Il salto di qualità…

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Non pensavo si potesse scendere così tanto rispetto a colui che sotto ogni punto di vista è l’allenatore ideale, ma tutti abbiamo sentito il nostro attuale allenatore dichiarare sabato sera a fine partita le seguenti frasi:”Poi nel secondo tempo, quando cambi modulo, è chiaro che ai giocatori non dai delle linee preordinate. Ho provato con il 4-3-1-2 ed è normale che i ragazzi si perdano un po’”  e poco dopo “Il problema è che quando è il momento di fare il salto di qualità, ci areniamo“.

Posto che raramente ho sentito dire dal nostro Mister frasi che potessero essere utili alla causa, qualsiasi essa fosse ma queste del dopo Parma sono state davvero illuminanti. Illuminanti perché forse per la prima volta sono un’ammissione (involontaria sia chiaro) di incapacità che mai finora Mazzarri aveva espresso così chiaramente.

Nel manuale del bravo allenatore le prime due regole sono: 1) dare un gioco alla squadra e 2) dargli un’alternativa in caso di necessità. Per questo nel calcio professionistico esiste la figura dell’allenatore, altrimenti come fanno milioni di persone nel mondo, si giocherebbe undici contro undici divertendosi da morire e fanculo agli schemi.

Sì certo io la faccio semplice dare un gioco non è roba per tutti però l’allenatore ha anche un aiuto in tal senso, può fare le sostituzioni in corso di partita.

Apro una velocissima parentesi ricordando che le riserve sono state introdotte nel calcio nella stagione 1965-1966. Il Regolamento del tempo, prevedeva la sostituzione di un solo calciatore infortunato. Due anni dopo fu permessa anche la sostituzione per ragioni tattiche e dal 1980 furono consentite due sostituzioni, ma solo nel 1981 si stabili che il calciatore sostituito non poteva più riprendere parte alla gara. Nel 1994 le sostituzioni divennero tre ma una era obbligatoria solo per il portiere di riserva. L’anno dopo questo vincolo venne eliminato portando la regola definitiva sui tre cambi liberi, al 1995.

Tralascio la capacità di effettuare le sostituzioni del nostro Mister che dovrei aprire un tomo grosso come la Treccani e torniamo alle due frasi che ci dichiarano limpidamente che lui non prepara la squadra in caso di cambio modulo. E non posso credere che non lo faccia perché non ha tempo durante gli allenamenti o che non ha gli uomini nella rosa per farlo. Lui dice letteralmente “… è chiaro che ai giocatori non dai delle linee preordinate.”

Cosa è chiaro? che non le dai perché non è previsto nel tuo manuale di allenatore o perché non sei in grado di farlo in partita? Mi sembra evidente che si tratta della prima risposta, ossia non è nel suo manuale. Mazzarri prepara nei dettagli un solo modulo di gioco e nel caso in cui, per improvvisa esigenza, il modulo dovesse cambiare non è prevista una gestione tattica alternativa. L’unica cosa che succede è che i giocatori si spostano nelle zone in cui devono giocare, senza seguire schemi preparati in allenamento ma immagino, e a questo punto spero anche, in base ad esperienze pregresse…

Questo d’altronde lo avevamo già capito quando Nagatomo fu espulso con il Cagliari e per una ventina di minuti la squadra non ci capì letteralmente una mazza. Venti minuti passati cercando un bandolo della matassa in cui il Cagliari si è divertito a prenderci a pallonate. Anche in quell’occasione Mazzarri dichiarò che non aveva fatto in tempo a dire ai suoi come posizionarsi, come se il calcio fosse uno sport in cui l’allenatore può sospendere la partita per spiegare ai calciatori cosa fare tatticamente azione per azione…

Tra l’altro tutto ciò mi fa comprendere meglio il mercato della Società. E’ evidente che le richieste del Mister NON sono state indirizzate a prendere giocatori utili anche per una difesa a quattro e/o per un centrocampo a quattro, ossia terzini e ali di ruolo. Ed è anche per questo approccio tattico che le tre punte, secondo il nostro Mister sono più che sufficienti per fare una stagione intera.

Eppure nonostante questo io e come me molti altri, sono convinto che questa rosa non sia poi così scarsa, anzi, nonostante le lacune sulle fasce potrebbe fare bene anche con altri schemi di gioco che non siano il 3-5-2. Questa rosa si compone di 12-13 giocatori di medio/buono livello che possono giocarsela nella massima espressione delle loro potenzialità con chiunque in serie A. Con questo voglio dire che gli undici titolari o gli undici migliori dei nostri, non sono inferiori così nettamente alla gobba o alla Roma o al Napoli. Più semplicemente noi ne abbiamo 13 di quel livello loro ne hanno 16/17/18 e di conseguenza possono “turnare” con più facilità, sia i giocatori rispetto alle competizioni, sia ai vari adattamenti tattici in partita.

Dov’è quindi la vera differenza tra noi e loro? Al netto del fatto che sto parlando in generale e nel lungo peridodo, non del momento specifico che vede ad esempio la Samp sia sopra noi che sopra il Napoli. La differenza sta che gli allenatori delle altre squadre riescono ad alternare moduli tattici e giocatori, molto meglio di quanto stiamo facendo noi con i nostri uomini. Addirittura il lavoro dell’allenatore è così incisivo rispetto agli uomini a disposizione che con rose nettamente più scarse, allenatori come Sinisa, Pioli e addirittura Gasperini… stanno facendo meglio di noi. Eviterò di elencare le rose uomo per uomo, ma per farvi capire l’importanza dell’allenatore vi allego qui sotto uno schemino in cui si evince la differenza che può fare il mister in una squadra.

Utilizzando come parametro percentuale di variabilità del lavoro del Mister ossia il famoso 20% di Fabio Capello (per me uomo di merda ma allenatore sicuramente di esperienza assoluta) ho dato alle squadre di vertice la percentuale di qualità della rosa. Ho assegnato 100% alla gobba, con un 10% in più su Roma e Napoli, poi l’Inter con il 70% e a seguire le altre. Come dicevo, ma soprattutto come dicono gli addetti ai lavori  l’allenatore può incidere del 20% in positivo (fascia verde) o in negativo (fascia rossa). Per lo scudetto il calcolo è semplicissimo, la juve ha la rosa migliore, se l’allenatore fa il massimo arriva al 120% nessuno può raggiungerla e vince il campionato. La Roma può avere la stessa performance come allenatore, ma al massimo può arrivare al 110% dato altissimo per la serie A ma nonostante questo arriva seconda lo stesso. Esattamente come è successo lo scorso anno quando la Roma realizzò gli stessi punti dello scudetto del Triplete, ma arrivò seconda.
Ma è proprio per questo motivo che, nonostante le potenzialità delle rose di Juve e Roma quest’anno non siano cambiate, con l’arrivo di Allegri, allenatore considerato più scarso di Conte, le chanches della Roma si sono riaperte per questo campionato.
serie A

Va da se che con questa forbice percentuale così ampia, ben 40% dal minimo al massimo apporto dell’allenatore, tutte le carte in gioco si possono mescolare e addirittura l’Inter che parte da una rosa a ben 30 punti percentuali dalla gobba e a venti dal Napoli e dalla Roma potrebbe arrivare prima, se appunto gli allenatori delle suddette squadre facessero cagare e il nostro desse il massimo apporto possibile.

Sì sì lo so è solo una forzatura del concetto e mancano gli altri valori come gli arbitri, la preparazione, le coppe, gli infortuni e perché no anche la fortuna, ma il dato più in generale vuole far capire l’importanza del lavoro dell’allenatore nel bene e soprattutto nel male. Perché secondo me nel calcio di oggi con la velocità con cui si gioca, la quantità di partite in tempi ridotti e i sempre maggiori schemi di gioco che si applicano di partita in partita se non addirittura nella partita stessa è molto più facile che un allenatore possa far danni che portare benefici. Far crescere una squadra rispetto alle potenzialità dei giocatori è molto difficile, farla sbracare è molto più facile e la differenza la fanno proprio gli allenatori nel preparare le partite e gli uomini che le affrontano.

Da quando seguo il calcio e l’Inter ho sempre visto che l’allenatore vincente riesce a spostare questa asticella e riesce a farlo non solo nel gioco di squadra ma anche sul singolo uomo. Perché l’errore del singolo può sì generare un gol, ma mai può far perdere una partita. E’ per questo che mi incazzo quando sento parlare di Handanovic come responsabile delle sconfitte o quando sento parlare di Palacio come un giocatore che non ci fa vincere più le partite da solo. I loro errori possono essere, se ci sono, episodi di un contesto che se non funziona, non funziona perchè tutta la squadra e quindi il lavoro dell’allenatore non gira. Se Handanovic era nella posizione sbagliata al momento della ginocchiata di De Ceglie era perché si era persa una palla stupida a metà campo, perché Dodò non ha marcato bene il laterale che ha fatto il cross, perché Vidic e Ranocchia non hanno saltato posizionandosi a coprire bene l’area e Obi si è fatto anticipare da De Ceglie che gli è partito due metri dietro… Errori di squadra, errori di posizionamento, errori di una gestione tattica sbagliata.

