro però sono stati molteplici gli episodi che mi ha fatto storcere la bocca di questa nuova Inter e se finalmente abbiamo visto delle sovrapposizione e degli scambi veloci con verticalizzazioni rapide verso la porta avversaria, abbiamo ancora visto svarioni difensivi direi abbastanza ridicoli (la difesa a presepe), squadra in fase difensiva ancora troppo lunga, mancanza di un pressing di squadra, (quante volte avete visto con la Lazio Palacio andare a far pressing da solo? io almeno cinque sei volte) ma soprattutto ancora una pessima copertura di tutte le zone del campo.

Su questo tema il mio punto di vista è che se hai uomini per fare il 3-5-2 e vedi che questi, o perlomeno quelli che hai a disposizione, non si adattano a fare il 4-4-2 o le relative varianti a centrocampo e attacco, la cosa migliore che puoi fare è mantenere il modulo di gioco che i tuoi uomini riescono al meglio ad interpretare e cerchi di arrivare al mercato facendo meno danni possibile. Gli esperimenti non li puoi fare per tutto il campionato e se dopo due partite vedi che Dodò non è in grado di fare il terzino in una difesa a quattro o cambi modulo per Dodò, se ritieni che questo possa fare il laterale o lo lasci in panchina, non gli fai fare l’ala sinistra davanti a Nagatomo che già di suo tende a far casino quando è solo sulla fascia…

In ultimo altre due cose non mi sono piaciute per niente, la prima è la formazione della partita in Quarabaq, mettere in campo nove riserve che non hanno mai giocato insieme, tra cui cinque primavera, non serve ad una mazza. Sì la partita non contava nulla, ma proprio per questo si potevano provare i ragazzi o le riserve come Obi Krhin e M’Vila in un contesto tattico più efficace e soprattutto più utile per un eventuale inserimento in prima squadra. Così non si è visto una mazza se non diecimila passaggi sbagliati e solo qualche giocata da solista, per non dire della figura barbina di pareggiare con una squadra di ultima fascia, immeritatamente…

L’altra cosa sono le sostituzioni al 90mo, Mancio mettiamo subito le cose in chiaro, questa cosa delle sostituzioni al 90mo per motivi tattici mi stanno sul cazzo! capisco gli infortuni (anche se voglio vedere gente con gambe mozzate per uscire dal campo) capisco le perdite di tempo (anche se è da antisportivi e mi fa schifo uguale) ma fare una sostituzione al 90mo è una delle cose più stupide che il calcio possa esprimere, te prego chiarisciti presto le idee che questa cosa mi manda fuori dalla grazia di Dio.

Caro Mancio io ti vedo con quel giochetto malefico fatto di cubi con le facce dei giocatori e dei moduli in cui li vorresti posizionare e ti vedo purtroppo ancora in alto mare per capire la soluzione del rompicapo. Certo ora arriva il mercato ed in teoria potresti farti acquistare dei cubi giusti da ficcare al punto giusto, in tutti i casi siamo già a metà stagione e a prescindere dal mercato dobbiamo necessariamente fare un salto di qualità mentale che è la vera impresa da compiere nella tua missione da allenatore dell’Inter.

L’ho scritto a quell’asino di Mazzarri scriverlo a te in confronto è offensivo, ma te lo dico lo stesso, caro Mancio noi siamo l’Inter e tu lo sai bene, noi tifosi vogliamo due cose nella nostra squadra e sul nostro campo. Coraggio e capacità di metterlo in campo, noi non pretendiamo di vincere a tutti i costi come fanno i ladri, ma fai tirar fuori i coglioni ai nostri ragazzi dai un gioco dignitoso alla squadra e noi ti sosterremo come sempre!

