Peppino Prisco

Il Milan? Cos’è?

sono dell’idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria della Mitropa elimini i residui.

Come finirà Milan-Juventus? Non so, non mi interesso di squadre minori.

Un pronostico per Juventus-Milan di questa sera?  Spero perdano entrambe.

La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall’infanzia. Alla lunga ci si rassegna.

Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita.

Il Milan? Ho forti timori che quest’anno rimarrà in Serie A.

Se lo scudetto non potesse andare all’Inter, farei certo il tifo per l’altra squadra di Milano: la Scarioni, nella quale ho giocato anch’io.

(Dopo la partita di Coppa dei Campioni interrotta a Marsiglia da un improvviso black-out dell’illuminazione, che i rossoneri non vollero riprendere) Sto preparando lo striscione del Milan Club Marsiglia. C’è già lo sponsor: l’Enel.

Se dovessi difendere il Milan per quanto ha combinato a Marsiglia, chiederei una perizia per incapacità di intendere e di volere.

Il Milan primo in classifica? Un refuso tipografico.

Vedere Milan-Cavese 1-2 del 1982 in televisione, con i cugini in B è una cosa che fa molto bene a chi è malato.

La speranza per il futuro? Vorrei che chi mi incontra per strada mi gridi in faccia: “Peppino campione d’Italia”. Sogno lo scudetto. E, visto che ci sono, anche il Milan di nuovo in serie B. Così mi vendico anche di Teo Teocoli. Uno bravo che mi imita bene e con simpatica correttezza. Mi mette di buon umore. Giacca da camera a parte.

Ho una scaramanzia. La domenica compro la Settimana enigmistica e cerco di risolvere i quesiti della sfinge. Credo che riuscendoci l’Inter poi vinca.

L’interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.

Il Milan in B. E per ben due volte: una… a pagamento e una… gratis. Sono dell’idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui.

Tutti i miei figli sono interisti. Una volta mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho risposto: “Lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la prova del sangue. Perché a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia moglie”.

La vittoria più emozionante? Le tre coppe Uefa, la prima perdendo il ritorno a Roma per 1-0 e soffrendo terribilmente. Il giorno dopo mia figlia lesse sui giornali: Aggredito Peppino Prisco. Arrivai a casa e quasi si stupì che fossi vivo. In realtà mi avevano tirato un’asta di una bandiera, roba da nulla.

Io sono contro ogni forma di razzismo, ma mia figlia in sposa a un giocatore del Milan non la darei mai.

In tanti aspetti, a cominciare dal modo unico in cui sa segnare, Ronaldo mi ricorda Meazza, il quale commise solo un errore: accettare il trasferimento al Milan. Sono sicuro che Ronaldo mai potrebbe essere indotto in una simile tentazione. Uno grande come lui può indossare una sola maglia: quella nerazzurra.

I tifosi interisti non si preoccupino, dopo tanti anni in questa società posso affermare che la serie B non è nel nostro codice genetico.

La formazione ideale di tutti i tempi: Zenga, Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi, Bedin, Frione, Matthaeus, Mazzola, Suarez e Corso. Non ho incluso Meazza, il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi.

L’errore più grande dell’Inter. Cedere Roberto Carlos e non comprare Platini: era già nostro.

Il rigore negato in Juventus-Inter? Non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.

Lo 0-6 nel derby? Non ricordo. E poi i giornalisti ne inventano sempre tante.

Il presidente vorrebbe un 3-0. Io invece nei confronti dei milanisti sono più generoso, mi accontento di una vittoria su autorete allo scadere.

La delusione di quest’anno per me sono Milan e Juventus. Vanno troppo forte, sono molto deluso.

Il decennio di vittorie milaniste? Stranamente, mi ricordo solo le sconfitte.

Ci vorrebbe qualche supposta di pepe di cayenna per rivitalizzare qualcuno dei nostri giocatori.

I festini a luci rosse dei giocatori dell’Inter? Non ne so niente, quando escono non mi chiamano mai.

Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo.

L’Inter nacque da una scissione del Milan… Ecco la dimostrazione che si può fare qualcosa di importante partendo da niente!

Il rigore negato alla Juventus nell’aprile del ’98 non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.

Inter-Juve finisce spesso con delle lamentele contro gli ar­bitri. Il guaio è che sono sempre le nostre.

La sudditanza psicologica è in tutti i campi. Se il parcheggio è pieno e arriva Moggi gli dicono: «Prego, si accomodi!»

Mi pare che Braschi sia molto stimato in ambito internazionale. E lui in effetti quando mancano certe squadre italiane se la cava bene.

Be’, però adesso basta parlare di sudditanza arbitrale. Sa­pete, ho ottant’anni e non vorrei che Dio fosse bianconero.

Da bambino avevo fatto un voto perché volevo il Milan in B. Poi l’ho perfezionato: serie C.

La serie B non è nel nostro codice genetico.

(A Luisa Corna, incontrata a Controcampo): Ah, è lei? Non l’avevo quasi riconosciuta con tutti quei vestiti addosso.

Ai giocatori piacciono le ragazze? Alla loro età anch’io avrei fatto lo stesso se accidentalmente non fossi stato impegnato nella Campagna di Russia.

Ci accusano di essere nati da una cestola del Milan. È ve­ro. D’altra parte non abbiamo mai nascosto le nostre umi­li origini.

La fondazione dell’Inter è la testimonianza che nella vita se hai buona volontà e ti impegni al massimo puoi arrivare in alto anche partendo da umili origini.

Prima di morire mi faccio la tessera del Milan, così sparisce uno di loro.

 

Grazie Immenso Unico Eterno Peppino

Per sempre con noi!

5 risposte a “Peppino Prisco”

  1. Marco Gatti ha detto:

    Peppino sei sempre nel mio cuore… ricordo la mattina del tuo funerale, la chiesetta non conteneva tutti i tifosi, all’uscita del feretro i ragazzi della nord, vecchi e giovani ti urlarono piangendo il nome della squadra che hai sempre amato “INTER – INTER” e quando iniziò la canzone “E facci un gol… Peppino Prisco facci un gol…” scoppiai a piangere! Ti amo Peppino!

  2. manchi,
    ah se manchi.

  3. giovanni ha detto:

    peppino sei stato il piu’ grande di tutti i tempi da quando te ne sei andato la tua inter ha fatto felici tutti quelli come te ha vinto tutto ciao grande forza sempre inter

  4. goduria 5 maggio .. ha detto:

    Eheheh….

  5. goduria 5 maggio .. ha detto:

    Grande Peppino… immenso cabarettista…. sprecato per dirigere una squadretta prescritta. Ottimo per Zelig. Mi hai fatto sempre ridere, emanando quella simpatia da veccio milanese….. peccato che tifassi la squadra sbagliata che quasi mai ti ha dato delle gioie. Dall’alto dei cieli hai sicuramente maledetto Moratti , Tronchetti e Rossi per avere manipolato farsopoli a proprio piacimento, vincendo scudetti di cartone e falsando campionati……

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