Mancanza di alternative tattiche, perdita di concentrazione, perdita di aggressività, perdita di mentalità, tutte situazioni legate al lavoro dell’allenatore. Poi l’episodio lo possiamo rivedere diecimila volte alla moviola, Lucarelli che sul ponte di Obi si muove prima e anticipa Palacio, De Ceglie che sul cross anticipa Obi e la mette dentro. Questi sono episodi decisivi che si sono sviluppati grazie al lavoro di squadra che permette a Lucarelli e e DeCeglie di essere più concentrati, più decisi, più vincenti in partita.

Sapete cosa significa questo? fare il salto di qualità!

E chi lo deve far dare questo salto di qualità?

la risposta la sapete già.

AVANTI INTER
SVEGLIA MISTER
AVANTI PRESIDENTE

 

 

 

Happiness!

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Dopo l’ottava giornata di campionato, al 528mo giorno dell’era Mazzarri e a 19 giorni dal primo compleanno dell’Inter di Erik Thohir mi vengono spontanei alcuni pernsieri.

La Società il disegno è chiarissimo prima il business poi il resto. Che poi è il classico disegno di qualsiasi azienda privata nel mondo che vuole competere nel mercato in cui lavora. Ora possiamo discutere tutta la vita se “l’Inter è un sentimento” come dice l’ex Moratti o se “Inter it’s a good business” come disse Thoihir qualche tempo fa, di sicuro a sentire parlare di pre fallimento o di debiti per centinaia di milioni, qualche dubbio sulla capacità di gestire, oggi, una Società di calcio viene. E se comunque si può campare senza vincere campionati o coppe, altrettanto sicuramente non si può campare con centinaia di milioni di euro di debiti, soprattutto sotto scacco alle banche che detengono il credito. In tutto questo la parte tecnica viene dopo, poi c’è la parte umana, intesa come persone che lavorano e infine il sentimento, che in questo momento storico è solo un accessorio di cui lontanamente parlano i tifosi.

Certo è che se trecento tifosi vanno sotto la sede ad urlare, se arrivano migliaia di messaggi sui vari social della Società e se i media si mettono a sostenere qualcosa che non quadra ai più, allora Guarin non viene “regalato” alla gobba e i sentimenti vengono presi in considerazione, altrimenti, via Cordoba, via Cambiasso, via Zanetti e via… dicendo.

Mettetevelo bene in testa per questa società il lato sportivo è secondario, la mentalità americana con cui Thohir gestirà l’Inter prevede che si possa arrivare primi, terzi, sesti, ottavi, noni, quart’ultimi per differenza reti, sempre con la stessa identica soddisfazione, prima il business poi il risultato sportivo. E non cadete nell’errore di pensare che senza risultati sportivi non fai business, perchè l’Inter del Triplete chiuse il suo bilancio 2011 con un buco mostruoso.

Noi potremo avere in futuro una squadra come quelle dei top team europei, solo e quando potremo avere anche i ricavi dei top team europei. Andatevi a guardare i ricavi dei top team europei, sono anni luce dal nostro e se guardate nel dettaglio scoprirete che non sono i risultati sportivi a portarli così in alto nel generare i ricavi. I ricavi provengono prima dal marketing, che genera profitti altissimi, poi dai biglietti staccati e infine dai diritti TV ultimi per profitti generati. Esattamente il contrario di ciò che succede a noi.

Il Team è competitivo, pochi cazzi, la rosa per i desideri del mister, ossia per il suo modo di giocare è all’altezza della serie A. Sì possiamo discutere sulla lunghezza della panchina, ma contro gobba, Roma e Napoli, uniche tre squadre che come uomini ci sono superiori ci giochiamo sei partite l’anno, le altre 32 partite del campionato ce le possiamo giocare con tutte, anche affrontandole con una panchina non propriamente di prima scelta.

dal 2011 il livello tecnico della serie A è sceso in maniera mostruosa e se facessimo la selezione degli undici migliori giocatori di tutta la serie A, non riusciremmo a fare una squadra che si avvicini ai primi sei top team europei. Sabato ho visto il Classico e solo a guardare i nomi degli attaccaccanti di Real e Barcellona ti rendi subito conto che il problema non è né tattico, tantomeno fisico, il problema è che nella migliore squadra della serie A il livello tecnico è di almeno due spanne sotto il resto d’europa e non è un caso che il Bayern scherza la Roma in casa e la gobba perda con l’Olimpiakos. Tutto ciò per dire che la nostra rosa ed in particolare gli undici potenziali titolari, (tutti nazionali o nel giro delle nazionali)  sono assolutamente in grado di poter fare una serie A giocandosi una delle prime quattro posizioni. Se questo non avverrà è solo ed esclusivamente perchè sia a livello di stimolisia a livello di crescita tecnica il Mister non avrà fatto un buon lavoro.

Il Mister è un uomo solo. Lo scrivo con cognizione di causa da quello che vedo succedere ogni giorno in Società. Oddio negli ultimi anni non che abbia visto i Mister accompagnati nel loro lavoro dalla Società. Solo Lele Oriali è riuscito a dare nei suoi anni all’Inter una parvenza di supporto tecnico ai mister che si sono succeduti. Tutto il resto è sempre e solo stato, il classico lavoro di supporto nelle scelte di mercato e nella gestione “umana” di giocatori particolari… Mai nulla di più di tutto questo. E il team tecnico? Chi è il secondo di Mazzarri? chi sono i suoi supporti tecnici? Nicolò Frustalupi voglio pensare che sia un caso di amore fraterno, più che una vera e propria scelta professionale. Se analizzate la storia di questo ragazzo, Frustalupi era l’osserrvatore tecnico della squadra in cui il padre Mario, ex Inter, era il direttore sportivo e Mazzarri l’allenatore. Tutto fa pensare che dopo la tragica scomparsa del padre, Nicolò sia stato accolto da Mazzarri nel suo team tecnico e che negli anni se lo sia portato dietro in tutte le sue esperienze, più per affetto ed amicizia che per vere e proprie potenzialità di allenatore. Scelta ultracondivisibile e umanamente, se fosse vera, anche molto toccante. Ma io lo dissi in tempi non sospetti già ai tempi di Stramaccioni, che il secondo allenatore è fondamentale per la crescita tecnico tattica di una squadra. Strama ne aveva bisogno ancor più della rosa scarsissima che aveva a disposizione e vedrete che salto di qualità che farà con Deki vicino quest’anno. Lo stesso Mourinho ovunque va ad allenare, si circonda di uomini/tecnici “locali” che lo aiutano sotto questo punto di vista, oltre ai suoi fedelissimi. Andatevi a vedere l’organigramma tecnico del Chelsea, fa paura! Andatevi a vedere il nostro Luca Vigiani è l’altro collaboratore tecnico, una carriera monstre con Saronno Lodigiani e Reggina… E l’allenatore dei portieri? Nunzio Papale! giuro che si chiama così. Sono andato a cercare su wiki chi è Nunzio Papale ma niente solo roba del vaticano… Eppure avevamo Nista che era bravissimo! Ora è chiaro che non pretendo il team tecnico di Mourinho ma almeno qualcuno con cui il nostro Mister analizzi la partita con capacità tecniche ed esperienza di livello e soprattutto scevro da posizioni di riconoscenza, esiste? Evidentemente no! Perchè io vedo errori tattici in partita che farebbero  rabbrividire anche il mitico Oronzo Canà. Lo stesso Adani ieri in commento partita, azzardava commenti tecnici sulle mancate sovrapposizioni di Juan Jesus e di Campagnaro sui laterali bloccati a trequarti campo, per non parlare dei continui fuorigioco di Icardi e Palacio che sbagliavano a dettare il passaggio, sia per incapacità di incrociarsi con i laterali che per il continuo stucchevole e inutile portare palla di Kovacic ed Hernanes. Un disastro letteralmente un disastro! Non è umanamente possibile che nessuno in Società dica a Mazzarri che la squadra si muove malissimo, che non ci sono le basi tattiche per creare gioco e che giocatori come Kovacic e Icardi stanno rendendo un quinto delle loro potenzialità per incapacità del Mister di migliorarli tatticamente. Se la Società ha deciso che Mazzarri deve essere il nostro Mister per i prossimi due anni la prima cosa che si deve fare, ancor prima di comprare qualsiasi altro giocatore, è affiancargli un team di due veri vice allenatori con grande esperienza nazionale ed internazionale che lo indirizzino a scelte più efficaci in campo prima e lo supportino in quelle degli allenamenti, poi.