 

AVANTI INTER
AVANTI MANCIO
AVANTI PRESIDENTE (ti tengo d’occhio…)

 

Ciao Franco per sempre con noi…

Riposa in Pace Francone Bomprezzi qualcuno più bravo di me saprà di sicuro elogiare al meglio le tue infinite qualità, a me resterà per sempre un buco impossibile da chiudere. Ci mancheranno tantissimo le tue meravigliose parole di incoraggiamento nei momenti difficili e di forza suprema in quelli felici.

Riposa in pace Franco, noi come umili scribacchini e come tifosi nerazzurri continueremo nel tuo meraviglioso ricordo.

 

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Inter Celtic: è ora di vendicarci!

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Tratto dal sito http://www.lechampions.it

I Leoni di Lisbona

Celtic 1967: i Leoni di Lisbona

Il calcio scozzese oggi non se la passa troppo bene, ma 45 anni fa il Celtic Glasgow diventava la prima squadra britannica a laurearsi campione d’Europa. Il primo successo inglese arriverà infatti solo un anno più tardi col Manchester United dei tre Palloni d’oro Charlton, Law e Best. “Questo è un primato che nessuno potrà mai toglierci. Altri club potranno vincerne più di noi, ma il primo club del Regno Unito capace di conquistare la Coppa Campioni è stato e rimarrà per sempre il Celtic” ha ricordato spesso Bobby Lennox. Non fu l’unico primato stabilito quel giorno dai biancoverdi di Glasgow. Vincendo la finale del 25 maggio 1967, quando i campioni di Scozia sconfissero 2-1 l’Inter di Helenio Herrera che aveva vinto due finali nel triennio precedente, gli Hoops ottennero un altro primato: tutti i giocatori erano nati a meno di una cinquantina di chilometri dal Celtic Park. In realtà tutti erano nati nel raggio di 15 chilometri, tranne Lennox, nato a Saltcoats (45 chilometri). Un primato incredibile già allora, figurarsi oggi dove i giocatori stranieri sono ormai norma anche nei settori giovanili. Nella finale di Lisbona nessuno al di fuori dei tifosi scozzesi era disposto a concedere serie possibilità di vittoria al Celtic. Il calcio offensivo predicato da Stein, sembrava fatto apposta per favorire il contropiede nerazzurro. Il rigore concesso dal tedesco Tschenscher per un contrasto tra Craig e Cappellini, e trasformato da Sandro Mazzola dopo 11 minuti, incanalava la gara verso lo scenario ideale per Picchi e compagni. L’assedio biancoverde avrebbe mandato in crisi altre difese, certo non quella dei campioni d’Italia. Eppure nella ripresa al Celtic riesce quel che recentemente non riuscito al Bayern né al Barcellona contro il Chelsea di Roberto Di Matteo: far saltare il catenaccio e ribaltare il risultato. Gli uomini di Stein compiono l’impresa grazie ai gol di Tommy Gemmell al 63′ e di Stephen Chalmers a quasi cinque minuti dai supplementari. E’ il trionfo del calcio d’attacco. Nessun fuoco di paglia, quel Celtic era una grande squadra: nel 1967 vince tutte le competizioni cui partecipa (Coppa Campioni, campionato, coppa di Scozia e coppa di Lega) e tre anni più tardi ritornerà in finale di Coppa Campioni, per venire sconfitto allo scadere dei tempi supplementari dal Feyenoord. ECL EUROPA

Coppa dei Campioni 1966-67 – Finale / Lisbona, stadio Nazionale

CELTIC-INTER 2-1 (0-1)

Celtic Glasgow: Simpson; Craig, McNeill, Gemmell, Murdoch, Clark, Johnstone, Wallace, Chalmers, Auld, Lennox. Allenatore: John Stein
Inter: Sarti; Burgnich, Guarneri, Facchetti, Bedin, Picchi, Domenghini, Mazzola, Cappellini, Bicicli, Corso. Allenatore: Helenio Herrera
Arbitro: Kurt Tschenscher (Germania Ovest)
Reti: Gemmell 63′, Chalmers 84′; Mazzola 11′ rig

 

 

Derby: Istruzioni per l’odio!