Voi giustamente direte allora cambiamolo che facciamo prima! No. Non è possibile, se non succedono sfracelli in campionato e se non sarà Mazzarri a dimettersi, non succederà mai che questa Società si rimangerà le scelte effettuate, è nella cultura americana sostenere fino alla fine le proprie scelte e fare i conti una volta chiuso il contratto, ricordate sempre, il business prima, i risultati poi.

Ora voltiamo pagina per un secondo.

Ferrero è semplicemente un coglione. la gaffe che ha fatto in diretta, che poi sarebbe più corretto definirla figura di merda, non è in nessun modo giustificabile tantomeno scusabile. Ferrero è il classico coglione che non ti fa vergognare di essere romano, Ferrero è il coglione che ti fa vergognare di essere un umano in generale.

Se a questo nuovo acquisto del calcio italiota associamo Tavecchio, Lotito e la solita cricca di fenomeni da circo quali sono gli altri presidenti e manager della serie A, senza contare la cupola mafiosa che la dirige a livello arbitrale e gestionale, non c’è molto da sperare per un futuro migliore di quello che stiamo vedendo negli ultimi anni.

Fabio Cannavaro, con l’ultima truffa all’erario, si è già portato avanti per diventare il futuro Commissario Tecnico della Nazionale.

Questi ultimi due paragrafi li ho messi perchè in fondo in fondo non riesco ad essere triste di questa Inter, sì l’allenatore è una chiavica, i giocatori potrebbero fare molto di più, ma io vedo grandissimi margini di miglioramento, la rosa è forte e il terzo posto non è irraggiungibile. Sarò un idiota ma sono ancora sicuro che se riusciamo a trovare un po’ di fiducia, possiamo dire la nostra. Certo oggi non siamo nelle condizioni di camminare a dieci centimetri da terra, per una vittoria striminzita col Cesena ma ricordatevi sempre che potevate nascere juventini o milanisti e gioire di avere dei malfattori in Società o per meglio dire delle società di malfattori.
Noi al massimo in Società abbiamo qualcuno che si incazza perchè non può fare il tifoso come al solito, anzichè il Presidente Onorario e si dimette…

Massimo, Massimo… ma quando imparerai a smettere di fare il tifoso? Vabbè di Moratti ne parliamo la prossima volta che seppur sia sempre stato un pirla di tifoso, trattarlo male come è stato fatto in questi giorni mi sembra un po eccessivo…

Ma noi interisti siamo così, l’ossimoro è nel nostro DNA per questo in fondo in fondo la nostra felicità è anche avere una squadra triste, ma state tranquilli anche quest’anno vedrete che nonostante il Mister scarso, la squadra svogliata, il Presidente braccino, non moriremo tutti!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE 

 

“I Bellissimi” di Velletri!

gazzetta torneo quadrangolareDi certo non si respirava la tensione del Bernabeu e la vittoria finale non dava di sicuro la gloria eterna, ma i visi e la voglia che si percepiva dai ragazzi che piano piano arrivavano al campo non era davvero di allegra scampagnata. Quando si organizzano questi tornei il primo pensiero è che tra i ragazzi fili tutto liscio, sì la vittoria, il trofeo, la gloria del proprio club, ma siamo tutti uomini e nessuno ci sta a perdere, neanche un quadrangolare che per renderlo ancora più amichevole, era stato deciso di chiamarlo “I Bellissimi”.

Fedele Maurano il Presidente dell’Inter Club Bellideroma e organizzatore del Torneo, che è un uomo che quando si tratta di Inter, vive con tensione anche entrare al Solo Inter, però aveva pensato a tutto. Non so come sia riuscito, ma i ragazzi, quel clima amichevole che volevamo essere il leit motiv della serata, lo hanno espresso perfettamente, dove tra strette di mano e applausi spontanei per i gesti più tecnici, finalmente abbiamo passato una serata con l’Inter in campo, senza incazzarci per il risultato finale o per il non gioco dei protagonisti.

Sì perché c’era tanta Inter in campo, quella più pura, quella più vera, quella dei ragazzi che per ogni partita della prima squadra, macinano migliaia di chilometri andando a sostenerla ovunque. Quattro Inter Club amici che per esempio domenica prossima, organizzeranno un pullman insieme, per andarsi a vedere una squadra che in questo momento è davvero roba di fede, pensare solo di andare a tifare.

Ma torniamo alla calda serata romana, i ragazzi come dicevo sono scesi in campo con grandissima voglia e già dai primissimi minuti delle semifinali, si è capito che non si stava scherzando. I Bellideroma che giocavano contro l’Inter Club BNL sono passati presto in vantaggio e per alcuni minuti hanno illuso i loro numerosi tifosi al seguito. Ma i ragazzi del BNL hanno serrato i ranghi e piano piano hanno costruito una rimonta che prima ha ferito i BDR, poi con grande attenzione e veloci ripartenze li ha definitivamente messi al tappeto. Per i BDR fiato e gestione tecnica della gara il grande gap, per il BNL pazienza e intelligenza tattica la grande forza. L’altra semifinale è stata invece equilibratissima, Anzio Nettuno ha dominato quasi tutta la partita portandosi in vantaggio nel primo tempo e colpendo più volte pali e traverse senza però mai riuscire a chiudere il match, Velletri invece, sorniona, ha tenuto fino alla fine e con i suoi giocatori di gran classe nei minuti di recupero è riuscita a ribaltare il risultato con un uno-due da veri killer spietati.

Devo dire con sincerità che Anzio Nettuno è stata molto sfortunata a trovarsi in semifinale i fortissimi ragazzi di Danilo Papacci, che nonostante un pancione da Babbo Natale, corre più veloce di metà della nostra rosa… e la semifinale tra i due Club ha ricordato la classica frase una partita che vale la vera finale.

Infatti le due finali, quella del terzo posto e quella del primo, non hanno avuto storia, i due risultati di 7 a 3 per Anzio Nettuno sui BDR e di 7 a 0 per Velletri su BNL seppur siano state partite giocate molto bene, non sono mai state in discussione.

Da intenditore di calcio devo dire che nel torneo non sono mancati numeri di livello, sia del miglior giocatore premiato con un trofeo dedicato, Federico Di Bella (Ausilio cosa aspetti a dargli un’occhiata?) che dagli altri ragazzi, Cristian di Anzio Nettuno su tutti. Pensate che Emanuele Atturi il vice presidente del Club al velocissimo Cristian a un certo punto lo ha dovuto minacciare fisicamente per farlo smettere di correre…. Di BNL mi è piaciuto il grandissimo spirito del loro Capitano, mai domo nel gettare il cuore e anche il menisco oltre l’ostacolo e nei miei Bellideroma del bomber Alessandro fuoriclasse del gol strappato a Masterchef, però nel ruolo di assaggiatore…

La serata gloriosa per Velletri ha ripagato almeno l’immenso sforzo amoroso della Signora Papacci intervenuta nonostante i molteplici impegni e i molteplici motivi per cui vedersi il maritozzo e dei culoni salterellanti non sia davvero il massimo. D’altronde se noi maschietti per l’Inter facciamo questo ed altro, avere una moglie che fa lo stesso per noi è davvero una grande fortuna. (per correttezza vi informo che Manuela ha detto di essere una mia fan…).

Per le premiazioni abbiamo avuto anche l’onore di avere la presenza di una giovane attrice del cinema italiano Ami Codovini che oltre ad essere davvero molto carina si è perfettamente calata nel ruolo di madrina sopportando con una pazienza biblica, i bacetti di alcuni dei suddetti culoni ancora sudati, per la partita appena conclusa…

Un immenso ringraziamento va inoltre all’amico Angelo Mastrogiacomo e alla sua azienda Oro il Trofeo, per il gentilissimo aiuto fornito nel produrre in pratica a costo zero tutti i premi dati nella serata e naturalmente a Mauro Basilico che grazie alla sua pazienza, anche questa infinita, ormai da anni supporta e sopporta la banda di pazzi sciamannati che sono gli Inter club del Lazio.

Qualsiasi altra cosa potrei dirvi non renderebbe comunque l’idea del lavoro e della passione che ci mette Fedele Maurano nell’organizzare queste cose e non renderebbe giustizia al clima davvero felice che abbiamo vissuto insieme ieri sera. Felicità che noi tutti speriamo e vogliamo, rivivere già da domenica sera dopo la partita Inter Napoli, perché se noi ce la mettiamo tutta per raggiungerla da soli, sentiamo fortemente che ce la meritiamo anche da chi, con un po’ più di voglia, ce ne potrebbe regalare a mazzi!

Grazie Fedele, Grazie Danilo, Grazie ai Presidenti Marco Fonzi e Valerio Scalia che non sono potuti intervenire ma sono stati sostituiti alla grande da Francesco Porcarelli ed Emanuele Atturi. La seconda Edizione del Torneo “I Bellissimi” toccherà ad uno di voi, con la certezza che già gli amici dell’Inter Club Mazzola di Ceccano parteciperanno e chissà che non si aggiungano altri amici del Lazio. Non vogliamo fare troppi voli pindarici ma l’obiettivo è di far diventare questo torneo il torneo di tutti gli Inter Club d’Italia, per cui stay tuned che ci sarà da divertirisi!

Grazie davvero a tutti di essere interisti, amici e brave persone!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

e…

AVANTI INTERCLUB VELLETRI!

Ci vediamo l’anno prossimo!!!

 

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Le quattro squadre pronte per affrontare il torneo!

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I Bellideroma Football Club

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Inter Club BNL

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Inter Club Anzio Nettuno

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Inter Club Velletri

il calcio d'inizio di una madrina d'eccezione, Matilde Oldman!

il calcio d’inizio di una madrina d’eccezione, Matilde Oldman!

Immagine emblematica i BDR a terra... il Presidente ha deciso, da domani ritiro forzato in convento!

Immagine emblematica i BDR a terra… il Presidente ha deciso, da domani ritiro forzato in convento!

Bellissima gente anche tra il pubblico!

Bellissima gente anche tra il pubblico!

Ecco le finaliste!

Ecco le finaliste!

La Bellissima Ami riceve i fiori per la gentile partecipazione

La Bellissima Ami riceve i fiori per la gentile partecipazione

un Presidente radioso... chissà perché...

un Presidente radioso… chissà perché…

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I fantastici trofei della serata

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Gli organizzatori Danilo Rocca, Mauro Basilico, Lucia Lozzi, Fedele Maurano e le bellissime Madrine Matilde e Ami!

Il Grandissimo Angelo Mastrogiacomo fornitore ufficiale, coppe medaglie e targhe del torneo!

Il Grandissimo Angelo Mastrogiacomo dell’Inter Club Mazzola di Ceccano, fornitore ufficiale, coppe, medaglie e targhe del torneo!

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La signora Manuela premiata per la doppia Fedeltà Inter e marito!

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Inter Club BNL il Capitano!

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Anzio Nettuno last but not the list l’anno prossimo saranno cavoli amari per chi li affronterà

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quattro medaglie mi sembra il minimo…

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Alessandro dei BDR… tra attori il feeling è assicurato

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Più che le medaglie ci voleva un bel cucchiaio di legno…

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le belle e il best player! Federico Di Bella!

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Sempre in prima fila il grande coordinatore del Lazio, Maurone Basilico!

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Arbitri, una delle rarissime volte in cui si sono meritati davvero una medaglia…

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Ci sono vittorie più importanti, ma il sorriso è delle grandi occasioni! Bravissimi Campioni!

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La targa ricordo, la medaglia, la coppa e miglior giocatore del torneo… cannibali!

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Foto ricordo…

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…e tuffo sotto la curva!

 

Lo stupefacente calciodangolo del dragone rovesciato luminoso!

dragoneChi ha buon occhio calcistico, già dalle prime amichevoli negli USA aveva capito che nell’Inter di quest’anno c’era poco di nuovo a livello di gioco. D’altronde migliorare la qualità degli interpreti in campo, non significa migliorare automaticamente il gioco, soprattutto se questo è prevedibile e non permette di sviluppare sistematicamente azioni pericolose.

Avevamo avuto dei feedback postivi con Real, Man Utd. e Roma ma solo perché noi, avanti nella condizione atletica ed evidentemente con più voglia, soprattutto da parte dei nuovi arrivati e delle riserve. In realtà le due amichevoli seguenti con Eintracht e Paok, più cazzute tatticamente e con più voglia da parte dei nostri avversari, hanno evidenziato i grossi limiti offensivi della nostra squadra.

Questa cosa si era vista anche nella prima partita di Europa League contro lo Stjarnen, squadra di simpatici ragazzotti islandesi che, mettendo in campo semplicemente una buona corsa e un minimo di senso tattico, ha bloccato le nostre iniziative portandoci nel primo tempo a tirare in porta solo quattro volte e a segnare, grazie a un liscio del centrale, nientepocodimenoche al 41mo… roba che al pub già dopo mezz’ora di quasi nulla volavano boccali di birra verso il televisore…

In fondo anche nella partita di ritorno che per tutti era solo una festa di inizio stagione, (tranne che per Mazzarri che invitatava alla concentrazione), i gol più belli sono nati da spunti personali di Mateo, che trovando davanti a se una squadra in vacanza è riuscito, con dei bei gesti tecnici a portare la partita da festa ad allenamento. Il 6 a 0 è stato piacevole per tutti ma come era facile immaginare ha generato, la falsa sensazione che qualcosa fosse cambiato in quanto a potenzialità offensive.

La realtà invece è totalmente diversa, infatti al primo appuntamento vero, seppur contro una squadra posizionata col solito schema a pulman, il nostro gioco d’attacco si è infranto miseramente nella barriera difensiva, anche se sarebbe meglio dire a centrocampo visto che anche questa volta non abbiamo elaborato mai azioni fino ad arrivare in porta, conquistando al massimo i famosi calcidangoli…

Che poi su questo tema mi vorrei soffermare un secondo con una considerazione. Con il Torino ho visto tirare 10 calcidangolo che definire dimmerda è riduttivo. Almeno 7 non hanno superato l’uomo posizionato sul primo palo, gli altri sono finiti nel mucchio dove al massimo sono stati sfiorati da qualcuno dei nostri senza però mai riuscire ad essere pericolosi.

Allora se si è consapevoli che il nostro gioco produce una discreta media di calci da fermo da tirare in area, perchè non abbiamo uno, dico uno, ripeto uno, straccio di schema? è possibile che l’unica cosa che riusciamo a fare è tirare la solita banana del cazzo, che a malapena arriva nell’area piccola? Eppure alcune volte dai nostri vedo alzare il braccio, cos’è lo fanno per far prendere aria all’ascella o è un messaggio alla difesa del tipo, voi non lo sapete ma ora vi facciamo vedere lo schema dello stupefacente calciodangolo del dragone rovesciato luminoso?

E dei calci di punizione vogliamo parlare? mai, mai, mai, mai mai qualcosa che sia davvero studiato, se va bene chi prende il fallo tira la punizione e sticazzi di tutto il resto! Che due coglioni!!! ma qualcuno l’ha mai fatta la statistica di quanti gol sono stati fatti su punizione diretta? il rapporto sarà almeno cento a uno e quell’uno è stato fatto nella storia, da gente come Maradona Zico Platini, che se in squadra non hai uno di quei tre il rapporto diventa mille a uno…

Chiudo la parentesi sulle azioni che partono da fermo infilandoci anche i falli laterali che non se li fila nessuno. Alcune volte anche i falli laterali sono fondamentali in certi momenti della partita, sia per poter creare qualcosa di importante in attacco che per poter uscire da zone pericolose in difesa. Anche in questo caso niente, nada nicht, palla lanciata a cazzo al giocatore che nella migliore delle ipotesi ha due uomini attaccati al culo… Certo, direte voi, non gliene frega una mazza a nessuno dei calci di punizione dal limite, figurati che lavoro si farà sui falli laterali… A me frega moltissimo ma forse la mia è una di quelle malattie imbarazzanti che danno su National Geographic HD… già mi vedo in video “Maestro Oldman e i suoi falli laterali, in malattie imbarazzanti!” domenica sera su National Geographic HD!

Ma torniamo al gioco vero, quello che dovevo scrivere su questo tema in particolare sulla mancanza del gioco sulle fasce, l’ho già fatto qui dopo la partita di andata con lo Stjarnen. Se leggete il post e considerate che l’ho scritto prima della partita con il Torino capirete che in fondo non ci vuole un genio per scoprire le nostre magagne.
Bene la difesa pessimo l’attacco in fondo il nostro Mister sarebbe un allenatore perfetto per l’NFL e più precisamente per fare l’allenatore della difesa. Come sapete nel football americano ci sono vari allenatori uno per l’attacco uno, per la difesa, uno per gli special team (quelli che calciano le punizioni… sarà un caso che nel football americano hanno un allenatore per le punizioni, i calci di rinvio, i trick play e via dicendo? Mah!) e infine c’è il capo allenatore, quello che decide la linea generale di comportamento del Team, anche modificando scelte tattiche fatte dai suoi collaboratori di reparto.