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snake eat devil

Disclaimer: alcune parodie contengono espressioni dialettali, parole volgari, riferimenti espliciti al sesso, blasfemie varie e soprattutto un uso esagerato della parola milan.

Questo è un post formativo per chi, come me, dopo quasi due settimane di astinenza dal calcio giocato e soprattutto dall’arrivo felicissimo di un nuovo Mister si trova piombato tutto ad un tratto nella partita dell’anno. Sì lo so, ci sono i gobbi, la Roma, la sticazzilig, sono tutte le partite dell’anno, nessuna è la partita dell’anno, metà sono le partite dell’anno…

Fate come vi pare ma per me questa è la partita dell’anno, milan-Inter il derby in trasferta.

Da sempre, anzi per la precisione dal 20 febbraio 1986, il milan è il mio nemico numero uno, ossia da quando fu comprato da un individuo che lo ha reso pari alla gobba in termini di illegalità, ma con la laida capacità di rappresentarlo come un santo.

La gobba non conta nulla, lo sanno anche i sassi sulla luna che è ladra, ma il milan per me è il male assoluto, il lato oscuro della forza, la parte avariata della maionese, quella che quando tiri su un bel cucchiaio del nettare giallo, la trovi ai bordi del barattolo che si mischia al tuo boccone preferito.
Il milan è il petrolio nel mare, le alghe nell’acquario, la Bactrocera oleae per gli olivi, è il bullo nella scuola di tuo figlio che sai prima o poi tenterà di portarlo sulla cattiva strada. Il milan compra i tuoi ex giocatori pensando di farti un dispetto e quando questi fanno cagare come e più di quando giocavano all’Inter, li fa sembrare lo stesso dei fenomeni, salvo poi svenderli di nascosto convinti che tutto il popolo è spettatore di rete4.

Il milan è la società che per competere con la gobba giocava con i guardialinee e gli arbitri restanti, ma dopo essere state colte con le mani nella marmellata, la gobba andava agli arresti domiciliari, il milan invece godeva di libertà condizionata.

Il milan è la società schifata dall’uefa capace di vincere, in libertà condizionata, una champions. Un po’ come se un dipendente della Pubblica Amministrazione colto a rubare gli sia data la possibilità di lavorare, diventando così Ministro… Ah già… in Italia è successo anche questo.

Il milan è l’itaglia di oggi dove il fratello del presidente da pubblicamente del “negretto di casa” ad un proprio giocatore e nessuno si scandalizza, poi se però il razzista lo fa il presidente della FIGC, o il presidente della Lazio o il Presidente della Samp… non si scandalizza nessuno lo stesso…

Il milan è la prostituzione intellectuale, che di una società civile è il peggior cancro possibile. Decine di giornalisti delle testate tv e stampa più seguite, pronti ad esprimere in ogni bieco modo il falso, l’infamia e a volte addirittura l’intimidazione, pur di correre sul destriero del successo o per meglio dire sull’asino della menzogna.

Il milan è la società che se non vince, anzi peggio ancora, se perde esce dal campo e nessuno dei giocatori si ribella, nessuno! Perché sanno bene che se ti ribelli perdi tutto in italia, possibilità di giocare, contratti extra sportivi, opinione pubblica, anche se sei un campione come Brian Laudrup o Paolo Maldini.

Il milan è lentini, Franco Baresi (capitan merda), Gianni Rivera, capitani per decenni odiati da tutti per non essersi asserviti al padrone…

il milan è la società delle patch ridicole e bugiarde da attaccare alla maglia, menzogne che l’Uefa vieta di utilizzare nelle coppe europee ma il milan utilizza comunque in campionato… penosi.

il milan sono gli editoriali di mauro suma (questa va bene così)