Ecco Mazzarri secondo me ha nelle sue corde la capacità, comunque non da poco ricordando i suoi precedessori a partire da Leonardo, di saper predisporre molto bene la squadra nel non prendere gol, ma per fare questo perde completamente la visione del gioco offensivo. Non voglio scrivere, non ce l’ha la visione del gioco d’attacco, perchè sarebbe davvero offensivo nei suoi confronti, diciamo che per Mazzarri le due fasi non devono mai far scoprire la squadra, per cui certi schemi offensivi in cui si rischia di lasciare scoperto un reparto, non sono previsti. Ciò naturalmente lo porta a scegliere schemi di gioco ben definiti che difficilmente possono essere cambiati in corso di partita, perchè questo sconvolgerebbe i suoi piani tattici. Da ciò anche la difficoltà in corso di partita a sostituire il centrale spesso inoperoso con un giocatore d’attacco e passare dal 3-5-2 al 4-4-2.

E non è un problema di rosa, non fatevi ingannare. Oggi ci troviamo con una rosa che è lo specchio di quanto ha fortemente voluto il Mister per questa stagione. Nei suoi ruoli principali ha la doppia scelta e anche il reparto d’attacco, seppur per tutti sia assolutamente carente con soli tre uomini, in fondo è quello che serve al Mister, considerando tra l’altro, che i tre attaccanti non possiamo considerarli riserve di nessuno. Sì è vero Palacio può aver dirittto per classe e anzianità ad un gradino più alto, ma sono sicuro che né Osvaldo tantomeno Icardi si sentano da meno nell’avere in dote una maglia da titolare. Ciò mi fa pensare che la scelta di non allargare la rosa d’attacco sia voluta, considerando che al limite oltre alla (per me scellerata) scelta di mettere Hernanes come seconda punta, ci sono sempre i due primavera (questa cosa mi piacerebbe molto) che potrebbero essere utili alla causa. Su Bonaventura stendo un velo pietoso, in una squadra che schiera Kovacic ed Hernanes il primo come prospect da lanciare alla grande, l’altro come vero e proprio perno del centrocampo d’attacco, il solo pensare di prendere un giocatore con quelle caratteristiche sarebbe stata una minchiata colossale per tutti.

In ultima analisi mi sembra doveroso aggiungere qualcosa che molti sembra si siano dimenticati in questo vorticoso finale di calciomercato. L’Inter viene da un’acquisizione societaria in cui il primo obiettivo è ripianare un debito che ci ha portato ad un millimetro dal baratro vero. I milioni da ripianare sono ancora centinaia e senza i soldi veri della Champions, immaginare che in ogni sessione di calciomercato si possano acquistare sei sette giocatori è pura follia. Le scelte sono e saranno sempre più dettate da questo asset, che sarebbe utile per tutti non dimenticarsi mai. Prima il bilancio poi il resto che fare la fine del Napoli di Ferlaino, della Lazio di Cragnotti, della Fiorentina di Cercchi Gori è un attimo, poi voglio vedervi con l’Inter in serie C altro che a rompere le palle per Bonaventura…

Se siete arrivati a leggere fin qua devo dirvi un grazie immenso, mi volete davvero bene per cui concedetemi quest’ultima riflessione.

Mazzarri non è il miglior allenatore del mondo, criticarlo è un nostro sacrosanto diritto e prenderlo per culo, in modo civile e satirico per me è anche divertente. Ma c’è un limite che dovremo essere bravi a non superare ed è il limite di civiltà e di educazione che per renderlo facilmente comprensibile a tutto è ciò che ci differenzia dai gobbi. Parlo dello stesso limite che dovrebbe farci evitare di arrivare letteralmente a litigare tra tifosi nerazzurri, offendendoci a nostra volta come se parlassimo di effetti personali. In questi ultimi giorni ho letto in giro diversi commenti davvero volgari, non tanto per le parole fine a se stesse, quanto per la violenza dei concetti espressi. Patenti di tifo se ne sono sempre date e sempre se ne daranno, così come patenti di allenatori o di esperti di calcio in generale, la cosa strana stupida è che le patenti si assegnano agli altri non si danno a se stessi, per cui ognuno pensi ad esprimere il proprio concetto e a rispettare quello degli altri, anche se può sembrare una gigantesca cazzata. Diamoci tutti una bella calmata la stagione è lunga e dobbiamo passarla insieme, noi siamo l’Inter, tutti, dal più Mazzarriano al meno Mazzarriano, TUTTI SIAMO DELL’INTER!

Forza ragazzi, Keep Calm, Be quit, Enjoy it, Just do it, a fess e ‘sorata… vabbè avete capito la vita è bella e bisogna fare di tutto per godersela davvero. Domenica prossima la godrò alla grande a Sansiro con la prima partita della vita di mia figlia nel tempio del calcio e con chissà quanti amici e quante amiche visti da vicino!

Essere interisti non ha prezzo…

…per tutto il resto c’è lo stupefacente calciodangolo del dragone rovesciato luminoso!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

Goooooooooooooooood Mooooooooooooorning Inteeeeeeeeeeeeeeer

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Campionato pub 2015

Sorelle Fratelli

Superata con nonscialans la pratica preliminari è giunto il momento di iniziare con il sesso vero. Domenica ci aspetta la prima di campionato e non vediamo l’ora di iniziare la nuova stagione per scoprire di che pasta siamo fatti. Emozione grandissima domenica a Torino proprio come quando da bimbetti si rimorchiava una nuova conquista. Sì lo avevi già fatto chissà quante volte ma la prima di ogni nuova avventura ha sempre un sapore speciale.

Domenica si va a Torino o per chi resta o meglio ancora viene a Roma TUTTI AR PUB! per vedere l’Inter vincere!

Noi Bellideroma come sempre siamo in prima linea e come sempre vi forniamo delle grandiose verità. Quella di questa partita è che il Padre della Patria Camillo Benso Conte di Cavour era Interista! Abbiamo le prove in questo selfie dove si ritrae con il primo prototipo della maglia a strisce oblique che ispirò gli stilisti degli anni 60.

Noto come Camillo Benso Conte della Nord, Cavour nacque a Torino ma capì subito che aveva l’Inter nel cuore. Per festeggiare uno dei Padri fondatori e la città che ci ospiterà domenica tutti i soci e gli amici che parteciperanno alla serata al pub dovranno portare dei cioccolatini da condividere con gli amici. Vanno bene dai gianduiotti ai cremini, dai Rocher ai Mon Cheriè e chi vuole esagerare daje cor barattolone di nutella!!!! insomma cioccolata a gogò!!!!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

Pitbull a chi?

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Tra i tre effettivamente il ragazzo non sfigura...

Tra i tre effettivamente il ragazzo non sfigura…

Abbiamo visto lunedì scorso la presentazione dell’ultimo arrivato Gary Medel e a parte le informazioni tecniche che sicuramente saranno importanti approfondire, la cosa che è stata evidenziata principalmente dai media è il carattere prettamente aggressivo del giocatore.

Il suo soprannome è Pitbull e come potete vedere dalle immagini di seguito il ragazzo sicuramente non si è mai tirato indietro quando c’era da allungare una gamba o addirittura le mani, considerando che anche al di fuori del campo non stiamo proprio parlando di un principino.

medel2 Brazil Soccer WCup Brazil Chile

Sì lo so in questa foto c'è tutto quello che NON rappresenta un interista...

Sì lo so in questa foto c’è tutto quello che NON rappresenta un interista…

Noi dei Bellideroma abbiamo controllato il suo cartellino e di fatto in oltre 190 partite tra Liga, Premier, e campionato Argentino ha rimediato solo 4 espulsioni dirette, con appena 6 cartellini gialli. In realtà più che un Pitbull sembrerebbe un Labrador rispetto ad altri killer presenti in serie A. Ma si sa la nomea che uno si porta dietro, lo metterà di sicuro in evidenza negativa con la nostra classe arbitrale e siamo sicuri che il trattamento che gli verrà riservato non sarà di certo come quello dei  vari Chiellini Bonucci Mexes e via discorrendo.

Oddio c’è da dire che l’aspetto fisico del nostro ragazzo non lo aiuta moltissimo, soprattutto il taglio di capelli da narcotrafficante juventino non è il massimo ed è per questo motivo che noi Bellideroma specialisti in look calcistico da Inter, ma soprattutto in bellezza in generale, abbiamo riservato per il nostro nuovo campione quattro nuovi look per la prossima stagione, prendendo come trait d’union il suo nome Gary.

 

Il primo look è il Gary Cooper MedelGary Cooper Medel

Un look un po’ vintage che può sembrare obsoleto, ma in realtà genera istintivamente rispetto da parte degli arbitri. Con questo look potrà tirare randellate a metà campo senza essere tacciato di violenza gratuita, ma giustificato dall’alto della sua lunghissima esperienza in campo. Look molto affascinante che gli potrebbe essere utile con calciatori alla Mexes sempre molto attratti da altri calciatori particolarmente eleganti…

Il secondo look è il Gary Barlow MedelGary Barlow Medel

Questo è un look molto giovane ma soprattutto molto utile per il gioco a centrocampo. Con un look così infatti sarà riconoscibilissimo dai suoi compagni che credendolo uno dei thake that non sbaglieranno mai a ricevere uno dei suoi passaggi. Naturalmente il viso da bravo ragazzo gli permetterà di scamparla a qualche buffetto da tirare in faccia con simpatia ai vari gonzi che ronzano nel nostro centrocampo al derby.

Il terzo look è il Cary Grant MedelCary Grant Medel

In questo caso rasentiamo la perfezione, con un look così nessun arbitro al mondo potrà mai osare di contestargli un fallo e nelle partite di coppa sarà utilissimo a risolvere gli intrighi internazionali con gol di grandissima classe. Con questo look inoltre verrà esaltato alla massima potenza il completo Brooks Brothers permettendoci di strappare alla famosa fashion house una sponsorizzazione più alta della Nike stessa.

il quarto e ultimo look è il Gary Oldman Medel Gary Oldman Medel

Look creato appositamente per le partite serali, gli eventi di gala e in gare da prestazioni particolarmente glamour (d’altronde il solo nome Oldman è già garanzia di massimo glamour…) in cui il nostro ragazzo potrà, in coppia con Osvaldo, rappresentare il lato poliedrico del calciatore moderno. Ideale per qualsiasi ruolo in campo, questo look è ideale per affascinare le mogli dei calciatori avversari in modo di fargli sbagliare le partite da soli. Su questo tema il nostro Icardi ha già fatto scuola e di sicuro potrà dargli degli ottimi consigli. Va da sé che con un look di questo genere ogni partita sarà da oscar del calcio!

Noi Bellideroma in tutti i casi, qualsiasi sarà il look che porterai in campo, saremo sempre al tuo fianco, sicuri che giocando brucerai l’erba che ti passerà sotto i piedi e anche qualche caviglia di chi se lo meriterà!

BENVENUTO GARY CHIUNQUETUSARAI MEDEL

Con il 18 di default sei già un idolo!

Con il 18 di default sei già un idolo!

AVANTI INTER!

Dismorfofobia peniena

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dismorfofobia

Alcuni tifosi ritengono di avere il pene diverso dalla norma. Una convinzione, spesso immotivata, che causa ansie e timori. La convinzione di avere un pene troppo piccolo, troppo curvo oppure con anomalie legate al glande o al prepuzio, ha un nome scientifico preciso, Sindrome da pene piccolo.

Questo disturbo è noto anche come Sindrome del milanista, in quanto chi ne soffre tende ad acquistare qualsiasi cosa sia appartenuta ad un interista. In realtà non sempre ci riesce o lo vuole fare veramente, anche perché facendolo ha comunque il timore di essere sottoposto a giudizio per via delle dimensioni o della forma dei propri genitali. A volte queste preoccupazioni non sono motivate dalla presenza di reali anomalie, ma ciò non impedisce ad alcuni milanisti di diventare preda di idee ossessive e di comportamenti compulsivi, come il depilarsi completamente la testa guardandosi continuamente allo specchio, nel tentativo di confermare le proprie valutazioni sulla grandezza del proprio pene.

Ma qual è la dimensione “normale” dell’organo genitale interista? I diversi studi effettuati sulla misurazione del pene del tifoso nerazzurro, hanno evidenziato dimensioni standard al resto dei tifosi. La concordanza dei dati evidenzia che la media del tifoso interista negli ultimi decenni ha raggiunto una dimensione a riposo pari a 8-10 cm in lunghezza, con un picco alla fine del maggio 2010, sempre a riposo, le cui dimensioni hanno raggiunto una lunghezza media tra i 12-16 cm. La scienza in questi anni ha dimostrato che in realtà, a parte il picco del 2010 irraggiungibile per qualsiasi altro tifoso italiano, non c’è grande differenza fra i peni dei tifosi ma tant’è il milanista se lo vede più piccolo.

Naturalmente lo stato di flaccidità del pene ha una dimensione del tutto variabile ma il milanista in questo soffre più degli altri alcuni fattori come:
■ Il campione acquistato dall’Inter nell’anno in corso;
■ Il distacco in campionato o il numero consecutivo di derby persi;
■ Il fatto di avere presidenti: donna, pregiudicati o condannati per frode sportiva

In tutti i casi gli specialisti concordano nel ritenere che se anche le dimensioni non si differenziano sostanzialmente, in alcuni casi di tifosi milanisti è opportuno parlare di micropene. Ciò è stato particolarmente evidenziato quando la ricerca di ex giocatori dell’Inter, è arrivata a sostenere con soddisfazione l’acquisto di giocatori come Helveg, Brocchi e Silvestre.

Probabilmente il povero milanista che rimane legato al concetto di: Pirlo e Seedorf uguale campioni strappati all’Inter, non riuscirà a goderli appieno, bensì continuerà a confrontarsi con le dimensioni degli organi genitali di uomini ultradotati che hanno militato nell’Inter, come Ronaldo e Vieri che poi una volta acquistati si sono rivelati in condizioni pietose. Confronto impietoso, che li ha portati negli anni a vedere i peni dei nerazzurri come dei campioni da film porno. Senza contare che l’ormai tanto amato Seedorf oggi gli si sta riproponendo come un film dell’orrore, in cui un ex pene gigante, gli si ritorce nel didietro…

Oggi la sindrome del pene piccolo pare essere in aumento, se in oltre cento anni i casi più importanti erano saltuari come Meazza, Serena, Collovati, fino a Ganz, West, Favalli, e il pietoso Amantino Mancini, di recente invece l’escalation è cresciuta in maniera esponenziale da Ibra al triplettato Muntari, dal mononeuronico Balotelli, all’altissimo Pazzini la ricerca dell’ex interista sta raggiungendo ormai livelli di guardia.

Non passa giorno che dalla sede di casa milanello qualche giornalista, micropene dotato, faccia uscire il nome di un ex-interista da aggiungere alla lunga lista e notizia di ieri, è l’inclusione dell’ottuagenario Eto’o…

E allora chi leggeremo domani citato dai vari bordomilanellisti? Saranno solo giocatori o come si sente in giro anche oggetti appartenuti ad interisti? Pare che Inzaghi voglia acquistare la panchina usata di Stramaccioni. Galliani invece, nel caso non vada in porto l’affare Eto’o sembra abbia richiesto la sua Bentley, sì proprio quella rubata ad Arnautovich. Anche El Shaarawy ha chiesto al magazziniere di Appiano di poter acquistare il gatto nero spiaccicato da Mancini, per utilizzarlo come parrucchino da bagnato… e a proposito di Mancini, pare che Tassotti abbia offerto una cifra pazzesca per la sciarpa da gara del nostro ciuffetto, con la speranza che anche lui possa un giorno allenare un ex interista…

È inutile dire che le quotazioni del passaggio di Mudingayi ai poveri gonzi è quotata a zero, certi che il nostro “lanciere” o per meglio dire “30 sul campo” verrà accolto proprio per la sua peculiarità unica, con un tappeto rosso, lungo quanto la lingua di Mauro Suma.

In fondo a noi interisti questa cosa non dispiace e vedere i nostri ex fare del bene a dei bisognosi, non può che renderci migliori. Sì l’intervento di un sessuologo o di uno psicologo che miri a lavorare sul vissuto problematico del milanista, consentendogli di riappropriarsi della propria autostima e di imparare ad accettare il proprio corpo perché possa essere accettato anche dagli altri, non lo riteniamo un passo sbagliato da compiere, ma perché riportare alla realtà, dei sognatori come i gonzi?

Forza amico milanista non disperare, prima o poi anche tu senza neanche un ex interista in squadra ti potrai sentire tra le gambe come un vero tifoso nerazzurro!

Individuato l'interista è facile sapere quali sono i tre milanisti...

Individuato l’interista è facile sapere quali sono i tre milanisti…

Manca qualcosa…

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Anche a Piazza del Duomo manca qualcosa

Anche a Piazza del Duomo manca qualcosa

Ieri si è giocata la prima partita ufficiale della stagione e seppur non sia scontato il primo approccio ufficiale sul campo, la preparazione non sia ancora al top e ci sono i nuovi giocatori che devono ancora perfettamente integrarsi con la squadra, abbiamo visto tutti cose positive. L’avversario d’altronde era l’ideale per giocare questa partita, sì un buon tenore fisico e anche un discreto senso tattico, ma sinceramente tecnicamente davvero poca cosa.