Il milan è la società dove il suo dirigente primario manda un fax al dirigente primario della Federcalcio con la richiesta di anticipare una partita e il dirigente primario della Federcalcio risponde positivamente senza interpellare il dirigente dell’altra squadra. Dov’è l’inganno direte voi? è che tutto ciò succede nell’ufficio di galliani dirigente del milan e della federcalcio allo stesso momento…

Il milan è la società che senza ombra di dubbio ha avuto più presidenti condannati indagati e squalificati al mondo da Felice Riva nel 1962 ad oggi passando da perle di comandanti come Carraro, Colombo, Farina, Buticchi, Morazzoni… Fedine penali da narcos colombiani…

Non mi vengono molte altre parole per esprimere il mio odio sportivo verso il milan però una cosa devo dirla il milan è una società che mi da anche due tifosi amici veri per i quali quasi mi spiace scrivere tutto ciò. Tifosi e uomini di livello che non meritano tale scempio. Però se sei tifoso di una squadra e ignori, o fingi di ignorare tale scempio un po’ te lo meriti il mio odio di tifoso. (di amici gobbi neanche l’ombra… Dio me ne scampi!)

Bene credo di avere detto tutto il necessario per prepararvi al derby di domenica, solo una cosa voglio aggiungere. Domenica si gioca una partita in cui il nostro Mister proverà a ricostruire un vaso rotto da Leonardo, incrinato da Ranieri, spaccato da Stramaccioni e letteralmente polverizzato dall’allenatore precedente. Non dico con questo che partiamo sconfitti, né che non mi aspetto cambiamenti mostruosi a livello di gioco, di sicuro l’unica vera arma che avrà il nostro mister sarà la voglia dei giocatori di dimostrare al loro allenatore di potersi conquistare un posto da titolare nella squadra in cui giocano. Sperando che questi pochissimi giorni abbiano permesso al Mister, non di insegnare ma semplicemente di far ricordare ai nostri di essere stati calciatori in squadre in cui si giocava a calcio davvero.

AVANTI Fratelli rileggiamo le parole dell’Enrico V di Shakespeare dedicate al nostro Derby e attacchiamo il nemico!

Noi siamo nettamente più forti di loro e sono sicuro che le nostre armate saranno all’altezza, anzi strasicuro, per cui fratelli nerazzurri ancora una volta a Sansiro,  ancora una volta! E quando il rumore dei nemici vi risuona nell’orecchio, allora imitate l’azione del biscione: irrigidite i muscoli; fate appello al sangue; nascondete la mitezza sotto una grande ferocia; conferite al vostro occhio un aspetto terribile: fate che scruti dalle feritoie del capo come un cannone di bronzo, e che la fronte lo domini come uno scoglio corroso domina e si protende sopra la sua base consumata e divorata dalla furia dell’oceano. Ora stringete i denti, dilatate le narici, trattenete il respiro, e tendete tutta la vostra forza fin dove può giungere! Avanti, dunque, miei nobilissimi Interisti! La gloria è qui, seguite l’impulso, e mentre caricate gridate:

AVANTI MISTER!
AVANTI PRESIDENTE!

AVANTI INTER!

It’s Derby time …anche su twitter!

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DERBY_CINEMA_mancio

Torna il derby della Madonnina l’@Inter e la terza squadra di milano si incontreranno sul campo e su Twitter.

L’attesissimo match sarà preceduto da una speciale settimana di Tweet all’insegna del supporto reciproco e della sportività. Un’occasione perfetta per promuovere la sana competizione e condividere la passione travolgente per il pallone.

Che tu sia uno che ha fatto una scelta sbagliata nella vita o che tu sia interista, o semplicemente appassionato di calcio, segui su Twitter il denso calendario di appuntamenti che si susseguiranno nei prossimi giorni: contenuti esclusivi, foto e video vintage per commemorare le edizioni storiche del derby e iniziative speciali per coinvolgere i tifosi e renderli protagonisti di questo evento.

Contenuti imperdibili su Twitter per tutta la settimana, direttamente da @ACMilan e @Inter in vista del derby #MilanInter