Di positivo c’è stato che proprio sui tre principali punti interrogativi da verificare, ossia approccio mentale alla partita, preparazione fisica e novità in campo, le risposte sono state molto positive. Questa è una squadra che mentalmente non molla mai, lo avevamo già visto lo scorso anno e anche i nuovi arrivati non sono certo giocatori da tirare la gambina dietro.

Anche la preparazione mi sembra a buon punto, a parte la fisiologica flessione di metà secondo tempo e nel finale mi è sembrato che i nostri avessero ancora “gamba” per gli allunghi. Infine le tre novità Vidic M’Vila e Dodò sono risultati essere i migliori in campo e penso davvero che hanno le potenzialità per esserlo anche nel resto della stagione.

Se a queste buone notizie aggiungiamo che (al netto del mercato in uscita) abbiamo ancora a disposizione :
Carrizo, Berni
Andreolli Campagnaro Silvestre
D’Ambrosio Guarin, Kuzmanovic, Obi, Nagatomo, Krhin, Medel, Mbaye
Osvaldo, Alvarez, Palacio
in neretto ho messo altri titolari possibili (uno tra Osvaldo e Palacio di sicuro al posto di Botta) possiamo dire che la rosa non è scarsissima.

Da questa prima visione generale è evidente che nella difesa a tre, se consideriamo Campagnaro e Silvestre in uscita o quantomeno non graditi al Mister, manca qualcosa. In caso di necessità si potrebbe far giocare Medel come centrale difensivo ma non rischierei troppo e se fossi Ausilio punterei su qualche ragazzo da far crescere serenamente sotto la chioccia protettiva di un grandissimo come Vidic ad insegnargli i trucchi del mestiere.

A dire il vero anche in attacco Botta e Alvarez non fornisco alternative lussuose ai tre potenziali titolari e se consideriamo che Palacio sono due anni che tira la carretta e che Osvaldo e Icardi non mi sembrano di certo due “superprofessionisti ultraconcentrati sulla vita sportiva” io un pensierino per un vecchio volpone d’attacco a basso costo lo farei (in alternativa più spazio in campo a Bonazzoli). In più considerate sempre che siamo l’Inter e se uno come Icardi esulta come fanno tranquillamente tutti i giocatori della Serie A viene ammonito, se Ranocchia fa un intervento identico a quello di Mexes, Chiellini o Bonucci lui viene ammonito se non espulso e vedrete che sarà la stessa cosa per M’Vila e Medel rispetto ai vari De Jong Vidal Derossi e via discorrendo.

Ricapitolando il centrocampo mi sembra davvero il reparto migliore, (d’altronde se giochiamo con il 3-5-2 è anche normale che sia il reparto più folto) in difesa e in attacco un paio di innesti o di grande esperienza o da far crescere li prenderei seriamente in considerazione.

Fatta questa premessona il punto focale su cui però concentrarci e su cui secondo me manca davvero qualcosa, è ancora la fase offensiva della della nostra squadra. Certe volte Mazzarri sembra un allenatore che guarda la partita solo quando la palla ce l’hanno gli avversari. Anche ieri nel primo tempo, a squadra avversaria schierata (e stiamo parlando davvero di idraulici panettieri e postini), il massimo che siamo riusciti a fare è stato il possesso palla. Giusto ogni tanto M’Vila sventagliava su Jonathan libero che creava qualcosa ma solo perchè il loro terzino era andato a consegnare una raccomandata…

Che poi a me ci sono due frasi che a fine partita mi fanno andare fuori di testa e sono: abbiamo fatto un ottimo possesso palla e la difesa ha giocato benissimo rischiando poco.

Allora chiariamo subito, il possesso di palla nel gioco del pallone non serve a un cazzo, ci sono miliardi di azioni nel gioco del calcio in cui si è segnato con un secondo di possesso di palla. Andatevi a vedere i due gol della finale di champions con il Bayern e contate quanti secondi è rimasta la palla sui piedi e sulla testa di Eto’o Sneijder e Milito, dal rilancio della difesa. Miliardi di gol fatti con zero secondi di possesso di palla, per me col possesso di palla ci potete fare il barattolino della raccolta delle urine.

L’altra questione è ancora più semplice, se non rischi una mazza in avanti per restare a proteggere sempre la tua porta, il massimo che potrai fare in campionato è restare una squadra di seconda fascia, ossia raggiungere al massimo l’Europa League.

D’altronde se sei già una squadra di seconda fascia e non ti inventi qualcosa per migliorare il tuo potenziale di punti, tale resterai e non perchè tu non sia mai in grado di fare gol per vincere, ma per il semplice fatto che come puoi trovarlo il gol, nello stesso modo lo puoi prendere. La prova provata è che anche i pellegrini di ieri, se avessero avuto un solo giocatore in attacco come Dennis, Toni, Klose, Zaza, Cerci, Kone tutti giocatori di squadre più scarse della nostra, ci avrebbero castigato. E se considerate che Genoa Atalanta, Verona, Udinese, non sono davvero squadre di pellegrini, e ci dobbiamo fare il campionato l’anno prossimo, va da se che i conti non tornano.

Il problema è evidente, lo è dalla scorsa stagione, lo è principalmente per il modulo 3-5-2 e per gli uomini che lo compongono. Non voglio entrare troppo nel tecnico perchè, non ne sono degno e lascio a chi legge la sua interpretazione dei fatti, ma va da se che se il nostro laterale non ha MAI nessuno vicino che gli fa una sovrapposizione e lo libera per un triangolo, il gioco d’attacco si riduce ad un unico schema, lancio lungo o filtrante al primo giocatore che si riesce a ritagliare due metri di spazio dall’avversario. D’altronde con la difesa a tre i centrali non scenderanno mai a rischiare la sovrapposizione e con due centrocampisti come Hernanes e Kovacic che non vanno MAI a sovrapporsi sulla fascia ma tendono SEMPRE ad accentrarsi, l’unica cosa che riusciamo a fare è far girare questa cazzo di palla…

Attenzione quando scrivo MAI intendo sistematicamente, perchè ogni tanto qualcosa si vede anche a livello di movimenti e infatti ogni tanto vediamo anche belle azioni, ma è più qualcosa di istintivo o, essendo cattivi con il Mister, di precedenti esperienze in altre squadre. Insomma sembra molto casuale invece che qualcosa di provato e assimilato negli schemi della squadra.

Ma ora non tiriamo già troppe sentenze era la prima partita e va bene la vittoria, Vanno molto bene i nuovi acquisti e se completiamo la rosa e il Mister darà finalmente un gioco efficace per la fase offensiva, possiamo di nuovo pensare a lidi migliori di quelli visti gli ultimi due anni.

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Anche a Trinità dei Monti manca qualcosa

Anche a Trinità dei Monti manca qualcosa

Paraocchi…

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Due settimane di vacanze in assoluto isolamento, nel mio solito eremo abruzzese e sono pronto ad affrontare una nuova stagione di calcio italiota…

Oddio pronto è una parola grossa, diciamo che la parola più adatta al mio stato d’animo visti i recenti fattiì è rassegnato.

Dall’umiliante eliminazione ai Mondiali ne sono successe a mazzi di cose rivoltanti, a partire dalla penosa uscita di scena dell’allenatore che ha inventato il codice ridil-etico, ma non è riuscito a dare un gioco alla squadra, all’altrettanto farsesco passo indietro di un Presidente della Federcalcio, che ha fatto sembrare nobile un gesto già reso pubblico prima dell’inizio del Mondiale.

E in questo bailamme di passi indietro, giornalisti, tifosi e addetti ai lavori dello sport nazionale, hanno scoperto improvvisamente una imbarazzante verità, il calcio italiano fa cagare!

Ma perchè fa cagare il calcio italiano? Non certo perchè l’allenatore fosse asservito alle solite scelte di giocatori “gestiti da”. Non certo perchè alcuni giocatori lasciati a casa potevano esprimersi sicuramente meglio di quelli visti in campo. Non certo perchè l’allenatore ad un certo punto non ci ha capito più una mazza e si è messo ad inventare un nuovo modulo senza mai averlo concretamente utilizzato nei quattro anni in cui ha allenato la nazionale. No niente di tutto questo, il calcio italiano fa cagare perchè nella serie A ci sono troppi stranieri scarsi che levano spazio a giovani fenomeni incompresi, che per farsi le ossa devono andare in serie B e poi si deprimono…

Beh a dire il vero sul fatto che ci siano stranieri scarsi in serie A noi dell’Inter ne sappiamo qualcosa.. non voglio essere cattivo proprio nel primo post della stagione 2014-2015 ma insomma se mi levassero dalle palle qualcuno dei nostri, non mi strapperei di sicuro i capelli (chiusa parentesi).

Vabbè lasciamo questa prima palude puzzolente agli esperti di razza calcistica italiana e andiamo avanti. Il mondiale finisce il 13 luglio e giusto il tempo di metabolizzare le dimissioni di tutto il management, che come un fulmine in un ciel sereno ci arriva la notizia che Conte Antonio detto “Andoniogonde” lascia la gobba per delle divergenze sul mercato…

Mmmmmmmmmmmmmmmm la cosa, seppur stavo a 1500 metri di altezza sul livello del suo parrucchino, puzzava parecchio e nonostante doveva ancora iniziare tutta la manfrina sul nuovo Presidente Federale e sulle eventuali scelte da prendere, mi sembrava già tutto scritto e firmato…

Su Allegri che sostituisce Andoniogonde alla gobba non faccio commenti, il fatto che un moggi sia il suo procuratore spazza via qualsiasi dubbio sul perchè di questa scelta, anche se resta il dubbio di quale sia la percentuale che incide sulle vincite della gobba in serie A, tra rosa, allenatore e arbitri… Secondo me il rapporto è 45-10-45 vedremo cosa succederà quest’anno, se Allegri vince il campionato forse la quota allenatore riesce a scendere ancora…

Ma lasciamo i tristi lidi gobbi per tornare ai massimi vertici del calcio italiano. Quello che è successo nelle due settimane antecedenti le votazioni del Presidente Federale è qualcosa degno della storia della sceneggiata napoletana. Solo che in questa sceneggiata Isso e Essa che sono i personaggi positivi, non ci sono e l’unico vero protagonista è stato ‘O malamente! ossia Tavecchio (come si permette di avere la parola vecchio nel suo nome!) che con le sue stronzate, chiamarle gaffe non rende giustizia alle stronzate, appunto, si è fatto immediatamente conoscere anche da chi, come me, non sapesse neanche come fosse fatto…

Però nonostante la mancanza di personaggi positivi, della sceneggiata classica abbiamo potutto ammirare gli altri tre interpreti minori. ‘A mamma nella splendida interpretazione di un Malagò che cerca di tranquillizzare gli animi sostenendo che ci avrebbe pensato lui a risolvere tutti i problemi, (è evidente che non ci ha capito un cazzo). Poi abbiamo visto la meravigliosa interpretazione de ‘o nennillo (il piccino) un Demetrio Albertini con il carisma di una lattina di chinotto schiacciata e infine ‘o comico con uno strepitoso Lotito a rubare la scena a tutti. D’altronde non poteva che essere un ridicolo Presidente, odiato più dai suoi amici che dai suoi nemici, ad essere il burattinaio di questa ridicola serie A…

Ma come fa una sceneggiata a funzionare senza un regista? Beh a me nessuno leva dalla testa che tutta questa sceneggiata sia stata messa in piedi da ‘o ferroviere, che da dietro le quinte ha mosso per l’ennesima volta le pedine a suo piacimento. Ha mosso i fili anche del solito imbarazzante monociglio agnellato, che aveva il compito di sputtanare tavecchio per far sembrare la gobba contraria alla sua candidatura ma che invece dall’elezione ne esce ultravvantaggiata insieme ai suoi fedelissimi servi…

Infatti, come volevasi dimostrare, fatto il Presidente poche ore e Andoniogonde diventa il CT della Nazionale. Ma non lo diventa come i suoi precedessori CT, lo farà con totale libertà di scelta sia sulla prima squadra che su tutte le nazionali giovanili. Gonde avrà la facoltà di decidere lo staff tecnico delle altre giovanili (scommettiamo altri gobbi?) e chiaramente deciderà anche i giocatori da convocare nelle stesse giovanili, in pratica decidendo le carriere di tutti i giovani calciatori italiani. Più che un commissario tecnico sarà un gestore unico del patrimonio calcistico italiano.

Tralascio l’indegno contratto sostenuto dagli sponsor che aprirebbe un ulteriore discorso infinito sull’eticità e sul senso della nazione, anche perchè a me per primo della nazionale non frega nulla, non mi sento oggi legato alla nazione italiana (seppur rispettandone le regole e leggi come e più della maggior parte degli italiani), figuriamoci alla nazionale.

Insomma due settimane di nefandezze di ogni tipo che si vanno a concludere con l’ultima di ieri relativa all’abolizione delle squalifiche alle curve per i cori razzisti, anzi no cori di discriminazione territoriale, che chiaramente è tutt’altra roba…

Sì sì lo so dare del coleroso a un napoletano o delle puttane alle bresciane, non è razzismo è solo sfottere i tifosi avversari. D’altronde non è altro che livellarsi al resto di ciò che avviene in questa nazione, nella politica, nel cinema, nella musica, in televisione e anche nel giornalismo. Se nella società di tutti i giorni assorbiamo messaggi, per volgarità e disonestà, identici a dare randomicamente delle puttane alle bresciane, figuriamoci se possiamo pensare di limitare un coro becero di cento ragazzini allo stadio… (che poi in realtà solo in serie A sarebbero migliaia di persone moltiplicate per 10 stadi ogni domenica, e nel resto del calcio italiano centinaia di persone per centinaia di stadi… fatevi un conto e vedete se è ancora il caso di minimizzare con cento ragazzini…)

Perchè cercare di migliorare qualcosa come il calcio italiano che di suo va già così alla grande?

Ora che anche Derossi potrà dare tranquillamente del mangiabanane a un qualsiasi collega africano in campo (oddio sempre meglio che il solito cazzotto in faccia…) e ora che allo stadio le nostre mamme potranno sentirsi finalmente libere di darla a chiunque gliela chieda, sento davvero che siamo pronti per vincere tutto in Europa e nel Mondo!

Io in tutti i casi mi sono comprato dei magnifici paraocchi.

Intanto questa sera faccio un grande in bocca al vesuvio… ops al lupo, ai miei fratelli napoletani, poi domani mi metto i miei paraocchi, vedo i miei 90 minuti di Inter e per non saper né leggere né scrivere, appena finisce la partita chiudo subito tutto…

Buon divertimento Sorelle e Fratelli nerazzurri che Dio… vi illumini!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

 

p.s. Ciao Robin grande Maestro, mi mancherai.

Welcome Miss Claire Lewis!

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Claire LewisE ora anche nel Marketing si fa sul serio!

AVANTI INTER
AVANTI MISTER
AVANTI PRESIDENTE

AVANTI CLAIRE!!!
Fonte Inter.it:

MILANO – F.C. Internazionale è lieta di comunicare la nomina di Claire Lewis come Marketing Director nerazzurro.

Lewis arriva all’Inter da Apple dopo aver già ha lavorato per MTV Networks Europe ed EMI Music. Negli ultimi sette anni si è occupata della divisione iTunes, cuore dei media, dell’intrattenimento e dei contenuti di Apple, come esperta dello sviluppo e dell’integrazione del brand. Ha acquisito una notevole esperienza sia lavorando con le più grandi aziende di media, sia dedicandosi allo sviluppo di nuovi mercati. Lewis porta all’Inter le sue capacità di pianificazione e implemento di campagne marketing ad alto impatto, così come spiccate capacità di realizzazione di progetti internazionali, oltre che di digital e social marketing.

Assunta da Apple nel 2007, precedentemente al lancio di iPhone e App Store, ha guidato l’espansione internazionale del brand per iTunes Festival, uno dei più grandi e riconosciuti eventi musicali del mondo, coinvolgendo le più famose star del panorama e creando un’innovativa strategia di distribuzione dei contenuti.

Lewis avrà il compito di far crescere il già cospicuo numero di tifosi nerazzurri nel mondo, toccare le corde della loro passione, rendendo F.C. Internazionale un brand ancor più presente ed amato a livello internazionale.

“Siamo davvero orgogliosi di poter avere Claire Lewis con noi”, ha dichiarato il Chief Executive Officer Michael Bolingbroke. “Il suo contributo risulterà essere decisivo per un settore di vitale importanza per il nostro core-business e per sviluppare sempre più il marchio Inter a livello globale. Sono sicuro che Claire, con il suo passaggio all’Inter, riuscirà a trasportare l’esperienza di un’azienda mondiale e d’élite come Apple anche all’élite del calcio”.

“Sono entusiasta di entrare a far parte dell’Inter in questo momento, con le opportunità e le sfide che si prospettano – ha dichiarato Lewis -. È un onore far parte di un club così prestigioso e dalla grande storia. Porterò la mia esperienza e la mia dedizione. Non vedo davvero l’ora di lavorare con i miei nuovi colleghi”.

Lewis è un’appassionata di sport e nel 2008 l’English Football Association l’ha nominata ambasciatrice del calcio femminile. È anche nel CdA di Women’s Sport and Fitness Foundation. Durante le Olimpiadi di Londra del 2012 ha lavorato con la delegazione italiana. È stata una collaboratrice dei programmi sportivi di BBC London per 10 anni. Parla inglese, francese ed italiano.